Riscuote successo il film Coyote vs. Acme, di Dave Green tratto dall'omonimo articolo di Ian Frazier pubblicato su The New Yorker nel 1990, a sua volta ispirato dal personaggio di Willy il Coyote e la ACME Corporation dei cartoni animati Looney Tunes e Merrie Melodies… di Giovanna D’Arbitrio
Presentato in anteprima a Londra al cinema Odeon Luxe Leicester Square, The Dog Stars, di Ridley Scott, è un film che descrive un mondo postapocalittico, ispirato al romanzo omonimo di Peter Heller… di Giovanna D’Arbitrio
In uscita sugli schermi italiani il 27 agosto un film presentato in concorso a Cannes, Sheep in the Box, (Hako no naka no hitsuji , Pecore nella scatola)è diretto, sceneggiato e montato da Hirokazu Kore’eda, un film che fa riflettere sull’Intelligenza Artificiale e non solo… di Giovanna D’Arbitrio
Riscuote successo Spider-Man: Brand New Day, di Destin Daniel Cretton, un film su un personaggio a quanto pare intramontabile, con nuove strabilianti avventure. Basato sul personaggio dell'Uomo Ragno di Marvel Comics, è il sequel di Spider-Man: No Way Home (2021)… di Giovanna D’Arbitrio
Odissea (The Odyssey), sceneggiato, diretto e co-prodotto da Christopher Nolan, divide pubblico e critica con giudizi contrastanti. Il film segue la trama del poema omerico e inizia il racconto dopo la fine dell'assedio di Troia grazie al noto stratagemma ideato dall’astuto Ulisse (Matt Damon) che poi salpa con i compagni verso Itaca, dove lo attendono la moglie Penelope (Anne Hathaway) e il figlio Telemaco (Tom Holland). Il viaggio di ritorno, tuttavia, si trasforma però in una lunga odissea, piena di ostacoli, tra tempeste, incontri con strane creature. Tanti personaggi e i fantasmi della sua coscienza… Giovanna D’Arbitrio
Dario Germani è un regista, sceneggiatore e direttore della fotografia che da anni lavora soprattutto nel cinema di genere, confrontandosi con horror, thriller e fantastico attraverso un approccio fortemente legato alla concretezza del set e alla tradizione artigianale del cinema italiano. Con Il mondo oltre, però, il suo cinema sembra spostarsi verso un territorio più intimo e personale. La fantascienza distopica resta la cornice, ma il vero centro del film è altrove: nel rapporto tra una madre e una figlia, nell’isolamento, nel desiderio di conoscere ciò che esiste oltre i limiti imposti e nel conflitto tra protezione e libertà. È proprio quando il film lascia emergere i personaggi, i loro silenzi e ciò che non riescono ancora a nominare che trova, a mio avviso, le sue corde più interessanti. Da qui è nata una conversazione che, partendo da quest’ultimo lavoro, si è allargata inevitabilmente al cinema di genere, al simbolo, all’immaginario e alla necessità, oggi più che mai, di tornare a osare… di Gianni Carbotti