Le parole minacciose di Donald Trump verso i Paesi europei che non avrebbero aiutato nella vicenda iraniana sono sicuramente sgradevoli per il linguaggio e per l’atteggiamento del presidente americano. La minaccia avanzata nei confronti del cancelliere tedesco Merz che facevano seguito alle cordialità riservate al cancelliere tedesco alla Casa Bianca a marzo, neanche due mesi fa, sono ormai solo un ricordo… Anche per Roma e Madrid è ventilata l'ipotesi di una riduzione delle truppe… Ma se le parole del presidente Usa sono fastidiose per il linguaggio e l’aggressività, resta in ogni caso una questione di fondo che riguarda l’Europa: è interessata alla sua difesa, ha fatto qualcosa in questi anni per costruire una propria struttura di difesa… Quale posizione esprime di fronte agli omicidi che il Regime iraniano compie nei confronti degli oppositori, delle minoranze, delle donne e degli uomini che sono assassinati da Pasdaran… Di tutto questo discutono il prof. Francesco Sisci, sinologo, analista politico, giornalista, scrittore e Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale nell’audiovideo che segue…
- Trump contro alleati. Ma all’Europa interessa la difesa? Francesco Sisci conversa con Giuseppe Rippa (Agenzia Radicale Video)
Il think tank con sede in Etiopia Horn Review[1] ha recentemente riferito che una rete di approvvigionamento ben consolidata sta spostando armi verso gli Houthi dal Sudan (via Port Sudan e Suakin), sotto il controllo delle Forze Armate Sudanesi (SAF), attraverso l'Eritrea nello Yemen… È un sistema coordinato e difficile da interrompere che rafforza l'influenza allineata all'Iran e aumenta i rischi strategici nel Mar Rosso… (da Memri)
Il rinvio dei negoziati tra Stati Uniti e Iran a Islamabad in Pakistan e la decisione di Trump di estendere il cessate il fuoco fino al momento in cui verrà presentata la proposta dell’Iran sono gli aggiornamenti della vicenda iraniana e di tutto lo scacchiere mediorientale… La narrazione, che si può definire illusoria, che viene fatta dal sistema informativo della drammatica questione iraniana e le conseguenze in tutto col Medio Oriente descrivono però due elementi: l’ondulante atteggiamento di Trump ma ancor di più un dato fin troppo evidente, l’Iran attore centrale dello scacchiere di tutta l’area, promotore e sostenitore di tutti i movimenti terroristici (Hamas, Hezbollah, Houti, Jihad Islamica…) è in difficoltà e dilaniato dal conflitto interno di quello che resta del regime tra componente oltranzista e trattativisti… Con Francesco Sisci, sinologo, giornalista, scrittore discute, nella conversazione che segue, Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale, che provano a definire i contorni generali di una mappa del mondo esposta alle turbolenze dell’assenza di un Ordine Mondiale, con nel fondo il confronto-scontro esistenziale tra le due potenze Cina e Usa…
- All’Europa interessa Hormuz e il Medio Oriente? Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa (Agenzia Radicale Video)
I recenti accordi di libero scambio (ALS) dell'India mostrano un chiaro cambiamento nella strategia commerciale del Paese. L'India persegue accordi commerciali non per segnalazioni geopolitiche o per aspirare all'accesso a nuovi mercati. Si sta invece concentrando su partnercon cui ha già legami economici consolidati; paesi le cui economie sono in linea con i punti di forza dell'India nei settori manifatturiero, farmaceutico, dei servizi e della trasformazione energetica. Tra l'anno fiscale 2020-21 e l'anno fiscale 2024-25, gli scambi commerciali dell'India con i partner strategici con cui ha stipulato ALS sono cresciuti del 92%, più del doppio dell'aumento del 41,5% registrato nel commercio complessivo di merci dell'India con il resto del mondo… di Anna Mahjar-Barducci (da Trade Finance Global)
L’attacco dell’America e di Israele all’Iran descrive in modo traumatico la crisi di tutto il Medio Oriente. Due settimane di tregua che si è subito manifesta come precaria, con i molti fattori che incombono su uno scenario che contiene la maggior parte degli ingredienti drammatici degli equilibri mondiali. Restano molte domande: perché l’attacco; che ruolo ha l’Iran degli Ayatollah nel far proliferare i gruppi terroristici che agiscono non solo in Medio Oriente; quali interessi economici muovono la strategia di Trump; quale ruolo ha la Cina in questo scenario e ancora quale è stato e quale è il ruolo dei Paesi Arabi (in primo luogo Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar ma anche Egitto, Giordania, Tunisia altri) in questa situazione. Sono proprio questi ultimi che chiedono che l’Iran con sia lasciato in mano al regime tragico degli Ayatollah? .. Con Francesco Sisci, sinologo, analista politico, giornalista e scrittore discute Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale, provando a delineare una lettura meno casuale e strumentale di questi gravi avvenimenti e in prospettiva sempre più drammatici.
