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02/03/24 ore

La coda avvelenata del Porcellum


  • Silvio Pergameno

La Corte costituzionale ha ammazzato il Porcellum e vorremmo dire: pace all'anima sua, ma ci ha messo in una situazione ancora più difficile di prima, pur avendo fatto il suo dovere, in quanto le motivazioni, per quanto le si conosce, siano ineccepibili.

 

Il premio di maggioranza, infatti, senza una soglia a partire dalla quale esso possa essere riconosciuto al partito che ha conseguito il miglior successo nelle elezioni, è un assurdo e se il premio non scatta perchè la frantumazione è tale che nessun partito raggiunga una consistenza tale da renderne ragionevole il riconoscimento, vuol dire che i tanti partiti che hanno concorso con un qualche esito alla competizione elettorale saranno costretti a mettersi d’accordo dopo il voto.

 

E l’accordo non dovrebbe essere impossibile, perché le vere alternative politiche sono poche e il frazionismo è solo una degenerazione della democrazia che colpisce popoli immaturi o invecchiati; e allora questo significa che all’interno di queste democrazie la lotta politica deve cercarsi strade nuove.

 

L’altro profilo di illegittimità costituzionale riscontrato dalla consulta, poi, è quello concernente le liste bloccate, che ledono il diritto al voto, sacrificando il contenuto della scelta dell’elettore, che non può riguardare solo il partito, ma anche la persona del futuro deputato o senatore (la Costituzione ad esempio dice che gli eletti, e non i partiti, non sono vincolati da mandato: sano principio liberale, ovviamente dimenticato nella prassi).

 

E qui però non si può ignorare che, di fatto, questo diritto dell’elettore era stato già cancellato dal famelico comportamento dei partiti e proprio nella vigenza del proporzionale: ditemi voi chi mai è potuto essere eletto senza l’appoggio determinante e ricattatorio del suo partito…cioè il danno era già stato fatto prima del porcellum, che lo ha solo aggravato.

 

Tutto a posto, allora? Si direbbe proprio di no, perché con la legge elettorale residuata dopo le abrogazioni praticate dal giudice delle leggi, si torna al proporzionale, contro il quale si è cercato di combattere da venti anni a questa parte e si sono vinti i referendum del 1993 (in fondo il premio di maggioranza del porcellum è stato un tentativo - maldestro - per andare oltre il proporzionale e assicurare governabilità).

 

E poi, con questo ritorno al proporzionale, è evidente che a Matteo Renzi le scarpe vanno più strette, lui che combatte una battaglia il cui presupposto sta proprio inquadrato in una prospettiva bipolaristica. E anche per un altro motivo.

 

Perché su queste prospettive per il prossimo futuro si dovrà discutere e si dovrebbe fare in fretta, ma è evidente che se si vuole uscire dal pantano non resta che pensare alle famose riforme costituzionali, per le quali pare che ci voglia tempo, dato che sono trent’anni che se ne parla e dai nonni (Aldo Bozzi, nonno con la barba) siamo arrivati ai nipoti (Aldo Bozzi, nipote senza barba) e ci vuole tranquillità e queste esigenze portano acqua a Letta, mentre Renzi rischia il logoramento da parte di amici e nemici (lo diciamo senza essere amici…del giaguaro).

 

Ma veniamo alle conseguenze immediate della sentenza di due giorni fa. Che succede intanto come conseguenza immediata della morte del porcellum: succede che sono fuori legge le legislature seguite alle elezioni del 2006, del 2008 e del 2013? che tutti i deputati e i senatori eletti in queste elezioni finiscono tamquam non essent? dovranno restituire tutti i soldi guadagnati? che tutte le leggi entrate in vigore negli ultimi otto anni vengono cancellate e i relativi atti amministrativi e privati venuti in essere con la loro applicazione sono nulli, creandosi una baraonda senza fine? Che lo stesso presidente Napolitano non è mai stato eletto presidente della Repubblica e Letta non è il capo del governo e anzi da otto anni siamo anche senza governo?

 

Certo a Berlusconi andrebbe benissimo: l’ultimo governo legittimo sarebbe il suo ed egli sarebbe tuttora il Presidente del Consiglio in carica, caducandosi probabilmente anche la sentenza di condanna, perché ad esempio, i giudici che hanno condotto e concluso il processo a suo carico (e i pubblici ministeri…) erano stati nominati al posto ricoperto con decreti firmati da un Presidente della Repubblica mai eletto? E forse si svuoterebbero le carceri…E felici tutti coloro che vedrebbero cancellata la famigerata IMU (con recupero del maltolto…). E frau Merkel beffata dai machiavellici eredi del segretario fiorentino?

 

Tranquilli. Il diritto ha sempre risorse infinite, e il problema non è ignorato. Infatti, se è vero che le norme dichiarate incostituzionali vengono cancellate ab origine in quanto proprio ab origine contrarie alla costituzione, è altrettanto vero che esiste il principio generale di diritto prima della bufera avevano già percorso il loro iter fino alla conclusione, restano ormai intoccabili.

 

Gli unici a restare colpiti nel caso presente sarebbero i deputati e i senatori che ancora non hanno superato il vaglio della giunta per le elezioni: poveretti! Pensate magari se ce n’è qualcuno che si è dato da fare, bonariamente all’italiana, per far rinviare l’esame del proprio caso da parte della giunta…

 

 


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