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18/02/19 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Cosa attendersi nel Pd?

L’annuncio di un “manifesto” per il Partito Democratico diffuso giorni fa da Fabrizio Barca - esponente di primo piano del PD - con tante proposte offerte al dibattito in questa fase tanto delicata e non priva di aspettative, ha subito scatenato la prevedibile ondata di commenti, interessati, preoccupati, scettici…anche se gli snodi di fondo della vicenda postcomunista restano quanto meno inespressi. di Silvio Pergameno

Identikit del nuovo presidente della Repubblica

In vista dell’elezione del Presidente della Repubblica, si è spesso sentito ripetere dalle forze politiche la necessità di concordare i criteri della scelta e del voto. Quasi che sia necessaria una speciale interpretazione del dettato costituzionale. Da nessuno viene, invece, indicata la priorità di delineare le qualità del candidato alla massima carica dello Stato. Eppure non sarebbe male soffermarsi su questo aspetto. di Luigi o. Rintallo

La crisi del Pd nell'elezione del Presidente della Repubblica

Più si avvicina la data delle elezioni del Presidente della Repubblica più si accentuano le turbolenze nel Partito democratico. La delusione per la mancata acquisizione di una maggioranza parlamentare sta creando infatti una situazione che col tempo si va sempre più sfilacciando, grazie anche all’accanimento con cui la Segreteria non ha voluto prendere atto dei risultati del voto.

Bonino al Quirinale, si fa presto a dire Travaglio

Preoccupato della deriva boniniana dei suoi lettori, 'Il Fatto quotidiano' è corso ai ripari, ospitando in prima pagina un classico papello del vicedirettore, per l’occasione cimentatosi nel genere letterario della biografia non autorizzata (ed edulcorata). di Antonio Marulo

Guerra nucleare nel Partito democratico

Non è chiaro se prevalgano le ragioni tattiche (un accordo sotterraneo tra Bersani e Berlusconi finalizzato ad un patto – forse debole ma necessario – che porti un candidato gradito al Pdl al Quirinale e il segretario del Pd a palazzo Chigi, con un governo minoritario che guiderebbe le elezioni anticipate ma con lo stesso Bersani candidato premier per il centrosinistra), o siano le ragioni di opportunità che hanno maggiore peso (Renzi, stimolato dai sondaggi e nonostante il freno a mano tirato per contenere i suoi, avverte che il tempo è quello giusto per tirare il colpo del k.o. e diventare il leader del partito democratico). di Giuseppe Rippa

Bersani e i giovanotti

Mentre, per ora, poco o nulla dicono i “grandi vecchi” del Pd, non è semplice cogliere fra le righe il senso della contesa fra i “giovani turchi” (in primis Stefano Fassina e Matteo Orfini) e Matteo Renzi. Né è del tutto chiaro il rapporto fra i primi e il segretario: gioco delle parti o pesante condizionamento? di Danilo Di Matteo