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14/06/24 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Piano nazionale di ripresa e resilienza: solo vuoti e generici formulari per gestire la roba

Per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, le ultime settimane di dicembre rappresentano forse la curva più insidiosa del suo abile slalom verso il traguardo di rimanere in carica. Entro questo arco di tempo si dovrebbe scoprire se Matteo Renzi, leader di Italia Viva e regista dell’attuale maggioranza fra partiti del centrosinistra e 5Stelle, spingerà il suo attacco al governo sino al punto di determinarne la crisi. di Luigi O. Rintallo

Nessuna vera protesta alla chiusura delle scuole, trasformate in un secchio bucato

Ferruccio De Bortoli ha intitolato il suo ultimo saggio Le cose che non ci diciamo (fino in fondo) (Garzanti; 2020): il testo quindi promette di dire verità scomode, quali ad esempio il fatto che lo Stato italiano ha vissuto al di sopra dei suoi mezzi, incrementando oltre misura il debito pubblico; oppure, la considerazione altrettanto ostica della natura ingiusta del nostro sistema fiscale, vessatorio verso tanti contribuenti e incredibilmente lassista con gli ignoti all’agenzia delle entrate. di Luigi O. Rintallo

Bilancio, unità costituzionale e elezione per il Quirinale: il Governo prevarica maggioranza e opposizione

Con l’approvazione del 18 novembre scorso dei documenti preparatori della manovra economica 2021, il governo ha ancora una volta dimostrato di voler soprassedere dal confronto in Parlamento e, di fatto, conferma il processo in corso di deriva anti-parlamentare. D’altronde questo comportamento, per cui si impedisce il dibattito sul bilancio dello Stato tanto dentro la maggioranza che con l’opposizione, risponde alla mistificazione sistematica che contraddistingue l’attuale esecutivo a cominciare dalle modalità con le quali è stata fronteggiata l’emergenza causata dal virus cinese. di Luigi O. Rintallo

Recovery fund: 209 miliardi di euro. Ottimo, ma dove sono i progetti che l’Europa finanzierebbe?

Da quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è tornato dal vertice europeo di luglio, con l’annuncio dell’accordo raggiunto per il recovery fund destinato per una buona fetta all’Italia, data la sua peculiare condizione di nazione in maggiori difficoltà economiche, gran parte degli esponenti politici della maggioranza governativa ha occupato gli spazi informativi ripetendo continuamente la cifra che sarebbe a disposizione: 209 miliardi di euro. Oggi, che si scopre come i contenuti di quell’accordo siano ancora tutti da precisare, la condiscendenza del sistema mediatico all’operazione propagandistica appare per quello che è e aggiunge un ulteriore elemento in favore del ruolo deformante, ma anche controproducente svolto dall’informazione pubblica… di Luigi O. Rintallo

Meno parlamentari? Il rischio del taglio

Domenica prossima siamo chiamati alle urne (oltre che per il rinnovo di alcuni Consigli regionali) per il referendum (art. 138 della  costituzione) sulla legge del taglio dei parlamentari, di recente approvata dal Parlamento. Argomento già  ripetutamente trattato su questa Agenzia a sostegno del “NO”. Esistono comunque anche ulteriori considerazioni oltre a quelle già svolte e che meritano di essere attentamente valutate... di Silvio Pergameno

Perché NO al taglio dei parlamentari. Note a margine

La prima considerazione che si ritiene di particolare importanza è che il nostro paese sta oggi attraversando un momento politico particolarmente delicato, anche se le forze politiche e la stessa informazione non sembra abbiano avvertito i rischi della presente situazione. Dopo un trentennio - che si può considerare iniziato con  Manipulite – trenta anni nel corso dei quali i partiti e i movimenti che lo avevano animato sono quasi tutte scomparsi - le elezioni del 2018 hanno registrato il successo di due forze politiche nuove, in un certo senso una con caratteri di destra e l’altra di sinistra, le quali hanno subito tentato l’esperienza del governo comune, peraltro entrata rapidamente in crisi. di Silvio Pergameno