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20/05/24 ore

Chi salverà l'Europa


  • Giuseppe Rippa

La crisi dell’Europa è innanzi tutto una crisi economica. Ma è una crisi che rischia di trasformarsi in una crisi di delegittimazione istituzionale. L’atto di nascita della sperata Europa Unita si realizza a Roma il 25 marzo 1957. Fu per iniziativa di Jean Monet, che era allora il primo presidente della Comunità europea del carbone e dell’acciaio e che ne era stato il promotore, che si ebbe questo primo atto ufficiale.

 

La spinta ideale era notevole. Adenauer, Schuman, De Gasperi erano i veri numi tutelari di quel progetto che prendeva forma al Campidoglio. Gli albori di un disegno strategico, coltivato dai grandi padri dell’Europa che avrebbe dovuto dare vita alla Patria europea. Amsterdam, Nizza, Lisbona i trattati successivi che, più che strutturare il disegno, hanno aperto il logoramento della speranza.

 

Come è nata l’Europa? Come si è passati dall’universalità dell’impero romano all’Europa frammentata dei primi secoli del Medioevo, così ricca di diversità etniche, politiche, culturali e religiose? Sono domande importanti da cui dipende la coscienza di che cosa significa essere europei” − così scrive lo storico Agostino Paravicini Bagliani, professore ordinario di Storia medievale nell’Università di Losanna.

 

L’Europa divisa nasce “non tanto dalla disgregazione dell’impero romano sotto la forza d’urto dei popoli ‘barbari’ (Visigoti, Ostrogoti, Franchi, Longobardi e così via) che finirono nel V secolo per prendere il potere. Né dalla conquista araba del Nord Africa, dal VII secolo in poi, che provocò un’insanabile frattura nel mondo mediterraneo, permettendo così a Carlo Magno di spostare il baricentro del potere nell’Europa franca...”.

 

Queste due analisi − sottolinea ancora Paravicini Bagliani − non reggono da sole ad una rilettura sia politica ma soprattutto storica. Le ragioni non vanno ricercate all’esterno (immigrazione di popoli “barbari”, espansione araba), ma all’interno dell’Impero che dal IV secolo in poi non fu più capace di assicurare con una politica fiscale centralizzata quella prosperità di commerci.

 

“L’impero romano impose una sorta di mercato globale che ruotava intorno al mondo mediterraneo... Il mondo mediterraneo e il Vicino Oriente non conoscevano barriere commerciali grazie ad una precisa volontà dell’Impero e della sua politica fiscale rivolta a garantire l’approvvigionamento delle sue capitali ma anche delle più lontane province. La pax romana commerciale venne però a spezzarsi dal IV-V secolo in poi, provocando la sospensione di quei flussi internazionali di produzione e di esportazione di beni di consumo...”.

 

La disfatta del formidabile mercato globale mediterraneo in epoca romana ebbe conseguenze di portata storica per la nascente Europa...

 

- prosegui la lettura su Quaderni Radicali 110 

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