12/11/19 ore

EUROPA

«Federalismo», parola tabù per Pedro Sánchez capo del governo spagnolo

Bisogna essere grati a Puigdemont & co. anche per aver fatto  conoscere meglio all’opinione pubblica europea chi è Pedro Sánchez al di là delle apparenze. Senza il potente scontro in atto con i catalani, il ducetto e il furbetto che sono in lui difficilmente sarebbero venuti a galla con tanta evidenza. E, soprattutto, il centralista antifederalista, finora camuffato sotto l’immagine del giovane leader moderno, europeo, progressista, quello che ha perfino sfrattato Franco dal suo mausoleo. di Enrico Rufi

Catalogna: dal presidente del Parlamento islandese una lezione al Presidente del Parlamento europeo

Doveva essere il presidente dell’Alþingi, il Parlamento islandese, Steingrímur Sigfússon, a richiamare l’attenzione dell’Europa su quanto accade in Catalogna, intervenendo recentemente davanti a tutti i presidenti di parlamento degli Stati europei, quindi in ambito di Consiglio d’Europa. In particolare, ha voluto dire la propria incredulità per la sorte della sua ex omologa Carmen Forcadell, condannata a undici anni di carcere in quanto presidente del parlamento catalano nei mesi caldi del 2017. di Enrico Rufi

Alto Adige o Sudtirolo? Decide Alex Langer

Ha rivolto un drammatico appello al ministro Boccia la bolzanina Michaela Biancofiore, deputata Fi e coordinatrice regionale del Trentino Alto Adige «e ovviamente al commissario del governo di Bolzano, affinché l’aberrante legge approvata ieri dal consiglio della Provincia di Bolzano, a maggioranza etnica Svp-destre, che abolisce il nome Alto Adige, venga immediatamente impugnata. Un atto gravissimo di abolizione della toponomastica, un attentato vero e proprio alla Costituzione. Lasciar passare un tale affronto al sistema Paese – aggiunge - sarebbe come accettare che una minoranza nazionale che assuma il controllo del governo nazionale, abolisca il termine Italia». di Enrico Rufi

I catalani condannati per lesa onorabilità dello Stato spagnolo

Politici prigionieri o prigionieri politici? Dopo la sentenza del Tribunal Supremo spagnolo, è chiaro quel che in Catalogna e in Europa era già abbastanza evidente fin da subito: prigionieri politici. Ed è chiaro anche, non solo perché questa è la valutazione degli stesi condannati, che non Giustizia hanno fatto i giudici, ma vendetta. Solo la vendetta, segno della rabbia impotente dello Stato spagnolo, può del resto spiegare nell’Europa del XXI secolo pene di tredici anni di carcere per aver organizzato un referendum e una manifestazione popolare. di Enrico Rufi

Taglio dei deputati (tre) al Parlamento europeo: c’è silenzio e silenzio

Al di là dei Pirenei, dove - notava Blaise Pascal  -  è errore quel che è verità al di qua,  non c’è attesa solo per la sentenza del Tribunal Supremo sulla sorte dei prigionieri catalani, che dovrebbe arrivare da un momento all’altro. C’è attesa anche per il pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, previsto per il 14 ottobre, chiamata a stabilire se centinaia di migliaia di cittadini catalani hanno diritto di aver voce a Strasburgo come tutti gli altri cittadini europei oppure no. di Enrico Rufi

Curdi e catalani: l’immagine della Spagna riflessa nello specchio turco

Per restituire al mittente le critiche europee alla politica repressiva nel Kurdistan turco – per esempio la recente destituzione di tre sindaci curdi del l’HDP, il Partito Democratico dei Popoli - il ministro dell'Interno turco Suleyman Soylu ha argomentato così: noi facciamo con i curdi né più né meno di quello che la Spagna fa con i catalani, con la sola differenza che la Spagna ha tutta la comprensione e tutto il sostegno dell’Unione europea. Non solo. I dodici accusati e processati per attentato all’ordine costituzionale, sedizione e ribellione sono nonviolenti, mentre i curdi nonviolenti non sono. di Enrico Rufi

Jornada Internacional de noviolència a Barcellona, assente il Partito Radicale Nonviolento e Transnazionale 

Due notizie in una: la prima è che all’Università di Barcellona l’Assemblea Nacional Catalana ha organizzato per sabato 28 settembre una giornata internazionale dedicata alla nonviolenza (senza trattino). La seconda è che non c’è traccia di PRNTT (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito) nel programma dell’evento. di Enrico Rufi

Il principe Macron difende l’indipendenza di Andorra e sacrifica l’opzione pro-choice

«Vive le Prince!» «Visca el Príncep!». Così è stato accolto Emmanuel Macron l’altro giorno ad Andorra da una folla festante. I conti tornano, perché lui è veramente il principe del minuscolo Stato extracomunitario a cavallo dei Pirenei. Co-principe, per la precisione, perché l’altro è Joan-Enric Vives i Sicília, dal 2003 arcivescovo della Seu d’Urgell, cittadina catalana a una decina di chilometri da Andorra. di Enrico Rufi

Sud Tirolo, doppio passaporto e federalismo europeo

La novità è questa, ma la questione non è nuova: un voto del parlamento di Vienna – contrari  i socialdemocratici -  ha impegnato il governo austriaco ad avviare colloqui col governo italiano e la provincia autonoma di Bolzano e a presentare una proposta di legge per riconoscere anche la cittadinanza austriaca ai tirolesi di lingua tedesca e ladina e passaporto italiano. «L'Austria sta solo facendo ciò che l'Italia ha da tempo attuato con i suoi italiani all'estero», ha dichiarato perfidamente Sven Knoll, leader del movimento popolare secessionista della Süd-Tiroler Freiheit. Neanche a dirlo, levata di scudi corale sia dei sovranisti che degli antisovranisti italiani, cioè dei cosiddetti europeisti. di Enrico Rufi

Parlamento europeo, un parlamento amputato e un presidente latitante

Il prossimo mese di ottobre sarà un mese caldo per lo Stato spagnolo alle prese con la costituenda Repubblica catalana, a prescindere dalle elezioni politiche di novembre. Intanto perché il 1° sarà l’anniversario del referendum  criminalizzato; poi perché il 15 cade l’anniversario della fucilazione nel 1940 del presidente-martire della Generalitat di Catalogna Lluís Companys, arrestato dalla Gestapo e consegnato al regime franchista dalla Francia di Vichy... di Enrico Rufi

Brexit e Catalogna: due facce di due medaglie diversissime

Il paragone tra Brexit e crisi catalana è un paragone molto gettonato tra i sostenitori dello status quo europeo, che la stampa trasmette acriticamente a quella parte dell’opinione pubblica europea cosiddetta europeista, mentre i cosiddetti antieuropeisti sono eccitati dai capipopolo sovranisti che tifano sia per i brexiterche per gli indipendentisti catalani – facendo anche loro di tutt’erba un fascio - in funzione sfascista rispetto all’Unione. di Enrico Rufi

 

- Rispetto delle libertà e dei diritii fondamentali in Catalogna. Iniziativa di 52 deputati francesi di Enrico Rufi