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27/03/26 ore

POLITICA

Giustizia: sinistra e destra non hanno risolto la questione liberale. Conversazione con Giuseppe Rippa di Luigi O. Rintallo

Sul dopo voto per il referendum confermativo sulla riforna della Giustizia, Oreste Luigi Rintallo sollecita il direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale in una conversazione che muove sul doppio binario delle ragioni che hanno portato al successo del NO alla riforma ma anche sulle condizioni storico-politiche che hanno segnato la mancanza di riforme necessarie per l’Italia e in assenza della quali il paese sembra aver imboccato una china discendente dalla quale è sempre più complicato risalire… “È  difficile vincere una battaglia liberale se non si è liberali - proponeva Rintallo -. Certamente siamo delusi dal risultato del voto, anche perché è stato preceduto da una campagna elettorale dove ha prevalso una propaganda violenta e aliena da un approccio minimamente razionale…”. “… Noi che abbiamo sempre immaginato la magistratura e continuiamo con fermezza a immaginarla ancora adesso come un pilastro dello Stato democratico - ha sottolineato Rippa - , ci allarmiamo quando il magistrato diventa attore politico di parte. In quel momento, la sua sacralità all'interno dello Stato di diritto in qualche misura viene ad essere lesa e manca di risolvere la questione della “innocenza” che la magistratura, con grave danno per lo Stato democratico, ha perso a causa di tutti gli elementi critici che l'hanno accompagnata nel passato, recente e meno recente…”… Quelli che seguono sono la trascrizione di quella conversazione e il video della stessa per Agenzia Radicale Video

 

- Giustizia: sinistra e destra non hanno risolto la questione liberale. Conversazione Rippa-Rintallo (Agenzia Radicale Video)

Paolo Cirino Pomicino, per ricordare. ‘Le trame dell’antipolitica’ conversazione con Giuseppe Rippa (2003)

Il 21 marzo è scomparso Paolo Cirino Pomicino a 86 anni. Negli anni ’80 esponente di spicco della corrente andreottiana nella DC, è stato ministro del Bilancio nella cosiddetta “prima Repubblica”. Sotto processo per quarantadue volte durante le inchieste di Mani pulite, subì due condanne per finanziamento illecito al suo partito. Uscito dalla politica attiva, dal 1993 in poi ha scritto vari saggi che hanno rivelato alcuni retroscena di quella delicata fase dell’Italia… Nel 2003, trascorso un decennio da quel drammatico tornante della nostra storia, che portò allo scardinamento del sistema politico italiano, il direttore di «Quaderni Radicali», Giuseppe Rippa, lo intervistò nel n. 83 della rivista… Riportiamo di seguito la conversazione…

Giulio Leoni: SI al referendum per uscire da una concezione autoritaria della giustizia

Molti amici mi hanno chiesto in privato che cosa penso del referendum sulla riforma della giustizia. Un richiesta che mi ha sorpreso, perché mi sembrava talmente ovvio che accusa e giudizio debbano essere distinti, e che si debba impedir loro di farsi piedino nei corridoi dei palazzi di giustizia, che non pensavo nemmeno che ci si dovesse interrogare in proposito. L’attuale sistema, varato dal ministro Grandi nel 1941 e da allora sopravvissuto al crollo del Fascismo in forme pressoché immutate, rispondeva perfettamente alla concezione autoritaria del regime, ma trasportato in una democrazia ha poco senso ed è praticamente un unicum in Europa, e credo nell’intero Occidente… di Giulio Leoni (dal suo sito Facebook)

