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22/10/20 ore

POLITICA

Riduzione dei parlamentari. Bene l’appello degli accademici per il NO, se vale ad arginare derive oligarchiche

La crisi che da tempo interessa la politica italiana è giunta forse a un culmine, perché è come se si fossero cumulate macerie su macerie tanto da pregiudicare gli stessi lavori di riassestamento. Alla lunghissima transizione seguita alla fine del sistema post-Yalta, con gli avvitamenti di un bipolarismo che non ha dato luogo al superamento della democrazia fittizia che ha contraddistinto la storia repubblicana, è seguito un forsennato attacco alla politica e l’occupazione del dibattito pubblico da parte di manipoli di influencer in veste di opinionisti e giornalisti, specialisti nel deformare i dati della realtà e nel piegarsi ai disegni di potere interni ed internazionali. di Luigi O. Rintallo

Riduzione dei parlamentari. La bufala del Si al referendum come breccia per le riforme

Con l’avvicinarsi del referendum sulla riduzione dei parlamentari, assistiamo a un riposizionamento abbastanza significativo nel campo sia politico, che informativo. Per quanto riguarda l’informazione in questi ultimi giorni vediamo le testate del gruppo Agnelli dare spazio alle ragioni del NO (il neo-direttore di «Repubblica», Molinari, ha vergato un editoriale in tal senso), quasi a far da sponda ai molti mugugni circolanti fra diversi esponenti della sinistra. Viene da domandarsi quanto giochi in questo la necessità di differenziarsi nello stesso mercato editoriale, oppure la latente velleità di coprire ogni versante così da sminuire ogni esito dovesse uscire dalle urne. di Luigi O.Rintallo

Riduzione dei parlamentari. Il referendum è politicamente legittimo, anche se deformato dai media

Raffaele Avallone, intervenendo a proposito dell’imminente referendum costituzionale sulla riduzione di deputati e senatori, ha osservato che in questo caso gli elettori sarebbero chiamati a confermare la modifica costituzionale introdotta da una maggioranza parlamentare virtuale più che reale. Infatti, nel nostro Parlamento, a causa delle leggi elettorali in vigore, essa scaturisce da premi in seggi e vantaggi derivanti dalla soglia di esclusione per le liste sotto il 3%. di Luigi O. Rintallo

Riduzione parlamentari. Corte costituzionale e conflitto di attribuzione: quanto avevano ragione De Nicola e Pannella!

Enrico De Nicola fu tra i primi a prefigurare la conversione della Corte costituzionale da organo a tutela della nostra Legge fondamentale a strumento di manipolazione giuridica, corrispondente ai criteri di opportunismo politico. In occasione dei ripetuti affossamenti dei referendum abrogativi presentati dai radicali, a Marco Pannella si deve la definizione ancor più drastica di “cupola del regime partitocratico”, capace di prescindere dalla lettera della legge per proporne un’applicazione funzionale alle preoccupazioni del momento del sistema politico. di Luigi O. Rintallo

Pasquale Tridico: excusatio non petita, accusatio manifesta

Dal lessico delle pandette medievali ci giunge il proverbio “excusatio non petita, accusatio manifesta” e le dichiarazioni pronunciate dal presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, sembrano proprio corrispondervi. Secondo quanto riporta un articolo del «Corriere della Sera», a proposito delle polemiche suscitate dalla divulgazione ritardata della notizia relativa ai bonus Covid ottenuti da tre parlamentari titolari di partita Iva, Tridico si preoccupa di smentire che sia stato “un caso montato di proposito, un modo per lanciare il referendum sul taglio dei parlamentari”. Anzi, nega recisamente ogni suo coinvolgimento e – se non si trattasse della figura a capo di quella che il giornalista Lorenzo Salvia definisce “la macchina più potente di tutta la pubblica amministrazione italiana” – verrebbe da paragonarlo al Tommasino di Natale in casa Cupiello che, quando si scagiona anticipatamente da ogni responsabilità, si scopre davanti a tutti. di Luigi O. Rintallo

Riduzione parlamentari. Caro Arditti, non basta l’astuzia dialettica…

Puntuale come il solleone di agosto è piombata sulla ribalta mediatica la notizia che dei parlamentari hanno ottenuto il bonus delle partite IVA, previsto per fronteggiare la crisi causata dall’epidemia del virus cinese. Lo scandalo, a dire il vero, riguarda non solo gli interessati ma lo stesso governo e l’ente erogatore, l’Inps, i quali infatti hanno messo le mani avanti giustificando con l’urgenza di distribuire aiuti l’assenza di limitazioni o soglie di reddito. Fra l’altro omettendo che per i lavoratori dello spettacolo esse erano invece previste e quindi poco si comprende come mai non ci siano per gli altri liberi professionisti. di Luigi O. Rintallo