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07/12/21 ore

POLITICA

Arrivare al 2023 per il nuovo Presidente? Ma come e con il parlamento bocciato dal referendum?

Nel corso di un’intervista a Giorgia Meloni, il vicedirettore di «Huffington Post» Alessandro De Angelis ha detto: "È evidente pure ai sassi che non si voterà prima del 2023". A questo assunto, in effetti, la maggioranza in Parlamento si affida, stabilendo le tappe di un viaggio che dovrebbe durare un migliaio di giorni. Ma quanto fondamento ha una tale prospettiva, tenuto conto del sostanziale immobilismo governativo e dell’assenza di una benché minima comunanza di visione per le scelte che attendono il Paese? Davvero si può credere di galleggiare come sugheri nello stagno così a lungo? di Luigi O. Rintallo

David Sassoli: il maggior promotore dell'annullamento della cultura liberale e laica in Europa

La distopia è la visione promossa da David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, per il futuro dell'Europa. Il 23 settembre, Sassoli ha infatti invitato Beppe Grillo (e con lui Gunter Pauli, dalle idee  astruse sull’epidemia diffusa, per esempio, dalle antenne 5G, su tutti i virologi complici delle case farmaceutiche per obbligare la popolazione a fare i vaccini... ecc. ecc...) a intervenire in videocollegamento alla tavola rotonda "Ideas for a new world", dando legittimità alle idee deleterie del comico genovese. Durante il simposio, Grillo ha ripetuto il suo solito mantra: "Credo nella democrazia diretta, non nel Parlamento," aggiungendo anche che si può "fare tutto con il voto digitale" ed elogiando la piattaforma Rousseau.

Il 30% dei No ipoteca pendente sulle manovre di regime

Per quanto adusi al gioco mistificante, sarà difficile per gli attori del circo mediatico-informativo incasellare il 30% dei No al referendum costituzionale sulla riduzione dei parlamentari come espressione dei difensori della casta o dei conservatori. Come, d’altro canto, i votanti a favore della modifica promossa dalla maggioranza grillo-leghista nel 2019 non possono certo ascriversi tutti – come voleva il ministro Di Maio – agli anti-establishment. di Luigi O. Rintallo 

Le Farsesche delibere dell’AGCOM

Ci siamo, da oggi siamo in silenzio elettorale e chi “poteva” ha fatto del suo meglio per far arrivare all’opinione pubblica, attraverso gli strumenti di dis… pardon, d’informazione di massa il proprio messaggio, più o meno distorto e/o fazioso secondo l’opportunità che il mezzo ha concesso, sapendo che il web, senza la sua cassa di risonanza naturale e le dinamiche che la accompagnano, arriva ad incidere poco. di Roberto Granese

Campagna referendaria squilibrata, col contributo finale del neo-presidente della Corte costituzionale

Eletto Presidente della Corte Costituzionale il 16 settembre, a tre mesi dal pensionamento, Mario R. Morelli ha dichiarato ai giornalisti: "Il taglio degli eletti è una riforma che incide sulla Costituzione in maniera relativa e va completata con provvedimenti che con sequenza diacronica devono seguire”. Le sue parole non sono che uno dei tanti episodi di una campagna referendaria all’insegna delle forzature, delle manipolazioni sia dialettiche che sostanziali, contraddistinta da pre-giudizio e tesa a confondere piuttosto che informare compiutamente e correttamente. di Luigi O. Rintallo

Rino Mele: Domenica 20 settembre dico NO

Un segnale della presenza del contrario di ciò che si nega, questo è il tema sviluppato da Freud nel 1925 con il saggio "La negazione", Nel 1925 l'Italia da poco era entrata nell'onda alta del Fascismo, trascinandovi mezza Europa, un'ideologia in cui il “no” non esiste, ma solo un ipertrofico sì, una marea di "Obbedisco", il verbo servile che moltiplica la sua eco (distorcendo il significato originario, la risposta ostile di Garibaldi al generale La Marmora nel 1866, mentre era mosso a conquistare Trento)… di Rino Mele