- Iran: tregua 15 giorni in attesa vertice Trump-Xi. Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa (Agenzia Radicale Video)
La vicenda iraniana dopo l’attacco americano e israeliano si manifesta sempre più con conseguenze di portata globale… In Medio Oriente ci sono al momento 50.000 soldati americani, 10.000 più del solito. Lo riporta il New York Times, ricordando come in situazione normali sono circa 40.000 le truppe americane nell'area sparse in vari Paesi, dall'Arabia Saudita al Bahrain passando per l'Iraq, la Siria, la Giordania, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait (Ansa). Gli attacchi israelo-americano in un porto vicino allo Stretto di Hormuz definiscono sempre più che l’evoluzione della guerra prende forma, con un aspetto politico forse poco rilevato dalla stampa italiana: i paesi arabi come Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, lo stesso Qatar e indirettamente anche altri, spingono perché la vicenda l’Iran sia conclusa, che gli ayatollah vengano sconfitti, anche per un motivo di carattere religioso, considerando che i Sunniti sono la maggioranza nel mondo arabo e non accettano più che un paese sciita come l’Iran - paese che sostiene tutti i terrorismi, da Hamas a Hezbollah, da Houti dello Yemen e altro ancora - divenga una entità nucleare che sarebbe una minaccia per tutto i mondo arabo e Medio Orientale… Francesco Sisci, sinologo, analista politico, giornalista, scrittore discute nel video che segue dello scenario iraniano e dei suoi sviluppi con Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale.
- Iran: Paesi del Golfo vogliono la fine della leadership ayatollah. Conversazione F. Sisci - G. Rippa (Agenzia Radicale Video)
L’attacco degli Stati Uniti e di Israele in Iran, al di là di perplessità legittime, non attenua una verità di fondo: il paese degli Āyatollāh è o no di fatto un pericolo reale non solo in Medio Oriente, il finanziatore e l’ispiratore di tutti i gruppi terroristici di quell’area e non solo (Hamas, Hezbollah, Huthi, Jihad islamica e altro), catalogati in varia misura come organizzazioni terroristiche dagli Stati Uniti e da Israele; che dal 2013 l’Unione europea ha inserito nella sua ala militare nel novero delle organizzazioni terroristiche; e dal 2016 è stata dichiarata terroristica anche dal Consiglio di cooperazione del Golfo… L’attacco ha indubbiamente devastato l’arsenale iraniano, anche se non pochi commentatori sembrano negarlo, ma un dato di fatto resta: qual è l'obiettivo degli Stati Uniti e qual è la narrazione dell'attuale guerra in Iran? Questa potrebbe essere la chiave della guerra in questa fase…
- Iran pericolo reale. C’è chi vuole abbia il nucleare? Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa (Agenzia Radicale Video)
“Il governo teocratico iraniano è una fonte di instabilità regionale da quarantasette anni. Dalla Rivoluzione islamica del 1979, Teheran ha finanziato milizie nella regione mediorientale, ha cercato di ottenere l’arma nucleare e ha represso con la violenza il suo stesso popolo. A gennaio, le forze di sicurezza iraniane hanno massacrato decine di migliaia di manifestanti nelle proteste più grandi dalla rivoluzione - scrive Ani Chkhikvadze (giornalista di origini georgiane che lavora a Washington e che si occupa di politica estera statunitense, sicurezza europea e affari internazionali), su Il Foglio -. I sostenitori dell’operazione militare contro il regime islamico sostengono che il programma nucleare iraniano e il suo arsenale missilistico rappresentavano un pericolo sempre più grande e hanno anche richiamato l’attenzione sulla repressione interna. I critici affermano che la logica di questa guerra rischia di ripetere gli errori delle precedenti campagne americane in medio oriente e di precipitare il paese – e tutta la regione – in una crisi ancora più profonda… Ma nello scenario mondiale le vicende dell’Iran e del Medioriente, l’aggressione della Russia in Ucraina hanno come sfondo il confronto scontro Cina Stati Uniti… A breve termine, il presidente cinese Xi Jinping dove considerare come avvicinarsi alla sua controparte americana, Donald Trump. Verrà a Pechino il 30 marzo, come nel selvaggio west, con due scalpi alle spalle, quello di Nicolas Maduro (presidente venezuelano catturato il 3 gennaio) e di Ali Khamenei (il massimo leader iraniano ucciso il 28 febbraio). Entrambi erano amichevoli con Pechino.
