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13/11/19 ore

Grillo, il voto “utile” di un radicale confuso


  • Ermes Antonucci

“Secondo me il voto utile, là dove non c’è la lista “Amnistia Giustizia e Libertà”, è l’M5S, segnatevelo”. A dare questo consiglio è stato il senatore radicale Marco Perduca, dalla propria pagina Facebook. Il movimento di Grillo, secondo Perduca, rappresenterebbe la naturale alternativa alla lista radicale nei territori in cui questa non è riuscita a raccogliere il numero sufficiente di firme e quindi a presentarsi alle elezioni.

 

Il problema è che, aldilà della più o meno condivisa logica di contrapposizione al soffocante sistema partitocratico, i contenuti politici del Movimento 5 Stelle appaiono distanti anni luce dai principi e dalle battaglie che i radicali hanno faticosamente sostenuto nel corso della loro storia.

 

Se nella forma il M5S si pone come soggetto politico di rottura rispetto al tradizionale apparato dei partiti, nella pratica l’inconsistenza dei contenuti esibiti, l’approccio populista su alcune tematiche e il disinteresse più totale per altre, esprimono tutta la sterilità di una protesta fine a se stessa, e che pare nulla abbia da spartire con la visione liberale propria del movimento radicale.

 

Occorre sottolineare che il “consiglio elettorale” del senatore Perduca non è stato accolto in maniera positiva dagli amici virtuali di Facebook. C’è chi chiede a più riprese a Perduca se stia scherzando – ricevendo un “no” secco e convinto –, chi si lancia in provocanti ironie (“Eh si il M5S! Proprio una lista liberale, liberista, libertaria e garantista. Perchè non Casa Pound o FN senatore?”), chi crede che votare Grillo sia “un insulto a tutte le lotte di diritti civili”, e c’è anche chi fa il verso all’esternazione del senatore: “Secondo me Beppe Grillo è portatore ed espressione di una cultura fascistoide, segnatelo”.

 

Resta, in tutto ciò, l’amara impressione che il fascino grillesco non abbia solo conquistato buona parte dell’elettorato, insediato su un retroterra culturale che fatica a sviluppare una piattaforma liberale, ma persino i soggetti politici che avrebbero come obiettivo proprio quello di mettere in luce tutte le contraddizioni della partitocrazia e di quegli attori che si contrappongono ad essa solo in apparenza.

 

Non è chiaro poi perché si confonde l’aspirazione a raccogliere una domanda di cambiamento, per quanto non strutturatasi in modo credibile da produrre reale alternativa, che forse sinceramente è nel potenziale corpo elettorale del movimento, con lo stesso Grillo e il suo guru Casaleggio il cui percorso, attraverso il web, è finalizzato a tutt’altri equilibri e aspira a tutt’altro disegno strategico.


