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14/06/24 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Dal voto per il parlamento europeo affiora un’Italia frenata da politiche ambigue e settarie

Dalla capacità distraente dell’illusionista dipende la riuscita del gioco di prestigio: qualcosa di simile avviene dopo un’elezione, allorquando l’interpretazione dei risultati è condizionata da dove viene indirizzato lo sguardo. Come nella prestidigitazione, si può essere tratti in inganno e trascurare gli spostamenti reali delle carte sul tavolo… e ci si sottrae alla lettura, per l’appunto “distraente”, proposta da gran parte dei media (stampa, tv, web) tesa a descrivere un duello fra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, … è possibile svolgere un ragionamento forse un po’ meno consolante circa i caratteri della società italiana tratteggiati dal voto espresso nelle urne… di Luigi O. Rintallo

Vigilia elettorale di contorsioni logiche, più che politiche

A meno di una settimana dal voto per il Parlamento europeo, assistiamo a un singolare paradosso: più la campagna elettorale procede verso la scadenza e più crescono i dubbi dei cittadini, quasi dai messaggi inviati si ricavi il contrario degli scopi che dovrebbero prefiggersi. Se non altro presso quella porzione di elettorato che qui su «Agenzia Radicale» abbiamo giudicato più avvertita e consapevole politicamente e che – al pari di un fiume carsico – ha la caratteristica ora di affiorare allo scoperto ed ora di ritrarsi, coperta dal clamore di una narrazione mediatica scientemente preposta a conculcarla… di Luigi O. Rintallo

Mario Mori, da vent’anni bersaglio

Per il 23 maggio, giorno dell’anniversario della morte di Giovanni Falcone, del quale fu prezioso collaboratore nell’indagine che condusse al maxi processo contro Cosa Nostra, il generale dei CC Mario Mori è stato convocato dalla Procura di Firenze che gli ha inviato un avviso di garanzia con l’accusa di non aver “impedito… gli eventi stragisti [del 1993] di cui aveva avuto anticipazioni”… Mori è appena uscito assolto dalla lunga odissea giudiziaria sulla presunta trattativa Stato-Mafia, dopo aver trascorso gli ultimi ventidue anni nei tribunali per difendersi da accuse per lo più mosse in base a teoremi giudiziari, scaturiti non tanto da fatti concreti quanto da ostilità pregiudiziali… di Luigi O. Rintallo

Sul ‘Campolargo’ un’analisi parziale di Antonio Polito

Nel suo articolo dell’8 aprile sul «Corriere della Sera», Antonio Polito svolge un’analisi sui motivi per cui non si concretizza un’alleanza alternativa al Centrodestra. Il sogno del Campolargo tra Movimento 5 Stelle e PD è andato a infrangersi con la dura realtà delle inchieste giudiziarie di Bari e Torino, che hanno dato modo a Giuseppe Conte di giocare per l’ennesima volta la carta di una esclusiva titolarità anti-corruzione rispetto al PD, allo scopo evidente di rivendicare una preminenza nella guida dell’odierna opposizione… di Luigi O. Rintallo

Oligarchie e corporazioni precludono ogni azione riformatrice

L’appuntamento della Leopolda n. 12, il periodico raduno alla ex stazione fiorentina organizzato da Matteo Renzi, oggi leader di Italia Viva, cade in un momento della politica italiana che – da un lato – pare aver diradato le incertezze sui propositi di alcuni partiti, ma – dall’altro – conferma quanto la mancata soluzione della “questione liberale” in entrambi gli schieramenti in campo, di sinistra e di destra, renda assai problematico immaginare soluzioni o rimedi allo stato di crisi in cui da troppo tempo si trova l’Italia… di Luigi O. Rintallo

Senza se e senza ma: il tormentone dell’ipocrisia

Secondo l’Accademia della Crusca, una delle prime volte in cui comparve fu nel lontano 1907, ma per quasi un secolo vide un uso molto sporadico. Soltanto nel 2003, con la seconda guerra del Golfo infatti, la locuzione “senza se e senza ma” diventò di moda come slogan adoperato dai cosiddetti “pacifisti”. Grazie all’amplificazione mediatica, la sua diffusione fu così capillare che nel 2011 l’enigmista Stefano Bartezzaghi la inserì nel suo “Non se ne può più. Il libro dei tormentoni” (ed. Mondadori)… di Elena Lattes