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22/10/20 ore

POLITICA

Un metodo liberale per la Fase Due

La gestione dell’emergenza derivata dalla diffusione nel nostro Paese del virus cinese è stata caratterizzata da una serie di criticità, dovute per lo più al prevalere dei condizionamenti di un approccio formalistico e burocratico. Decreti e ordinanze sono andati moltiplicandosi nel corso delle settimane, generando incertezza e conflitti gestionali. A essere mancato è stato soprattutto un metodo empirico e laico, sostituito da atteggiamenti in linea di continuità con una visione che non coltiva la responsabilità dei singoli e collettiva, ma preferisce dar mostra di interventi attraverso disposizioni che – alla prova dei fatti – si rivelano vuote di contenuto reale e controproducenti.

 

- Come attivare concretamente per ciascuna azienda il PSS (Piano  Sicurezza  Sanitario)

 

Perché il Comitato Colao vuole tutele giudiziarie?

Mentre vediamo dispiegare contro famiglie in terrazza gli elicotteri di quelle forze dell’ordine che, sino a soli sei mesi fa, erano senza benzina per il normale servizio di pattuglia, nelle sale dei palazzi romani sono in corso febbrili riunioni per dar avvio al comitato della “fase 2” guidato da Vittorio Colao. Il manager Vodafone è stato direttamente interpellato dal Quirinale, che lo ha convinto – dopo una certa resistenza – ad assumere questa importante responsabilità. A giudizio di alcuni cronisti, l’iniziativa sarebbe stata più imposta che condivisa dal presidente del Consiglio, il quale ha reagito costituendo una folta commissione attorno a Colao sul modello più di un redivivo Cnel che non di una vera centrale operativa. di Luigi O. Rintallo

Suppletive collegio senatoriale Napoli. Risultato straordinario: vota un cittadino su dieci!

Al collegio senatoriale 7 di Napoli, dopo la scomparsa del senatore dei 5Stelle Franco Ortolani, si sono svolte il 23 febbraio le elezioni suppletive. Mentre alle elezioni di due anni fa l’affluenza  al voto era stata del 60,92 per cento, domenica a partecipato solo il 9,52 per cento degli elettori (poco più di trentamila persone di fronte a quasi 358mila elettori) e alla fine è risultato eletto il giornalista Sandro Ruotolo, sostenuto da PD, movimento Dema del sindaco De Magistris e Leu.

Bonaccini vince senza simboli e il PD mette il cappello

La riconferma a Presidente della regione di Stefano Bonaccini, conquistata senza simboli dopo il voto in Emilia Romagna del 26 gennaio, ha fatto registrare nel PD una reazione che lascia perplessi chi ritiene prioritario riconquistare spazio alla politica e alla sua capacità di agire sulla realtà. Perché ciò possa avvenire è necessario disporre di strumenti e metodi di intervento che rivitalizzino un’impostazione davvero democratica e liberale. Niente di tutto questo si profila invece nel PD, che resta quanto mai incapace di affrontare quella “questione liberale” da tempo indicata come decisiva per il rilancio di una stagione di cambiamento e di riforme… di Luigi Oreste Rintallo

 

Bloc-notes di Rippa: Il voto in Emilia-Romagna e Calabria: l’Italia resta nel pantano (Agenzia Radicale Video)

La politica vent’anni dopo Craxi. Conversazione di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo

I vent’anni dalla morte di Bettino Craxi hanno coinciso con l’uscita del film Hammamet di Gianni Amelio e di alcuni testi sul leader socialista. I numerosi interventi hanno affrontato vari aspetti, ma poco ci si è soffermati sul significato politico sia della sua vicenda, che del “nuovo corso” che contraddistinse il riformismo nel quindicennio che lo vide protagonista. Ne parla il direttore di Quaderni Radicali, Giuseppe Rippa, in questa conversazione, dove si evidenzia come all’inizio degli anni ’80 si aprì lo spiraglio di una prospettiva inedita per l’Italia, da sempre stretta nella gabbia del bipolarismo consociativo fra democristiani e comunisti, all’insegna di una possibile alternativa laica e riformatrice capace di sostanziare una sinistra di governo nel Paese…

 

- La politica vent’anni dopo Craxi. Conversazione di Rippa con Rintallo (Agenzia Radicale Video)

Ha ragione Carlo Nordio: non riusciamo a liberarci dal codice fascista Rocco

Fra le prime iniziative politiche del Partito Radicale rifondato da Marco Pannella ci fu, assieme alla richiesta di abolire il Concordato fascista del 1929 accolto nella Costituzione repubblicana con l’art. 7 votato da Dc e Pci, la raccolta di firme per abolire i reati di opinione presenti nel Codice Rocco. Dapprima ci si mosse attraverso il dibattito su riviste come «Belfagor» ed è significativo che all’epoca, a sostegno della revisione del codice, ci fosse un gruppo di magistrati democratici: nel 1971, si viveva una situazione ben diversa da quella odierna, dove la corporazione in toga non si distingue certo per una sensibilità libertaria. di Luigi O. Rintallo