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20/06/24 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Green Pass: Cacciari, Agamben contro il pregiudizio e la manipolazione dei fanatici

Nel confronto pubblico sul covid19 e la pandemia, si possono individuare due gravi mistificazioni di fondo. La prima è aver diffuso nel comune sentire l’illusione e la pretesa del rischio zero, unitamente al corollario che vita e salute debbano venire prima di ogni altra cosa. La seconda è che il dubitare delle letture prevalenti, fornite dal mainstream informativo dei media italiani, sia dovuto a superstizioni anti-scientifiche.  Ma non è così, perché non esiste alcuna compattezza della “comunità scientifica” su nessuno degli argomenti relativi al virus. Le perplessità sulla questione sono nate proprio tra ricercatori e medici ed hanno riguardato praticamente ogni aspetto: dalla contagiosità di vaccinati e scoperti all’indice di rischio dei vari vaccini o la loro pericolosità per le fasce di età più basse. di Luigi O. Rintallo

Virus e vaccini: contraddizioni e comunicazione disastrosa

Giorni addietro, in una delle sue frequenti presenze in tv, Gianfranco Pasquino ha avuto buon gioco a smontare chi avanza obiezioni di natura costituzionale sulle limitazioni che si vorrebbero imporre ai non vaccinati. Per farlo si è riferito agli articoli 16 (la libertà di circolazione è garantita “… salvo le limitazioni  che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza”) e 32 (“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”). Ma cosa accade se la forzatura nel senso di una riduzione dei diritti del cittadino non può contare sull’oggettività dell’episteme, ma deriva dalle modalità di descrizione dei fenomeni e quindi dal peso che è attribuito loro dall’interpretazione proposta? di Luigi O. Rintallo

Caro Polito, non accettare sulla Giustizia schemi distorti e dannosi

Antonio Polito, editorialista del «Corriere della Sera», è recentemente intervenuto sulla riforma del processo penale presentata dal ministro Marta Cartabia. Improntato, come di consueto, a un punto di vista di buon senso e alieno da pregiudizi ideologici, Polito auspica un equilibrio fra l’esigenza di garantire tempi certi ai procedimenti e quella di scongiurare che la scadenza dei termini neghi il perseguimento della giustizia. La riforma proposta da Marta Cartabia pone un parziale rimedio all’esito più discutibile dell’abolizione della prescrizione voluta dal predecessore Alfonso Bonafede, vale a dire l’indeterminatezza dei tempi di conclusione dei processi, che era il risultato – secondo Polito – dell’insinuarsi nella coscienza collettiva della pregiudiziale “presunzione di colpevolezza” verso gli indagati in spregio al dettato costituzionale. di Luigi O. Rintallo

Perché l’Associazione Nazionale Magistrati teme i referendum sulla Giustizia Giusta

Ancora nemmeno si raccolgono le firme per i sei referendum sulla giustizia, che già il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) Giuseppe Santalucia sferra un attacco preventivo per esprimere la sua contrarietà. Ma – si badi – non nel merito dei quesiti, ma addirittura verso il “metodo” dei referendum, quasi che questi ultimi non fossero uno strumento previsto dalla Costituzione: in pratica, con la sua presa di posizione, la magistratura associata contesta la stessa possibilità di far esprimere i cittadini sui temi che li riguardano direttamente, come lo è sicuramente l’amministrazione della giustizia. di Luigi O. Rintallo

Il partito dell’Antiriforma contro i referendum sulla Giustizia-Giusta

Se si dovesse individuare una costante negativa della politica italiana in questo ultimo decennio la si può individuare nell’assenza di un reale coinvolgimento dei cittadini. Sia a causa dei sistemi di voto adottati, sia perché il processo decisionale è stato condizionato dall’esterno o attraverso gli accordi delle nomenclature, fatto è che da tempo la popolazione non ha modo di incidere sulle scelte politiche. Lo stesso exploit del Movimento 5 Stelle, favorito in parte anche dall’utilizzo del web  che televisioni e giornali compiacenti rilanciavano, ha rivelato presto quanto fosse ingannevole e illusoria l’enfasi che esso riponeva nelle forme di democrazia diretta on line, dal momento che si è convertito in uno sfogatoio qualunquistico anziché in un’opportunità di crescita della democrazia… di Luigi O. Rintallo

 

- Referendum Giustizia. Politica e magistratura: il difficile equilibrio. Angelo Panebbianco su Corsera

Le scuse di Di Maio e la deriva giustizialista

Nella lettera di scuse indirizzata all’ex sindaco pd di Lodi, Simone Uggetti, che ha inviato al «Foglio», qualche maligno potrebbe scorgere i segni dell’avvedutezza e preveggenza che tanti riconoscono al talento del ministro Luigi Di Maio: ora che all’orizzonte si profilano le conclusioni delle indagini sulla gestione del governo Conte 2 dell’emergenza covid, assistiamo a una conversione in senso garantista che potrebbe giovare a limitare gli eventuali danni e a rasserenare il clima politico. Della lettera di Di Maio qui interessa, tuttavia, rilevare come si presti a una serie di osservazioni sia per quel che riguarda la parabola del giustizialismo nel Paese, sia a proposito dell’evoluzione delle attuali fasi politiche. di Luigi O. Rintallo