Di questi scenari Francesco Sisci, sinologo, analista politico, giornalista e scrittore, discute con Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale
- Iran, Ucraina, Russia in attesa del vertice Usa - Cina. Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa (Agenzia Radicale Video)
…Oggi, paradossalmente, che la Cina non è più una cosa esotica e lontana, né un'economia minuscola, ma che è la seconda economia del mondo, la più grande potenza industriale e commerciale del mondo. Ecco i dibattiti italiani prescindono dalla politica estera. La politica estera è una prerogativa del premier è giusto, sacrosanto, che il Premier si occupi di politica estera, ma non può essere sua prerogativa, la politica estera deve essere un terreno di dibattito per tutti, perché è vitale per il paese e questo invece non avviene. Ora siamo in questo momento, alle soglie probabilmente, forse, di un attacco, di un rederazione tra America e Iran e mentre arrivano delle notizie che forse sono positive, sembra che ci sia un'intenzione, almeno così segnale la Turchia dell'Iran di arrivare a un accordo sul nucleare su delle riforme, abbiamo una notizia secondo me devastante, cioè che King Moody, il leader nordcoreano, il terzo nella linea di successione dei dei Kim, sta per annunciare il suo erede al trono, ed è una ragazzina sua figlia, una ragazzina di 13 anni… Il prof. Francesco Sisci, sinologo, giornalista, analista politico, discute con Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale di Cina, Nord Corea, Giappone di cosa succede ora in Asia. Di seguito la trascrizione e il video della conversazione …
- Cina, Nord Corea, Giappone: che succede in Asia. Conversazione con il sinologo Francesco Sisci di Giuseppe Rippa (Agenzia Radicale Video)
La vicenda iraniana con l’uccisione di dell'Ayatollah Ali Khamenei, morto nell'attacco di Usa e Israele all’Iran, delinea uno sviluppo ancora difficile da prevedere. Gli effetti su tutta l’area saranno indubbiamente enormi… Quello che forse si può tentare di prefigurare è che vi saranno effetti negativi per la Russia di Putin, alleato del governo degli ayatollah nella sua guerra di aggressione contro l’Ucraina… Con lo svilupparsi della vicenda iraniana quali conseguenze si potranno avere sulla guerra di aggressione della Russia di Putin che di fatto era il suo alleato strategico?… Francesco Sisci, sinologo, giornalista e scrittore, conversa nel video che segue con Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale, proprio delle implicazioni sull’aggressione russa all’Ucraina che potrebbero essere ancora più dannose per Putin dopo la drammatica e complicata situazione in Iran in queste ore in corso…
- Russia - Ucraina: Putin ha perso la guerra di aggressione. Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa (Agenzia Radicale Video)
L'amministrazione autonoma guidata dai curdi della Siria settentrionale e orientale (Rojava) affronta una guerra esistenziale. Dall'inizio di gennaio, le forze fedeli al presidente di transizione siriano Ahmed Al-Sharaa (alias Abu Mohammed Al-Jolani) hanno lanciato una vasta offensiva militare in tutta la Siria nord-orientale. Ciò che è iniziato con gli assalti ai quartieri curdi di Aleppo, come Sheikh Maqsoud e Ashrafiyeh, si è rapidamente esteso a Raqqa, Deir ez-Zor, Tabqa e Hasakah - sequestrando giacimenti petroliferi, valichi di frontiera, prigioni che detengono detenuti dell'ISIS e vasti territori un tempo sotto il controllo della coalizione delle forze democratiche siriane (SDF) guidate dai curdi)… di Anna Mahjar-Barducci
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é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali "EUROPA punto e a capo" Anno 47° Speciale Maggio 2024 |
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è uscito il libro Edizioni Quaderni Radicali ‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’ |
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è uscito il libro di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo "Napoli dove vai" |
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è uscito il nuovo libro di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo "l'altro Radicale disponibile |