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13/06/21 ore

Giustizia, le parole di Monti nell'attesa dei fatti



Alla vigilia meeting di Comunione e Liberazione – quest’anno quanto mai interessante dopo la bufera formigoniana – il settimanale 'Tempi' anticipa online i contenuti di un’intervista che il direttore Luigi Amiconi ha strappato al Presidente del Consiglio, nella quale tutti i temi più scottanti dell’agenda politica sono stati toccati. Fra questi non poteva mancare la Giustizia, vero cancro del sistema-paese, ripetutamente oggetto delle denunce radicali.

 

Sollecitato meritoriamente dal direttore di 'Tempi' sul tema del sovraffollamento delle carceri, “sollevato da Pannella, associazioni del volontariato e 120 giuristi che hanno rivolto un appello al Capo dello Stato per l’indulto e amnistia”, Mario Monti non ha lasciato troppe speranze e spazio alla fantasia, ricordando “che si tratta di una misura per la quale sono necessari due terzi dei voti del Parlamento che non mi pare al momento ci siano”.

 

Più in generale sulla questione Giustizia, il premier Monti ha anticipato “numerose novità legislative, volte a dare risposta non solo all’emergenza carceraria ma anche a quella lentezza dei processi che, come calcolato dalla Banca d’Italia, incide negativamente sulla crescita del nostro Paese per un punto percentuale di Pil”.

 

Monti ha tracciato alcune linee di intervento e pensa “ad esempio, al filtro in appello per le cause civili, all’istituzione di un tribunale per le imprese, alla riforma del risarcimento danni da eccessiva durata dei processi oppure alla revisione della geografia giudiziaria”.

 

Più o meno, in sintesi, queste le parole, aspettando un autunno di fatti.


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