06/07/22 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Giustizia: cancellato il dibattito sui referendum e ora anche quello sul loro esito

In linea con la formidabile opera di occultamento e censura sui referendum prima del 12 giugno, anche sui loro esiti è calato subito il silenzio e ben poche sono state le riflessioni attorno al post-voto referendario. Per di più queste hanno contribuito ancora una volta, come già riferito su «Agenzia Radicale», a fornire indicazioni depistanti, in particolare per quanto riguarda le ragioni della ridotta affluenza alle urne. Nessun rilievo è stato invece attribuito a una lettura politica del risultato, a cominciare proprio dal numero di quanti hanno votato i referendum e del successo dei SI per tutti e cinque i quesiti avanzati dai promotori. di Luigi O. Rintallo

Carlo De Benedetti, il neutralista interessato

Al cospetto dell’intervista di Carlo De Benedetti rilasciata al giornalista del «Corriere della Sera» Aldo Cazzullo, chi legge per prima cosa si domanda: in che veste è stato interpellato sulla guerra in Ucraina? Perché riveste incarichi politici e di governo? Come imprenditore, per cui dobbiamo aspettarci altri interventi di suoi colleghi? Per i suoi trascorsi di finanziere e frequentatore del gotha bancario italiano? In quanto preoccupato tutore dell’interesse pubblico nazionale? Per il suo prestigio intellettuale?… di Luigi O. Rintallo

Verso i referendum sulla Giustizia. L’indifendibile trincea dell’ANM a tutela di uno status a-costituzionale

Nell’intervista rilasciata a Paolo Rodari per «la Repubblica» l’8 aprile, il presidente dell’ANM Giuseppe Santalucia ha incentrato le sue critiche alle proposte avanzate dal ministro Marta Cartabia sul rischio che esse possano torcere in senso anti-costituzionale il ruolo dei magistrati in Italia. È un’accusa grave che va nel senso di una completa chiusura verso ogni ipotesi di riforma: se qualunque modifica delle procedure relative all’elezione dei membri del CSM o dei sistemi di valutazione è descritta come eversiva rispetto alla Costituzione, si esclude a priori ogni disponibilità perfino a discutere di riforme della giustizia. di Luigi O. Rintallo

Giustizia. Tre episodi nel segno della restaurazione

Succede di rado che in una stessa giornata si concentrino tanti fatti che, tutti insieme, convergono a confermare una convinzione. La convinzione è che in Italia da tempo sia stata demolita perfino una pallida parvenza dello Stato di diritto, intesa come aderenza e rispetto a dei riferimenti comuni in termini di giurisdizione. Lacerazioni e strappi ripetuti hanno finito per ridurlo alla stregua dei pantaloni sbrindellati che vediamo indossare ai ragazzi che credono d’essere così “alternativi”. di Luigi O. Rintallo

Da decenni l’Italia senza strategia di politica estera. Si potrebbe cominciare dal Mediterraneo

Più d’uno ha visto un collegamento fra i recenti attentati in Israele (11 morti) e l’invasione russa in Ucraina. La sera di martedì 29 marzo, a Bnei Brak, per la terza volta si è sparato contro passanti uccidendo quattro persone. Il terrorista è stato a sua volta ucciso, per cui il numero delle vittime totali  in una settimana è di undici assassinati. Una recrudescenza che assume i contorni di una forma di pressione sullo Stato di Israele, che finora si è mosso con una certa cautela di fronte alla situazione internazionale… di Luigi O. Rintallo

Votare i referendum significa invocare una giustizia che funzioni

Al tempo del referendum sul divorzio del 1974, uno slogan efficace dei fautori del NO all’abolizione della legge approvata nel 1970 fu: “tireranno fuori la foto di tuo figlio per farti votare come vuole Almirante”. Oggi, i promotori dei referendum sulla “giustizia giusta” potrebbero riproporlo in questa veste: “diranno che toghe e tribunali non ti riguardano”, oppure “che codici e pandette sono cose da avvocati per non farti andare a votare”. di Luigi O. Rintallo