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26/05/19 ore

Aghi di Pino

Basilicata, la “vittoria” di Luigi Di Maio

A proposito di falso cambiamento, ciò che non cambia in Italia, nemmeno per finta, è l'analisi post-voto, da sempre improntata quanto meno alla non vittoria, mai alla sconfitta. In occasione dell'ultima tornata in Basilicata, Luigi Di Maio si è catapultato addirittura in loco per marcare il territorio e rivendicare l'insospettabile trionfo dei 5Stelle, se confrontato con i risultati delle ultime elezioni regionali, fermo restando il dato che porta comunque il Movimento a essere il primo partito nell'ex feudo dei fratelli Pittella.

Diciotti, la fortuna aiuta un “audace” Salvini e affossa Di Maio

Un tempo avremmo detto “è nato con la camicia”: magari verde, in onore della vecchia Lega secessonista; oppure nera, visto l'andazzo fascistoide di questi tempi nazional-sovranisti. La conferma di una certa fortuna mediatica di Matteo Salvini è arrivata una volta di più nel giorno in cui il ministro degli Interni è stato chiamato a fare la sua figura da “audace” cuor di leone sul caso Diciotti, provvidenzialmente offuscata da altri sopraggiunti eventi straordinari.

Renzi, l'ultimo debole appiglio del M5S

E' inutile negarlo, la tempistica è sospetta e il passato, lontano e recente, ci induce a malignare. Matteo Renzi lo ha fatto parlando di “capolavoro mediatico”, a proposito dell'arresto di mamma e babbo nelle ore in cui si consumava il rito della democrazia diretta dalla piattaforma Rousseau che salva Salvini dal processo sulla Diciotti.

La democrazia nelle mani di 30mila presunti cliccatori

Questa idea che è venuta ai 5 Stelle che i senatori abbiano bisogno di un parere di una base indefinita e indefinibile per poter esprimere un voto nell’esercizio delle loro funzioni, oltre che in pieno contrasto con l’artt. 67 della Costituzione, appare anche inutilizzabile per le facili critiche e le immancabili ironie cui si espone. Ma che hanno paura di Salvini? (red)

Savona, autorità “dipendente” per la Consob

Al governo del cambiamento piacciono le cose complicate: sarà per un caso o per il gusto di forzare la mano a proposito di stato di diritto e violazione delle leggi in vigore. Accade così che la nomina di Paolo Savona alla presidenza della Consob faccia discutere e rimanga in bilico per tutta una serie di motivi che gli azzeccagarbugli di Palazzo Chigi intenderebbero aggirare.

Recessione, l'incredibile ripresa dell'Italia

“Se lo diciamo lo facciamo”. Se non è una minaccia, poco manca, a giudicare dai primi sette mesi di governo del cambiamento. E “siamo solo all'inizio”, ha avvertito fiero Luigi Di Maio nella conferenza stampa su quanto fatto fin qui dal Movimento 5 Stelle. di Antonio Marulo

Salvini è “troppo forte”

Matteo Salvini ricorda talvolta quel personaggio di un film di Carlo Verdone: si dà arie da duro, poi sotto sotto, con quel faccione, arrivati al dunque... Talaltra si comporta come gli attaccabrighe che cercano la rissa, ma solo con lo scudo di cose o persone che gli eviti il contatto fisico. Il suo grido di battaglia è “non mollo di un millimetro”, che abbiamo imparato a conoscere quanto sia invece il segnale di ritirata strategica. di Antonio Marulo

+Europa, Bruxelles val bene un democristiano...

+Europa nacque come escamotage per eludere le pur discutibili regole capestro sulla raccolta delle firme necessarie alle presentazione delle liste elettorali. A distanza di circa un anno siamo al partito politico con tutti i crismi, dopo il suggello congressuale e l'elezione del primo segretario Benedetto Della Vedova, secondo previsioni che la vigilia un po' tormentata avevano reso tuttavia più incerte, a causa dall'anomala corsa al tesseramento.

Quel geniaccio di Freccero

Che sia da sempre un "genio" della televisione è nella vulgata del potere. Ma Carlo Freccero, oggi fresco direttore di Rai-due, dopo essere stato tante cose, tra cui di recente membro del Consiglio di amministrazione di viale Mazzini in quota 5Stelle, non vuole smentire le sue qualità.

Carige, il salvabanche a 5 Stelle

Un'altra giornata della “vergogna”, meglio, del “vergognatevi”, con relativa richiesta di pubbliche scuse. Si è perso il conto, ormai. Malgrado da più parti si consiglia al Pd di cambiare schema, perché non funziona, perché – dice chi s'intende di comunicazione politica - non è così che si fa un'opposizione efficace. di Antonio Marulo

Gregorio De Falco, senatore incosciente per grazia grillina ricevuta

E no: per una volta che hanno mantenuto le promesse non si può criticarli comunque. L'espulsioni dal Movimento 5 Stelle di Gregorio De Falco e altri tre parlamentari sono infatti in linea con ciò che ci si poteva e doveva attendere, sulla base delle regole messe pure nero su bianco e fatte firmare ai propri eletti... di Antonio Marulo