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25/05/19 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Il voto europeo tra patetiche schermaglie e assenza di strategie

Alla vigilia del voto europeo si deve rilevare come, ancora una volta, il dibattito politico non abbia fornito per nulla un contributo alla comprensione e all’analisi dei problemi. Per quel che riguarda l’Italia, poi, la campagna elettorale si è risolta nella continua schermaglia tra i leader dei partiti al governo, che ha concentrato l’attenzione dei media, avendo ben cura di occultare il dato essenziale e cioè la loro assoluta marginalità e ininfluenza. Che Salvini o Di Maio possano essere considerati i veri protagonisti della scena politica, può convincere solo chi si lascia ingannare dalle manipolazioni illusionistiche in atto da tempo per garantire la frammentazione del Paese, indispensabile per s-governarlo come è stato finora. di Luigo O. Rintallo

Verso il 26 maggio

Domenica 26 maggio si vota per le europee. Arrivano con il carico di problemi che tutti conosciamo, ma non si può disconoscere un fatto importante, frutto soprattutto della comparsa del sovranismo, e del sovranismo come fenomeno che va al di là dell’Italia e della stessa Europa e che attraversa l’Atlantico. E dello sconcerto cui ha dato origine. Il sovranismo infatti, come movimento politico che fonda la ragione della propria esistenza sulla rivendicazione della sovranità nazionale e proprio per il seguito ottenuto, ha finito con il rendere percepibile sul terreno più propriamente politico e quindi dello scontro politico - elettorale, la vera alternativa di fronte alla quale oggi ci troviamo tutti noi europei. di Silvio Pergameno

Caso Siri, governo tra subalternità e giustizialismo

Con la non-conferenza stampa, dove il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato che intende revocare l’incarico di sottosegretario all’esponente della Lega Armando Siri, dopo che questi è stato raggiunto da un avviso di garanzia per un’indagine di corruzione, i cronisti politici si interrogano sulle sorti del governo. A ben vedere, però, l’intera questione può fungere da parametro per considerazioni che vanno al di là dello scontro polemico e che riguardano aspetti più generali della dialettica democratica. di Luigi O. Rintallo

La difesa del diritto di Sciascia e Falcone contro la logica del sospetto

Nel complicato incrocio tra mafia, magistratura e politica, il nocciolo della questione resta sempre quello indicato da Leonardo Sciascia nel famoso articolo del 10 gennaio 1987 che prendeva le mosse dalla lettura del saggio di C. Duggan sulla mafia durante il Fascismo: se le istituzioni prescindono dal sistema di regole proprie dello Stato di diritto per contrastare la criminalità, non solo quest’ultima non sarà davvero battuta ma condizionerà senza rimedio la vita pubblica. di Luigi O. Rintallo

Liberazione, Prima Repubblica, Seconda Repubblica...

L’anniversario della Liberazione – nel ricordo degli eventi della Resistenza che segnarono la ripresa di una lotta diffusa per la riconquista delle nostre libertà – appare anche il momento opportuno per una migliore riflessione sul malessere ingravescente che affligge la Repubblica, ormai da tempo all’ordine del giorno, ma sostanzialmente interpretato al livello della necessità di riforme del sistema elettorale. Nuove leggi elettorali, passaggio dal proporzionale al maggioritario e poi ritorno al proporzionale… una sorta di via vai di incertezze, che in buona sostanza palesa l’incapacità di affrontare problemi più profondi, che quindi continuano a rimanere irrisolti. di Silvio Pergameno

Con il giustizialismo non si combatte l’antipolitica populista

“Bisogna difendersi nel processo e non dal processo”: un’affermazione apodittica, ma che nella società odierna, imperante il circo mediatico-giudiziario, diventa quasi uno sberleffo irriverente. A confermarlo, ultimo di una serie quasi trentennale, il caso dell’inchiesta nella quale è coinvolto il sottosegretario Siri e che scuote in queste ore la maggioranza 5Stelle-Lega. di Luigi O. Rintallo