Domenica scorsa, a Ferrara, si è tenuto il raduno dei cosiddetti epurati grillini, cioè quegli esponenti del Movimento 5 Stelle che, avendo avanzato critiche sulla direzione centralistica e a tratti antidemocratica del duo Grillo-Casaleggio, sono stati puntualmente allontanati per mano del vertice stesso.
Un decesso ogni due giorni, un suicidio ogni cinque: sono 140 i detenuti morti negli istituti di pena italiani da inizio anno, in 50 hanno preferito la morte a questa lenta, ma indefessa, strage di Stato. E' un'urgenza, quella della riforma della giustizia che, come ha recentemente ribadito, dopo mesi di silenzio, il Capo dello Stato (anche se non nelle forme auspicate di un messaggio alle Camere), non può più essere rimandata, ritardata, elusa e a sillabare a gran voce le parole 'amnistia', 'indulto', pare non siano più solo e unicamente i Radicali di Torre Argentina.
Più che Monti, la salvezza della nostra nazione sembra chiamarsi “moderatismo”. Una definizione utilizzata in maniera esasperante nelle ultime settimane per indicare quel gran calderone centrista che ospita l’Udc, Fli, il movimento di Montezemolo, settori del Pd e del Pdl, tecnici del governo. Un modo contorto per indicare semplicemente una cosa: i sostenitori di un governo Monti-bis.
Che un gruppo di deputati e senatori grillini siederà nel nuovo Parlamento è certo, e ora l’obiettivo dell’ex comico genovese è diventato quello di massimizzare il futuro risultato elettorale, soprattutto di fronte al rischio costante di un calo di consenso (gli ultimi sondaggi danno il suo Movimento tra il 14 e il 17%, in flessione dopo la questione democratica interna). Come? Parlando a quelle fasce della società ancora largamente disinteressate al progetto grillino, per esempio, le donne.
Ospite della trasmissione di Corrado Formigli su La7, Piazzapulita, il giovane “rottamatore” Matteo Renzi, candidato alle primarie del Pd, ha avuto possibilità - pur con un contraddittorio piuttosto blando - di spiegare a modo suo il programma e di fare, viva dio, chiarezza su alcuni aspetti cari ai Radicali.
Avevamo scritto del vizio del regime partitocratico italiano di cercare di tappare i buchi della propria degenerazione, rigorosamente ex post, cioè una volta avvenuto il danno nell’indifferenza più totale, o ancor peggio con la propria complicità. Va detto che l’azione riparativa con la quale i partiti cercano, sulle ali dell’indignazione popolare, di ricucire il rapporto con l’opinione pubblica, finisce col risultare del tutto inadeguata (in rapporto ai mali da sradicare) e pretestuosa.
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