Commenti   

 
+4 #7 Michele Musella 2013-02-08 00:17
...il senatore "confuso" e' solo l'emblema di una classe dirigente, quella della galassia radicale, che ha dissipato il patrimonio di storie e di forza di governo rappresentato dal partito radicale, quello della rosa nel pugno.
Che tristezza!!!!
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0 #6 enrice 2013-02-07 18:06
Chi mi sa spiegare perchè i radicali, ad ogni elezione, si presentano con un nuovo simbolo? forse perchè non hanno nulla da fare e devono impiegare tutto il loro tempo per la raccolta delle firme, spesso con insuccesso, come in questa tornata, che li vede presenti sul territorio nazionale a macchia di leopardo? Perchè non si sono presentati con un simbolo già "consolidato" che avrebbe permesso loro di non doversi occupare della raccolta delle firme e potersi dedicare alla "progettazione" della campagna elettorale a tempo pieno? Con una scelta in tal senso, oggi l'articolo del buon Antonucci su chi votare dove non sono presenti i radicali non ci sarebbe stato. Pannella, con la sua pur onorevole battaglia (di nicchia), per le condizioni dei detenuti nelle carceri, ha, immagino, proposto il nuovo simbolo, e tutti gli sono andati dietro acriticamente, salvo poi, per fortuna, contrastarlo quando voleva allearsi con "la destra" di Storace.
Nel merito, condivido quanto dice "Guest".
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0 #5 ilSocialista 2013-02-07 13:10
Grillo sembra essere un' ossessione per te; ti dedichi solo a lui; comunque te l'ho detto molte volte; grillo è l'epifenomeno tardivo e prevedibile di fenomeni storici più profondi e complessi, che, volendo, possono ricondursi ad un concetto semplice: la fine del mito del progresso del '900; anche grillo, come tutti gli altri, si guarda bene dal parlare di progresso, però è il solo che parla apertamente di regresso e si vuole adoperare per renderlo almeno più equo e sopportabile; se questo è considerato popolismo, allora è populismo razionalista che ci voleva contro un irrazionalismo apopulista mistificatore dominante; comunque guarda che non è perduca ad essere confuso; lo sono necessariamente questi tempi terminali del trentennio reaganiano i quali naturalmente sono "distanti anni luce dai principi e dalle battaglie che i radicali hanno faticosamente sostenuto nel corso della loro storia". almeno fino alla loro fine.
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0 #4 franco 2013-02-07 11:02
7 2 2013 ANNO II ERA MASSON BOLSCEVICA
A codesta casta di mosche cocchiere, il prevedibile successo di Grillo, come la loro prevedibile e auspicata scomparsa, brucia sempre di + fra le laide chiappe di queste viscide sanguisughe masson-bilderberghine.
Farisaiche sanguisughe, immonde serve dei piani di predominio delle loro turpi logge di riferimento x la diffusione di droghe e corruzione dei costumi.
Un popolo di degenerati e decerebrati dalla droga è + facile da dominarsi dalle mafie sioniste masson bancarie, che già presiedono questo loro governo fantoccio e del boiardo vetero stalinista dei papponi
Ora che anche i dex...zi si erano prostituiti alla masnada del framasson Monti e la consorteria P.artito D.erivati/MPS a delinquere; alle prossime carnevalate, nessuna di queste criminali cosche merita fiducia; vanno tutte mandate AFFA....!
W L'itaGlia e la sua PROSTITUZIONE, LA MIGLIORE DEL MONDO X I CRIMINAL-PAPPON I!
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0 #3 Roberto Baietti 2013-02-07 02:30
Grillo à un suo perché. Io francamente (da radicale) ò preferito Giannino anche ad AGL in quanto l'amnistia come unico scopo di raggruppamento politico con caccia a "personalità" che su economia ed altro non si sa cosa ci stiano a dire assieme non la ò considerata qualcosa di elettoralmente valido (poi mettiamoci anche l'ultimo congresso di RI, le liste presentate 1 settimana prima del termine,etc.). Giannino è riuscito dove i radicali non son riusciti: raggiungere i tanti di area liberale delusi e fare un'aggregazione liberale con idee economiche in antetisi a tutti gli altri, raccogliendo anche voti di protesta ma senza la nazionalizzazio ne delle banche di Grillo etc.

So che a Perduca non sono piaciute alcune uscite di Giannino, non si fida. Non è che io mi fidi a priori ma mettere alla prova Giannino con una proposta liberale seria piuttosto che Grillo con le sue idee che da radicali e liberali difficilente si possono condividere mi sembrerebbe più logico politicamente
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0 #2 edoardo 2013-02-07 01:48
Io sto con Perduca. Non mi piace Grillo né mi piace il populismo ma di una cosa sono sicuro: il prossimo parlamento di nominati e congiurati avrà bisogno assoluto di qualche cane da guardia. Se non è possibile votare per i radicali, i più indicati a portare avanti questo compito sono i grillini...che piaccia o no.
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+1 #1 Guest 2013-02-07 00:25
E chi vogliamo votare Monti per caso?
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