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30/01/26 ore

EDITORIALI E COMMENTI

In Europa le parole di Renzi non bastano

La riunione dei Ministri economici europei della scorsa settimana non è apparsa sensibile al canto delle sirene di Matteo Renzi, soprattutto perché sembra che i partner nell’Unione, che fino a poco fa si accontentavano dei programmi proposti dai nostri governi (a cominciare dai tempi di Berlusconi), si siano resi conto del fatto che fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio e quindi prima di dare segnali di via libera occorrerà attendere che le misure annunciate dal governo si siano effettivamente concretizzate e, soprattutto, abbiano prodotto effetti verificabili. di Silvio Pergameno 

Commissione europea, uno schema intricato di gerarchie

La morsa della crisi economica e le crescenti tensioni a livello internazionale (dall'Isis all'Ucraina) non lasciano spazio a tentennamenti, eppure l'Unione Europea non pare voler stringere i lunghi (fisiologici) tempi della politica, finendo con l'avvalorare le tesi euroscettiche sull'inefficienza e sulla lontananza delle proprie istituzioni. di Ermes Antonucci

Uno spiraglio in Ucraina

La notizia della proposta di una tregua in Ucraina avanzata da Vladimir Putin, pur nella mancanza di conoscenza dei termini della sua formulazione, non può che farci tirare un sospiro di sollievo, per quanto breve esso possa rivelarsi alla prova dei fatti. Proprio perché le vicende del conflitto per il Donbass, o Novarossia come a Mosca le zone dell’Ucraina sudorientale cominciano ad essere denominate con significativo neologismo, stanno prendendo una brutta piega. di Silvio Pergameno

L'Economist, Renzi e il gelato artigianale

Non giudicare un libro dalla copertina. Era una vecchia raccomandazione che sarà stata anch’essa rottamata sotto l’irresistibile pressione del "nuovo che avanza" ma che, alla fine, non sembrava poi così sbagliata. Vero è anche che un’immagine di copertina accattivante, oltre ad essere uno dei pochi mezzi a disposizione per captare la scarsa e fugace attenzione del fruitore medio del mercato dell’informazione, è spesso tutto ciò che rimane nella testa della gente di un lavoro giornalistico più o meno approfondito, in modo particolare se la testata è straniera e il fruitore, giornalista, politico o semplice cittadino è italiano. di Roberto Granese

Hollande e Renzi: mal comune, mezzo gaudio

Il nuovo governo francese marca una svolta "liberista", come si dice oggi, attraverso l’adesione ai famosi parametri dell’austerità di Bruxelles, di Francoforte e in definitiva di Berlino e la connessa sostituzione di quattro ministri troppo di sinistra, quello dell’economia Montebourg (il più noto anche al livello internazionale, sostituito da un altro, giovanissimo,  socialista, sì, ma formatosi nella banca di affari dei Rotschild…). quello dell’istruzione Hamon , quella della cultura Filippetti e quella dei diritti civili Taubira. di Silvio Pergameno

Papa Francesco e la “guerra giusta” al Califfato

La strage di cristiani e di persone di altre confessioni religiose avvenuta nell’Iraq del nord ha provocato una presa di posizione di Papa Francesco che, come è noto, nella conferenza stampa a braccio tenuta sull’aereo che lo riportava a Roma dalla Corea del Sud, ha sostenuto la laicità di fermare le violenze con le modalità che saranno decise dalle Nazioni Unite. di Silvio Pergameno

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