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15/04/21 ore

POLITICA

Le guardie pretoriane di una informazione di regime

È bastato che nel dibattito al Senato Matteo Renzi pronunciasse il suo discorso di “penultimatum” alla maggioranza che sostiene il governo, perché giuristi e personalità delle istituzioni (Zagrebelsky, Cartabia) che pure avevano mosso osservazioni critiche sulla legittimità costituzionale dei provvedimenti emanati dal premier Conte innestassero una rapida retromarcia. A dimostrazione di quanto  certi pronunciamenti dipendano dagli opportunismi strumentali e non siano espressione di radicati convincimenti, fondati davvero sulla difesa dello Stato di diritto e dei principi democratici. di Luigi O. Rintallo

Le ombre sull’assetto politico-istituzionale

Nelle stime del Ministero dell’Economia, dopo il lockdown imposto per contenere la diffusione del virus cinese, si prevede che il prodotto interno lordo italiano diminuisca nel 2020 dell’8 per cento. Né sembra che le misure finora adottate pongano davvero rimedio agli effetti di tale fosca prospettiva, dal momento che, come può leggersi sul «Sole 24 ore», le domande pervenute dalle imprese per accedere ai prestiti delle banche garantiti nel decreto “Cura Italia” sono duemila. di Luigi O. Rintallo

Come attivare concretamente per ciascuna azienda il PSS (Piano  Sicurezza  Sanitario)

Nel presentare un metodo liberale per la Fase Due avevamo chiarito in che modo, attraverso la responsabilizzazione, attraverso la sottrazione a meccanismi eterodiretti e subalterni a interessi non sempre visibili, attraverso indicazioni semplici e chiare, si potrebbe realizzare una prospettiva di ripresa non travolta in un contesto confuso, burocratizzato e guidato da chi non ha mai avuto esperienza diretta nei contesti di emergenza sia commerciale che industriale. Con il contributo dell’ingegner  Carlo Strassilviene proposto di seguito come, sempre con un approccio liberale, è possibile attivare concretamente per ciascuna azienda il PSS (Piano  Sicurezza  Sanitario), rendendo evidente che esistono linee guida già esistenti, a cui vanno aggiunte documentazioni personalizzate per l’emergenza coronavirus, che esistono inoltre strumenti di controllo e in più il quasi urgente bisogno di operatori commerciali, imprenditoriali, industriali secondo la tipologia dell’attività, che sicuramente responsabilizzati potrebbero essere il vero presidio di sicurezza, ma anche di rilancio economico.

Un metodo liberale per la Fase Due

La gestione dell’emergenza derivata dalla diffusione nel nostro Paese del virus cinese è stata caratterizzata da una serie di criticità, dovute per lo più al prevalere dei condizionamenti di un approccio formalistico e burocratico. Decreti e ordinanze sono andati moltiplicandosi nel corso delle settimane, generando incertezza e conflitti gestionali. A essere mancato è stato soprattutto un metodo empirico e laico, sostituito da atteggiamenti in linea di continuità con una visione che non coltiva la responsabilità dei singoli e collettiva, ma preferisce dar mostra di interventi attraverso disposizioni che – alla prova dei fatti – si rivelano vuote di contenuto reale e controproducenti.

 

- Come attivare concretamente per ciascuna azienda il PSS (Piano  Sicurezza  Sanitario)

 

Perché il Comitato Colao vuole tutele giudiziarie?

Mentre vediamo dispiegare contro famiglie in terrazza gli elicotteri di quelle forze dell’ordine che, sino a soli sei mesi fa, erano senza benzina per il normale servizio di pattuglia, nelle sale dei palazzi romani sono in corso febbrili riunioni per dar avvio al comitato della “fase 2” guidato da Vittorio Colao. Il manager Vodafone è stato direttamente interpellato dal Quirinale, che lo ha convinto – dopo una certa resistenza – ad assumere questa importante responsabilità. A giudizio di alcuni cronisti, l’iniziativa sarebbe stata più imposta che condivisa dal presidente del Consiglio, il quale ha reagito costituendo una folta commissione attorno a Colao sul modello più di un redivivo Cnel che non di una vera centrale operativa. di Luigi O. Rintallo

Suppletive collegio senatoriale Napoli. Risultato straordinario: vota un cittadino su dieci!

Al collegio senatoriale 7 di Napoli, dopo la scomparsa del senatore dei 5Stelle Franco Ortolani, si sono svolte il 23 febbraio le elezioni suppletive. Mentre alle elezioni di due anni fa l’affluenza  al voto era stata del 60,92 per cento, domenica a partecipato solo il 9,52 per cento degli elettori (poco più di trentamila persone di fronte a quasi 358mila elettori) e alla fine è risultato eletto il giornalista Sandro Ruotolo, sostenuto da PD, movimento Dema del sindaco De Magistris e Leu.