22/10/20 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Recovery fund: 209 miliardi di euro. Ottimo, ma dove sono i progetti che l’Europa finanzierebbe?

Da quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è tornato dal vertice europeo di luglio, con l’annuncio dell’accordo raggiunto per il recovery fund destinato per una buona fetta all’Italia, data la sua peculiare condizione di nazione in maggiori difficoltà economiche, gran parte degli esponenti politici della maggioranza governativa ha occupato gli spazi informativi ripetendo continuamente la cifra che sarebbe a disposizione: 209 miliardi di euro. Oggi, che si scopre come i contenuti di quell’accordo siano ancora tutti da precisare, la condiscendenza del sistema mediatico all’operazione propagandistica appare per quello che è e aggiunge un ulteriore elemento in favore del ruolo deformante, ma anche controproducente svolto dall’informazione pubblica… di Luigi O. Rintallo

Meno parlamentari? Il rischio del taglio

Domenica prossima siamo chiamati alle urne (oltre che per il rinnovo di alcuni Consigli regionali) per il referendum (art. 138 della  costituzione) sulla legge del taglio dei parlamentari, di recente approvata dal Parlamento. Argomento già  ripetutamente trattato su questa Agenzia a sostegno del “NO”. Esistono comunque anche ulteriori considerazioni oltre a quelle già svolte e che meritano di essere attentamente valutate... di Silvio Pergameno

Perché NO al taglio dei parlamentari. Note a margine

La prima considerazione che si ritiene di particolare importanza è che il nostro paese sta oggi attraversando un momento politico particolarmente delicato, anche se le forze politiche e la stessa informazione non sembra abbiano avvertito i rischi della presente situazione. Dopo un trentennio - che si può considerare iniziato con  Manipulite – trenta anni nel corso dei quali i partiti e i movimenti che lo avevano animato sono quasi tutte scomparsi - le elezioni del 2018 hanno registrato il successo di due forze politiche nuove, in un certo senso una con caratteri di destra e l’altra di sinistra, le quali hanno subito tentato l’esperienza del governo comune, peraltro entrata rapidamente in crisi. di Silvio Pergameno

Elezioni 20 e 21 settembre: l’identità del Pd e il caso Viareggio

Il voto del 20 e 21 settembre, che riguarda sei delle venti regioni italiane e circa un migliaio di comuni in un tempo segnato dalla pandemia da coronavirus, ha assunto una dimensione strana che varia tra chi esprime una convinta valutazione che questo voto negli equilibri generali nazionali non avrà un particolare peso e chi ritiene che potrebbe contribuire a accentuare motivi di tensioni e di crisi tra le forze di maggioranza di governo. di Giuseppe Rippa

 

- Dalla Toscana, Viareggio modella la nuova onda Liberale (di Anna Mahjar-Barducci)

Autostrade: privatizzare i profitti e socializzare le perdite, come sempre

A proposito della conclusione della vertenza con la società Atlantia, della famiglia Benetton, azionista principe di Autostrade per l’Italia (Aspi), il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dichiarato: “È successo qualcosa di assolutamente inedito nella storia politica italiana . È stata scritta una pagina inedita della nostra storia. L’interesse pubblico ha avuto il sopravvento rispetto a un grumo ben consolidato di interessi privati . Ha vinto lo Stato. Hanno vinto i cittadini”. di Luigi O. Rintallo

Una drammatica situazione di stallo per la politica italiana

Gli attuali protagonisti della scena politica italiana si trovano in un’evidente situazione di stallo. Ciò vale tanto per la maggioranza, quanto per le opposizioni. Tale situazione deriva soprattutto dai “paletti” temporali  che sono stati presi come riferimento. In particolare, il Partito Democratico, quando ha accettato di entrare in coalizione con il Movimento 5 Stelle, lo ha fatto da un lato per evitare il ritorno alle urne e, dall’altro, per far sì di condizionare da posizione di forza la prossima elezione del Capo dello Stato. Tuttavia, essendo quest’ultima fissata tra due anni, con la crisi determinata dall’emergenza Covid19 e i suoi devastanti effetti sull’economia, allungare sino al 2022 l’inazione di un governo soffocato dai veti e dall’impossibilità di assumere decisioni diventa quanto mai impraticabile. di Luigi O. Rintallo