Matteo Renzi con un apparente piglio decisionista sembra aver vinto la prima tappa della sua sfida, approciare a Palazzo Chigi, anche se come ci dice il Corriere della Sera il forse futuro premier ha detto: «Mi ero fatto un altro film: vincere le elezioni, prendere milioni di voti, battere la destra. Non è il consenso che mi manca: per me, sarebbe stato meglio andare a votare subito; ma non per il Paese. Non era possibile. Non senza legge elettorale: con il proporzionale avremmo avuto le larghe intese a vita. Non senza aver riformato il Senato». di Silvio Pergameno
La manifestazione del cosiddetto 'movimento antiproibizionista autorganizzato' ha lasciato sui giornali le tracce di una polemica stupida quanto rappresentativa di uno “stato delle cose” per cui l’unico modo pensabile di rappresentare l’interazione tra gli italiani e le istituzioni è in chiave della mobilitazione parasindacale nello stile di una certa sinistra all’italiana. di Roberto Granese
Nel giugno 2012 la Banca Centrale Europea decise di attivare il programma Omt per i paesi dell’euro in difficoltà, (sempre nel rispetto delle riforme in dispensabili per tenere i conti in ordine) ma la Corte costituzionale tedesca, investita della faccenda, l'ha rinviata alla Corte Europea perché in contrasto con il divieto di finanziare gli stati. di Silvio Pergameno
Dal Pd sembrano provenire segnali confusi e contraddittori. Il segretario afferma che le elezioni non sarebbero vantaggiose per il Paese. Nel contempo non perde occasione per punzecchiare con asprezza l’attuale esecutivo. E intanto considera un eventuale rimpasto come un deprecabile rito da prima Repubblica. di Danilo Di Matteo
Non sappiamo se abbia ragione la deputata del M5S, Laura Castelli, quando afferma: "il Sistema ce l’ha con noi, ma è un Sistema sciocco". Fatto è che la richiesta di condanna per Grillo, da parte dei pm torinesi Padalino e Rinaudo, per aver violato i sigilli di una baita abusiva durante una manifestazione dei No-Tav, seguita da un’altra indagine contro il leader del movimento accusato di "istigazione di militari a disobbedire alle leggi" lasciano più che perplessi. di Luigi O. Rintallo
Le elezioni europee del prossimo maggio si avvicinano, e così l’intramontabile classe intellettuale cosiddetta di sinistra ha deciso di scendere di nuovo in campo. La formazione è sempre la stessa: Paolo Flores d’Arcais, Barbara Spinelli, Gustavo Zagrebelsky, Paul Ginsborg, Luciano Gallino, Andrea Camilleri, Marco Revelli, Guido Viale, Moni Ovadia, Michele Serra... A cambiare è, come al solito, solo la punta: Alexis Tsipras. Tsipras chi? direbbe qualcuno. di Ermes Antonucci
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è uscito il libro Edizioni Quaderni Radicali ‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’ |
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