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25/09/21 ore

EDITORIALI E COMMENTI

La fine dei partiti e la mancanza di prospettive democratiche

Con il governo Draghi registriamo oggi la marginalizzazione delle forze politiche. Si potrebbe dire che l’emergenza Covid è servita per far emergere in tutta la sua dimensione la crisi di sistema della politica italiana, dove i partiti sono ben lontani dall’esercitare quella funzione di indirizzo che attribuisce loro il dettato costituzionale. Nella sua qualità di esponente di primo piano dell’establishment economico-finanziario che, di fatto, ha soppiantato da tempo la politica, Mario Draghi opera in una condizione ben diversa dai precedenti “tecnici” trovatisi in passato a guidare il governo italiano. Più che a un civil servant ci troviamo di fronte a un commissario non vogliamo dire liquidatorio, ma di certo dotato di un’investitura che trascende gli equilibri interni. di Luigi O. Rintallo

Nucleare, Cingolani: l'uomo che ignorava il grillismo

In questi giorni è tornata centrale la questione nucleare, grazie ad alcune dichiarazioni del ministro Roberto Cingolani che, opportunamente interpretate e travisate, hanno alimentato il consueto dibattito all'italiana sul nulla. Vale a dire sull'ipotesi che in Italia si torni a produrre energia nucleare, così e semplicemente. di Antonio Marulo

Quirinale: quale identikit per il prossimo Presidente?

I Presidenti della Repubblica italiana che si sono succeduti dal 1948 in poi hanno avuto una caratteristica comune: per lo più erano politici a tutti gli effetti, senza che figurassero tra i personaggi principali. È noto infatti come, tutte le volte che hanno provato a candidarsi, i cosiddetti “cavalli di razza” abbiano sempre mancato l’obiettivo: da Fanfani ad Andreotti, da Moro a Nenni. di Luigi O. Rintallo

Tra sei mesi il nuovo Capo dello Stato: si riuscirà ad eleggere una personalità che ha vasto consenso?

Nel saggio Controcorrente (Piemme; 2021), Matteo Renzi difende la politica da lui adottata in questi mesi e per lo più rivendica le qualità della sua azione di governo passata. Ma riconosce pure di avere sbagliato in due importanti occasioni, quando ha scelto i nomi dei vice-presidenti del CSM: prima Legnini e poi Ermini, entrambi dal senatore considerati col senno di poi inadatti all’incarico. I due hanno svolto le veci del Capo dello Stato dentro l’organo di autogoverno della magistratura e ciò lascia intuire che la delusione di Renzi forse possa estendersi anche a chi, dal Colle più alto, ha soprasseduto dal pronunciarsi nonostante i gravissimi scandali che hanno investito molti protagonisti degli uffici giudiziari italiani, a cominciare dai consiglieri togati di Palazzo dei Marescialli. di Luigi O. Rintallo

Bettini firma i referendum sulla Giustizia Giusta. Ma il PD resta preda del giustizialismo

Martedì 10 agosto, come annunciato sin dall’apertura della campagna referendaria, Goffredo Bettini si reca alla sede del Partito Radicale per firmare i referendum sulla giustizia. Alcuni commenti alla notizia hanno evidenziato, maliziosamente, che ciò avviene dopo che Giuseppe Conte è diventato presidente del M5S, interrompendo la corrispondenza d’intenti con l’esponente del PD che più di tutti si era speso non solo per mantenere l’allora premier a Palazzo Chigi, ma anche per realizzare un’alleanza strategica tra PD e 5Stelle. In realtà, ci appare riduttivo leggere la scelta di Bettini nei termini di un dispetto a fronte del rilievo da leader acquisito da Conte, dopo aver ottenuto – senza concorrenti – la “plebiscitaria” elezione da parte della metà degli iscritti al Movimento 5 Stelle che hanno partecipato alla consultazione on line. di Luigi O. Rintallo

Green Pass: Cacciari, Agamben contro il pregiudizio e la manipolazione dei fanatici

Nel confronto pubblico sul covid19 e la pandemia, si possono individuare due gravi mistificazioni di fondo. La prima è aver diffuso nel comune sentire l’illusione e la pretesa del rischio zero, unitamente al corollario che vita e salute debbano venire prima di ogni altra cosa. La seconda è che il dubitare delle letture prevalenti, fornite dal mainstream informativo dei media italiani, sia dovuto a superstizioni anti-scientifiche.  Ma non è così, perché non esiste alcuna compattezza della “comunità scientifica” su nessuno degli argomenti relativi al virus. Le perplessità sulla questione sono nate proprio tra ricercatori e medici ed hanno riguardato praticamente ogni aspetto: dalla contagiosità di vaccinati e scoperti all’indice di rischio dei vari vaccini o la loro pericolosità per le fasce di età più basse. di Luigi O. Rintallo