Referendum, i No e i contro

In epoca di verità alternative e di post-verità, le bugie hanno le gambe lunghe. Per questo conviene dirle, quando non si hanno argomenti fondati per convincere gli elettori a dire No alla separazione delle carriere dei magistrati. Ma ciò potrebbe non bastare. Per vincere la contesa referendaria è necessario mobilitare il popolo di sinistra affinché si comporti, per esempio, come l’eroe di Riace, Mimmo Lucano, che voterà “No, ma con tormento, contro Meloni…”; o che la pensi come l’ex presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che vuole il No vincente, “perché sarebbe la prima vera sconfitta di  Giorgia Meloni e delle destre nel nostro Paese”; o che sia convinto, come il boss del Pd romano, Goffredo Bettini, che se “la Meloni dovesse vincere il referendum, avrebbe le condizioni per instaurare una permanente svolta autoritaria”. Insomma, affinché vinca il No serve che una buona parte degli elettori di sinistra, prescindendo dal merito, si lasci persuadere da chi sta rinnegando le proprie idee per cinico calcolo politico…  di Antonio Marulo 

Referendum Giustizia: l’auspicabile vittoria del SI per promuovere alternative politiche

Sebbene si svolga in tempo di Quaresima, la campagna per il prossimo referendum confermativo sulla riforma della magistratura del 22/23 marzo ha assunto modi e forme di una carnevalata. Come è tipico del carnevale, oltre a mascherarsi, l’attività prevalente è consistita nella sospensione di ogni logica o ragione sino al punto di produrre  giustificazioni discordanti delle posizioni assunte sul tema oggetto del voto. A cominciare dalle due principali motivazioni relative al giudizio sulla riforma approvata dal Parlamento nello scorso ottobre: che essa sia, in realtà, irrilevante o comunque poco influente sulla giustizia italiana, o – viceversa – che incida nel profondo sul modo di esercitarla nel Paese… di Luigi O. Rintallo

Referendum Giustizia: SI per frenare il declino. Conversazione con Vincenzo Maiello e Claudio Signorile di Giuseppe Rippa

Il 22/23 di marzo andremo a votare per il referendum confermativo sulla riforma della magistratura approvata nell’ottobre scorso dal Parlamento. Evidentemente, è una pura illusione che vi possono essere toni pacati e razionali, ma quello che maggiormente emerge è che abbiamo assistito e stiamo assistendo anche in queste ultime ore ad un’accelerazione che ha preso un ritmo politico decisamente grave. In queste ore, se ne parlava poco fa con il professor Maiello, avvengono incidenti soltanto perché vi sono degli oratori che intervengono per affrontare, dal punto di vista del SI, il quesito referendario a testimonianza di come in realtà questa estremizzazione ha radici profonde e ed è rivelatrice di quello che io chiamo una crisi politica. L’Italia è oggi un Paese oggettivamente in declino che ha nella questione giustizia una delle concause. Non è in grado neanche di percepire che una delle ragioni di questo declino, questo è il nostro punto di vista come «Quaderni Radicali» e « Agenzia Radicale», è legato proprio alla mancata azione di riforme di cui c'era bisogno… Riforme che riguardano la magistratura, riforme che riguardano la Costituzione… Nella conversazione che segue Giuseppe Rippa, direttore di «Quaderni Radicali» e « Agenzia Radicale» ne parla con il professor Vincenzo Maiello, avvocato e ordinario di  Diritto  penale nell’Università Federico II di Napoli e Claudio Signorile, professore di Storia moderna nelle Università di Roma e di Sassari e di Storia contemporanea nell’Università di Lecce, oltre che parlamentare socialista e ex Ministro dei trasporti. 

 

- Referendum: SI per frenare il declino. Conversazione con V. Maiello, C. Signorile di G.Rippa (Agenzia Radicale Video)

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é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali

"EUROPA punto e a capo"

Anno 47° Speciale Maggio 2024

è uscito il libro 

Edizioni Quaderni Radicali

‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’

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Aiutiamoli a casa loro? Lo stiamo già facendo ma male.

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di Giuseppe Rippa

con Luigi O. Rintallo

"Napoli dove vai"

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di Giuseppe Rippa

con Luigi O. Rintallo

"l'altro Radicale
Essere liberali
senza aggettivi"

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