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17/08/17 ore

RIMANDI

Aldo Masullo: Ucciso a calci mentre tutti guardano

Nelle grandi culture premoderne i sacrifici di esseri umani incolpevoli erano sempre socialmente ritualizzati come tributi dovuti a divinità irate o a dominatori esigenti. Notissimo è il mito del Minotauro, mostro a cui Minosse, re di Creta, dava annualmente in pasto sette giovinetti e sette vergini, tributo da lui imposto alla città d’Atene. Tali sacrifici non erano mai senza una ragione, essendo immaginati come mezzi necessari per la salvezza della collettività. di Aldo Masullo  (da ilmattino.it)

Le Ong devono scegliere 
tra l’Italia e gli scafisti

Non è per nulla convincente la difesa che su Repubblica di ieri Roberto Saviano ha fatto del rifiuto opposto da alcune Ong — in particolare da Médecins sans frontières — di accettare la presenza di agenti armati dello Stato italiano sulle loro navi nel Mediterraneo. A principale sostegno del proprio punto di vista Saviano invoca l’assoluta neutralità che le Ong dedite all’aiuto umanitario non possono non avere. Neutralità che invece sarebbe comunque violata dalla presenza nei luoghi di loro competenza, come appunto le navi in questione, di armi e di armati a qualunque titolo questa sia. di Ernesto Galli della Loggia (da corriere.it)

La mafia esiste soltanto a Napoli...

Il libro si intitola «Diario di viaggio. L’Italia e l’Europa, ambiente e popolazione. Le regioni italiane»; l’ha edito quest’anno Zanichelli e ne sono autori Manlio e Federico Dinucci e Carla Pellegrini. È un corso di geografia per la scuola media e si tratta di un’opera di nuova concezione, capace di prolungarsi su internet grazie a una serie di supporti e aggiornamenti esterni on line. L’editore lo propaganda come testo che mette al centro i problemi ambientali e sociali, e che insomma presenta «la geografia del ventunesimo secolo», e lo fregia dello slogan «10 in leggibilità». Come vedremo, però, forse la «leggibilità» non è tutto. di Francesco Durante (da Il Mattino)

La fine degli ideali europei

Macron non è la semplice reincarnazione del vecchio gollismo, e del nazionalismo e sovranismo francese, secondo la rappresentazione che appare largamente condivisa nei commenti che si occupano del suo protagonismo sfrenato, tornato attuale per l’Italia con la vicenda Fincantieri, ma attivissimo nelle più diverse direzioni: dalla grandeur nel modo di ricevere Trump, o di trattare Putin, dalla chiusura sui migranti, al decisionismo interno sui vertici militari, al rapporto quasi esclusivo con la Merkel per le cose europee, ad altro che ogni giorno giunge da Parigi, e vedremo la prossima.  di Biagio de Giovanni (da Il Mattino)

Antimafia per tutti nel Parlamento degli incompetenti

 

Riforme che incidono profondamente sui diritti fondamentali, come quella volta a estendere la confisca preventiva antimafia all'indiziato anche di un solo delitto contro la pubblica amministrazione, non dovrebbero essere varate in assenza di una elaborazione tecnico-giuridica adeguata. Purtroppo, in Parlamento predominano incompetenze, confusione, improvvisazione e approssimazione. E non dovrebbe costituire criterio di decisione politica determinante, per un partito come il Pd, la paura di essere accusato dai grillini di non voler fare sul serio nella lotta alla corruzione. di Giovanni Fiandaca (da Il Mattino.it)

Il ricordo di Falcone, parziale riscatto di una storia amara

Davanti al presidente della Repubblica che lo definisce «un punto di riferimento in Italia e all’estero per chiunque coltivi il valore della legalità e della civiltà della convivenza», si realizza il parziale riscatto di una storia densa di conflitti, trappole e amarezze: nella stessa aula del Consiglio superiore della magistratura dove più volte Giovanni Falcone fu chiamato a discolparsi come un imputato, il potere giudiziario al suo più alto livello celebra il «servitore dello Stato» assassinato 25 anni fa nella strage di Capaci, e le sue doti di imparzialità, indipendenza ed equilibrio. di Giovanni Bianconi (da corriere.it)