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06/07/22 ore

POLITICA

In nome dei Pubblici Ministeri. Conversazione con Giuseppe Gargani sul suo libro e sui Referendum sulla Giustizia

Ripubblicato dopo più di 10 anni, con alcune note introduttive che l'autore ha aggiunto, In nome dei Pubblici Ministeri. Dalla Costituente a Tangentopoli, storia di leggi sbagliate (Edizioni Lastaria), è un libro di Giuseppe Gargani che potrebbe essere definito profetico. La evidente crisi della Giustizia si rivela come una una vera e propria crisi della democrazia poiché è il cittadino che ha bisogno della terzietà del giudice per difendersi dalle violenze, dagli attacchi dei poteri e della malavita organizzata… Giuseppe Gargani, che si può definire un politico di lungo corso, discute con il direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa di questi temi…

 

 - In nome dei Pubblici Ministeri. Conversazione con Giuseppe Gargani con Giuseppe Rippa sul suo libro e sui Referendum Giustizia Giusta (Agenzia Radicale Video)

Sondaggi pieni, urne vuote: l'effetto Conte sul M5S

C'era una volta, e ora non c'è più, l'indice di gradimento di Giuseppe Conte, il più amato dagli italiani secondo i sondaggisti del circo mediatico della politica politicante. Lo certifica l'unico sondaggio che conta, quello che vivaddio si fa ogni tanto andando alle urne. La caduta libera del M5S è ormai inesorabile e il suo nuovo condottiero non l'ha frenata. di Antonio Marulo

Venerdì 2 luglio 2021 inizio raccolta firme per i referendum sulla Giustizia Giusta

Tra venerdì 2 luglio e domenica 12 settembre inizia e si conclude la raccolta firme per i referendum sulla Giustizia Giusta. Dovranno essere raccolte almeno 500.000 firme autenticate e certificate su 6 referendum per la Giustizia Giusta…

Conte: attacchi sotterranei a Draghi. La parabola di un finto leader in un quadro senza certezze, conversazione di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo

… Nello scenario attuale, la figura di Mario Draghi è un po’ subita perché in qualche modo attenua il premere dell’UE e rimedia alla montagna di sciocchezze compiute in precedenza: dalla disastrosa gestione iniziale della pandemia agli interventi mancati volti a contenere la seconda ondata, come pure a organizzare decentemente le vaccinazioni… Ecco dunque la figura di Giuseppe Conte, che non è proprio casuale come si è stati portati a credere dal ritratto disegnato dai media. Corrisponde piuttosto all’interfaccia ideale con i settori amministrativi e corporativi, propensi a esercitare il loro condizionamento e controllo profittando dei varchi aperti dalla profonda crisi della politica e delle altre istituzioni, di fatto minate dal generale fenomeno di delegittimazione in atto… Viene fuori adesso, larvatamente, una sottile linea di conflitto tra una serie di soggetti – e non tanto dei residui alogenici dei 5Stelle, quanto di settori dell’establishment identificabili appunto nel partito del Quirinale e in parte del PD – e le linee che ispirano invece Mario Draghi nei rapporti internazionali… Di questo e di altro parla Giuseppe Rippa conversando con Luigi O. Rintallo.

I sei Referendum per la Giustizia Giusta

Per realizzare il Piano di ripresa e resilienza è necessario predisporre interventi per la sua applicazione. Da ciò dipende la concessione dei crediti europei da qui al 2026 che sono subordinati all’ammodernamento strutturale del nostro Paese e, come sottolineato in questa Agenzia, è necessario rimuovere le cause profonde dell’ingessamento che, da quasi sei lustri, blocca la società italiana – dal comparto privato a quello pubblico -, in ogni suo profilo. Queste cause trovano nelle disfunzioni e nei ritardi del nostro sistema giudiziario la fonte originaria di ogni tipo di problematicità. La Riforma della Giustizia è dunque un atto obbligato e nell’Italia delle mille emergenze, in realtà la sola, vera e urgente emergenza si chiama appunto “giustizia” e l’imperativo categorico, per chiunque abbia a cuore contrastare il declino, deve essere quello di farla funzionare…

Senza i referendum non si farà nessuna Riforma della Giustizia. Conversazione Rippa - Rintallo

Della riforma sulla Giustizia si parla da decenni, ma appare improbabile che con gli equilibri di questo parlamento posso trovare una sua reale realizzazione verso una giustizia-giusta. E questo nonostante la sua assoluta urgenza, la sua inevitabile implicazione sul Recovery Fund, ai cui fondi si rischia di non poter accedere senza questa riforma, la crisi evidente e preoccupante della magistratura… La proposta dei radicali, di raccogliere le firme per una serie di referendum sulla Giustizia, accolta dalla Lega di Salvini, diventa uno strumento necessario, per quanto autonomo dalla iniziative parlamentari. Ma per il neo-segretario del Partito Democratico Enrico Letta si tratta di una provocazione: “il referendum vuol dire buttare la palla in tribuna”. Dare la parola ai cittadini, se l’immobilismo parlamentare e le linee giustiziaste permangono, significa per il neo-leader del partito cosiddetto “democratico” buttare la palla in tribuna… Dei referendum, della riforma, della crisi della Giustizia e della Magistratura discutono il direttore di Agenzia Radicale e Quaderni Radicali Giuseppe Rippa e Luigi O. Rintallo, redattore storico di AR e QR