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04/12/22 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Riflessioni sul dopo voto. Il PD prigioniero di un racconto distorcente

Le elezioni politiche del 25 settembre sono state precedute da un intenso lavorio – da parte del sistema mediatico-informativo e dei partiti – per dare rilievo nel confronto ad argomenti che, in realtà, si sono poi rivelati lontani dal sentire diffuso dei cittadini. Nelle settimane prima del voto, vari sono stati i “filoni narrativi” ai quali è stata data maggiore enfasi, di certo non con l’intento di raccontare oggettivamente fatti e situazioni ma piuttosto quello di direzionare e condizionare le scelte imminenti. Definirli “filoni narrativi” non è improprio, perché in effetti sono quanto mai discosti dai dati di realtà per presentarsi piuttosto come un prodotto dell’immaginario fatto di illusioni o pure e semplici falsificazioni… di Luigi O. Rintallo

Verso un parlamento ridotto e che non risolve le contraddizioni della società italiana?

In vista del prossimo voto politico, su giornali e tv è tutto un affastellarsi di ipotesi e prefigurazioni circa le future alleanze tra partiti e i modi in cui i meccanismi elettorali potranno incidere sul risultato che si registrerà nella notte di domenica 25 settembre… Invece di addentrarci su questo terreno, è forse preferibile svolgere alcune considerazioni sui caratteri sociali che si possono individuare nel corpo elettorale, anche perché tutto sommato incidono più in profondità sulla fisionomia che assumerà la rappresentanza politica futura... di Luigi O. Rintallo

Draghi lascia per non restare intrappolato nella recita predisposta

È ben comprensibile che commentatori e analisti politici facciano di tutto per ignorare il ferreo postulato che regola da diverso tempo le vicende italiane e che recita: “nulla di quanto accade e accadrà è nella determinazione della classe dirigente nazionale, sia istituzionale che in senso più largo sociale ed economica”. Qualora non lo facessero, gran parte della “narrazione unica” proposta in questa occasione sarebbe completamente smontata, a cominciare dalle “magnifiche sorti e progressive” che si sarebbero aperte al Paese se solo il governo Draghi fosse rimasto… di Luigi O. Rintallo

Germania antieuropea?

Valutare con calma è doveroso, ma dopo gli squilli di tromba per una Europa che sulla tragedia della invasione russa in Ucraina aveva dato manifestazione di compattezza e unità di intenti, ecco che sull’urto degli sviluppi della situazione degli aiuti all’Ucraina e sul gas, emergono chiari i segni di una intenzione tutt’altro che “meravigliosamente” proiettata verso la patria comune europea. di Giuseppe Rippa

Giustizia: cancellato il dibattito sui referendum e ora anche quello sul loro esito

In linea con la formidabile opera di occultamento e censura sui referendum prima del 12 giugno, anche sui loro esiti è calato subito il silenzio e ben poche sono state le riflessioni attorno al post-voto referendario. Per di più queste hanno contribuito ancora una volta, come già riferito su «Agenzia Radicale», a fornire indicazioni depistanti, in particolare per quanto riguarda le ragioni della ridotta affluenza alle urne. Nessun rilievo è stato invece attribuito a una lettura politica del risultato, a cominciare proprio dal numero di quanti hanno votato i referendum e del successo dei SI per tutti e cinque i quesiti avanzati dai promotori. di Luigi O. Rintallo

Carlo De Benedetti, il neutralista interessato

Al cospetto dell’intervista di Carlo De Benedetti rilasciata al giornalista del «Corriere della Sera» Aldo Cazzullo, chi legge per prima cosa si domanda: in che veste è stato interpellato sulla guerra in Ucraina? Perché riveste incarichi politici e di governo? Come imprenditore, per cui dobbiamo aspettarci altri interventi di suoi colleghi? Per i suoi trascorsi di finanziere e frequentatore del gotha bancario italiano? In quanto preoccupato tutore dell’interesse pubblico nazionale? Per il suo prestigio intellettuale?… di Luigi O. Rintallo