Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

15/04/21 ore

POLITICA

Un NO al referendum per battere il qualunquismo. Conversazione con Andrea Cangini

Il senatore Andrea Cangini, direttore dal 2014 al 2018 de il Resto del Carlino e di QN Quotidiano Nazionale, è stato il promotore (con i senatori Nazario Pagano e Tommaso Nannicini nel dicembre 2019) e poi tra i 71 firmatari per il referendum sul taglio dei parlamentari. Già l’idea di accorpare elezioni regionali, comunali e referendum non poteva non definirsi lesiva del diritto dei cittadini di conoscere per deliberare.

 

- Un NO al referendum per battere il qualunquismo. Conversazione di Andrea Cangini con Giuseppe Rippa (Agenzia Radicale Video)

Partito Democratico, riduzione parlamentari e alleanza organica con il M5S

Con le modalità proprie del pronunciamento che detta infine la linea politica, l’intervista di Nicola Zingaretti al «Corriere della Sera», a poche settimane dal referendum sulla riduzione dei parlamentari, ha preteso di appendere il voto favorevole all’attaccapanni dei future riforme del voto e dei regolamenti parlamentari. Poco da stupirsi se a margine dell’intervista, sui social (i siti di Facebook dello stesso segretario del PD e quello del partito) siano piovuti più dissensi che consensi.

 

- Partito Democratico, riduzione parlamentari e alleanza organica con il M5S. Conversazione Rippa-Rintallo (Agenzia Radicale Video)

Dalla Toscana, Viareggio modella la nuova onda Liberale

Alle prossime elezioni comunali, un gruppo di coraggiosi fuoriusciti dal PD si presenta a Viareggio con la lista civica “Più Democrazia”, che affianca la candidatura a sindaco di Sandro Bonaceto. Il gruppo, di ventiquattro nomi con età media di 45 anni, che si riconosce nei valori liberali e progressisti, ha l’ambizione di richiamare la questione liberale a sinistra. di Anna Mahjar-Barducci 

Riduzione dei parlamentari. Bene l’appello degli accademici per il NO, se vale ad arginare derive oligarchiche

La crisi che da tempo interessa la politica italiana è giunta forse a un culmine, perché è come se si fossero cumulate macerie su macerie tanto da pregiudicare gli stessi lavori di riassestamento. Alla lunghissima transizione seguita alla fine del sistema post-Yalta, con gli avvitamenti di un bipolarismo che non ha dato luogo al superamento della democrazia fittizia che ha contraddistinto la storia repubblicana, è seguito un forsennato attacco alla politica e l’occupazione del dibattito pubblico da parte di manipoli di influencer in veste di opinionisti e giornalisti, specialisti nel deformare i dati della realtà e nel piegarsi ai disegni di potere interni ed internazionali. di Luigi O. Rintallo

Riduzione dei parlamentari. La bufala del Si al referendum come breccia per le riforme

Con l’avvicinarsi del referendum sulla riduzione dei parlamentari, assistiamo a un riposizionamento abbastanza significativo nel campo sia politico, che informativo. Per quanto riguarda l’informazione in questi ultimi giorni vediamo le testate del gruppo Agnelli dare spazio alle ragioni del NO (il neo-direttore di «Repubblica», Molinari, ha vergato un editoriale in tal senso), quasi a far da sponda ai molti mugugni circolanti fra diversi esponenti della sinistra. Viene da domandarsi quanto giochi in questo la necessità di differenziarsi nello stesso mercato editoriale, oppure la latente velleità di coprire ogni versante così da sminuire ogni esito dovesse uscire dalle urne. di Luigi O.Rintallo

Riduzione dei parlamentari. Il referendum è politicamente legittimo, anche se deformato dai media

Raffaele Avallone, intervenendo a proposito dell’imminente referendum costituzionale sulla riduzione di deputati e senatori, ha osservato che in questo caso gli elettori sarebbero chiamati a confermare la modifica costituzionale introdotta da una maggioranza parlamentare virtuale più che reale. Infatti, nel nostro Parlamento, a causa delle leggi elettorali in vigore, essa scaturisce da premi in seggi e vantaggi derivanti dalla soglia di esclusione per le liste sotto il 3%. di Luigi O. Rintallo