Più che Monti, la salvezza della nostra nazione sembra chiamarsi “moderatismo”. Una definizione utilizzata in maniera esasperante nelle ultime settimane per indicare quel gran calderone centrista che ospita l’Udc, Fli, il movimento di Montezemolo, settori del Pd e del Pdl, tecnici del governo. Un modo contorto per indicare semplicemente una cosa: i sostenitori di un governo Monti-bis.
Che un gruppo di deputati e senatori grillini siederà nel nuovo Parlamento è certo, e ora l’obiettivo dell’ex comico genovese è diventato quello di massimizzare il futuro risultato elettorale, soprattutto di fronte al rischio costante di un calo di consenso (gli ultimi sondaggi danno il suo Movimento tra il 14 e il 17%, in flessione dopo la questione democratica interna). Come? Parlando a quelle fasce della società ancora largamente disinteressate al progetto grillino, per esempio, le donne.
Ospite della trasmissione di Corrado Formigli su La7, Piazzapulita, il giovane “rottamatore” Matteo Renzi, candidato alle primarie del Pd, ha avuto possibilità - pur con un contraddittorio piuttosto blando - di spiegare a modo suo il programma e di fare, viva dio, chiarezza su alcuni aspetti cari ai Radicali.
Avevamo scritto del vizio del regime partitocratico italiano di cercare di tappare i buchi della propria degenerazione, rigorosamente ex post, cioè una volta avvenuto il danno nell’indifferenza più totale, o ancor peggio con la propria complicità. Va detto che l’azione riparativa con la quale i partiti cercano, sulle ali dell’indignazione popolare, di ricucire il rapporto con l’opinione pubblica, finisce col risultare del tutto inadeguata (in rapporto ai mali da sradicare) e pretestuosa.
"Una realtà che non fa onore al nostro Paese, ma anzi ne ferisce la credibilità internazionale e il rapporto con le istituzioni europee". Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, batte finamente un colpo e interviene sulla grave condizioni delle carceri italiane a più di un anno di distanza dal suo intervento a un convegno al Senato organizzato dal Radicali in cui parlo di prepotente urgenza.
"No, non siamo allo sbaraglio". All’insegna del tutto va bene madama la marchesa, il "più grande piazzista della storia italiana" arriva a Roma, insolitamente in treno, per tranquillizzare il Pdl che affonda in un mare di “ostriche e champagne” e nel contempo difende l’operato della nuova "marziana” della Pisana, allineandosi alla vulgata (falsa) del "tutti sono responsabili".
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