L'immigrazione verso l'Europa dai Paesi in via di sviluppo continua ad aumentare. Eppure, da decenni, i governi occidentali destinano enormi risorse agli aiuti internazionali con l'obiettivo dichiarato di promuovere lo sviluppo e ridurre la povertà. Se tali programmi hanno mobilitato migliaia di miliardi di dollari, perché sempre più persone continuano a emigrare per ragioni economiche? Secondo l'USAID, la richiesta di bilancio per l'anno fiscale 2024 prevede 32 miliardi di dollari di assistenza estera, tre miliardi in più rispetto all'anno precedente. A questa cifra vanno aggiunti i consistenti fondi stanziati dalle agenzie europee per la cooperazione allo sviluppo. Considerando che, nel corso dei decenni, sovvenzioni e prestiti agevolati — spesso successivamente condonati — hanno raggiunto complessivamente migliaia di miliardi di dollari, ci si potrebbe aspettare che i Paesi beneficiari abbiano ormai raggiunto un elevato livello di prosperità. Eppure non è così. Gli aiuti esteri non hanno prodotto i risultati sperati… di Anna Mahjar-Barducci
Non si comprende a pieno il significato dell’ultimo risultato referendario sulle modifiche del CSM se non lo si collega a quello del precedente referendum costituzionale sulla riduzione dei parlamentari. Tanto la prevalenza dei SI nel 2020, quanto quella dei NO sei anni dopo rispondono in definitiva a un identico disegno restaurativo volto a garantire il continuismo delle oligarchie dominanti… Il fatto che vi siano stati oltre dodici milioni di SI rappresenta una formidabile piattaforma per costruire le basi di un difficile percorso per contrastare i rischi insiti da un lato nelle tentazioni di instaurare una democrazia vigilata e, dall’altro, nelle resistenze conservatrici di uno status quo oramai insostenibile per le mutate situazioni internazionali in cui ci troviamo… di Luigi O. Rintallo
Nell’articolo uscito su «Il Foglio» del 6 gennaio, Giuliano Ferrara osserva come gli intellettuali, quando parlano di politica, finiscano sovente per sragionare esprimendo giudizi e opinioni del tutto svincolati dal nesso causa/effetto come pure dalla semplice aderenza ai dati reali. Dedurre – come fa Massimo Cacciari – dall’irrilevanza del diritto internazionale riscontrata nel rovesciamento di Maduro in Venezuela a opera degli USA, la conseguenza per l’Europa di rinunciare a sostenere le ragioni dell’Ucraina dopo l’attacco di Putin è per Ferrara privo di “una logica consequenziale”. Ugualmente, quando Franco Cardini paragona l’intervento americano a Caracas a quello della Russia contro Kiev dimostra solo una volontà provocatoria, che nulla ha a che fare con l’uso critico della storia… di Luigi O. Rintallo
Qualcuno in America potrebbe voler salvare la Russia da se stessa, e giustamente. Ma l'accordo attuale non fa che peggiorare la situazione… Ci sono pochi modi per dirlo: il presidente russo Vladimir Putin non ha vinto sul campo di battaglia. Non ha conquistato l'Ucraina, non ne ha rovesciato i leader né ha conquistato tutto il Donbass, come aveva promesso. Se avesse raggiunto questi obiettivi, perché non tiene una parata della vittoria a Mosca con Zelenskyy e i suoi seguaci incatenati dietro di lui? Perché la guerra continua ancora? Perché le vittime russe continuano – circa 1.000 al giorno – e perché non c'è pace? La risposta chiara e veritiera è che Putin ha perso la guerra e continua a perderla. Nella conversazione che segue in Agenzia Radicale Video Giuseppe Rippa analizza con il professor Francesco Sisci la drammatica e complessa vicenda della guerra di aggressione russa in Ucraina e i suoi recenti sviluppi incerti e l’impervio percorso per tentare di raggiungere un accordo di pace…
- Putin ha vinto sul campo di battaglia? È una balla! Conversazione con Francesco Sisci di Geppi Rippa (Agenzia Radicale Video)
Già da tempo, i commentatori politici si dividono sul dilemma se sia il PD di Schlein a porsi al seguito dei 5 Stelle di Giuseppe Conte oppure se sia il contrario, e cioè che Conte abbia artatamente collocato il movimento che fu fondato da Grillo e Casaleggio sulla scia della forza cardine del centrosinistra. Chi consideri le mosse del partito di Largo Nazareno non può che registrare un’affannosa rincorsa delle posizioni più demagogiche dei pentastellati, cominciata in realtà ben prima che Elly Schlein ne divenisse segretaria… di Luigi O. Rintallo
La principale conferma della profondità della crisi politica italiana proviene dalla crescita esponenziale dell’astensionismo nelle votazioni. La lettura ottimistica di quanti vi vedono un segno di avvenuta maturità democratica, che vedrebbe tale comportamento dell’elettorato italiano allinearsi a quello già in atto da tempo di altri Paesi, è smentita dalle ragioni che sono all’origine di questo drastico calo, intervenuto essenzialmente nell’ultimo trentennio… Purtroppo, il confronto tra le forze politiche non sembra proprio prendere atto di questo stato delle cose e continua ad avvitarsi attorno ai modi per strappare quella maggioranza dei consensi che, ogni giorno che passa, risulterebbe sempre più virtuale che reale. Anche il convegno della componente riformista dentro il PD (Crescere. Competitività, salari, welfare, sicurezza, Europa. Il contributo dei riformisti), svoltosi a Milano il 24 ottobre scorso, non si sottrae da questo tipo di impostazione… di Luigi O. Rintallo
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é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali "EUROPA punto e a capo" Anno 47° Speciale Maggio 2024 |
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è uscito il libro Edizioni Quaderni Radicali ‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’ |
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è uscito il libro di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo "Napoli dove vai" |
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è uscito il nuovo libro di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo "l'altro Radicale disponibile |