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20/10/17 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Le elezioni inglesi: senza vincitori…

…né vinti. La più antica democrazia dell’epoca moderna, costruita lentamente nel tempo e per tappe successive, in uno stato la cui esistenza era assicurata dalla natura insulare del territorio e dalla flotta oltre che dalla tenacia dei cittadini, questa volta ha fatto cilecca. di Silvio Pergameno

La crisi politico-istituzionale non si risolve con le sole leggi elettorali

Il portaborse è il film di Daniele Luchetti che, nel 1991, contribuì non poco alla vittoria del SI nel referendum sull’abolizione delle preferenze voluto da Mariotto Segni e osteggiato da Bettino Craxi, che suggerì di sabotarlo andando al mare e fu clamorosamente smentito dall’elettorato. Nel film, che aveva per protagonista Nanni Moretti nei panni del corrotto on. Botero, vi è una scena in cui il segretario dell’onorevole – impersonato da Silvio Orlando – è reso edotto sul sistema di controllo dei voti di preferenza espressi sulla scheda elettorale. di Luigi O. Rintallo

Angela Merkel e il futuro d’Europa

Il G7 di Taormina passerà forse alla storia come il vertice della discordia, perché ha registrato una novità di grande rilievo rispetto al passato e cioè una rottura tra gli “occidentali”, con la dissociazione del Presidente degli Stati Uniti dalla tradizionale linea unitaria con i paesi europei, venuta in essere nel secondo dopoguerra e legata al ruolo mondiale della grande potenza americana. di Silvio Pergameno

Gentiloni e Putin

Il Capo del nostro Governo Gentiloni ha incontrato il Presidente russo Vladimir Putin a Soci, il noto centro invernale e balneare sul mar Nero presso il confine con la Georgia, e l’incontro è stato di grande rilievo, perché si è parlato del rientro della Russia nel G7, cioè il ritorno al G8 (cioè in breve di un Putin tornato…buono come nei primi anni del suo mandato), oltre che della situazione libica e dei rapporti diretti fra i due paesi. di Silvio Pergameno

Macron presidente

Diciamo la verità: con la vittoria di Macron tutti i democratici (anche quelli presunti tali …) hanno tirato un sospiro di sollievo, anche perché la vittoria è stata netta e in misura superiore alle  previsioni (il distacco è della portata del 40% circa); e nei suoi due discorsi il neo presidente ha interpretato esattamente il senso dell'accaduto, specialmente il secondo, quello al Louvre, quando ha pronunciato con semplicità e senza iperboli parole di speranza, voglia dl futuro, fiducia, coraggio nell'affrontare la difficile situazione presente: terrorismo, forte immigrazione, perdita di posti di lavoro, ripiegamento introspettivo da affrontare e ha fatto appello alle tradizioni più alte della Francia per rivitalizzare la civiltà europea, la libertà europee cui Parigi ha dato nella storia un contributo essenziale. di Silvio Pergameno

Francia, il ballottaggio del sette maggio

Domenica prossima i francesi rischiano di andare al ballottaggio per l’elezione del Presidente della Repubblica dividendosi, tra l’altro, su un vero e proprio equivoco. La destra del Front National della famiglia Le Pen – con il nuovo alleato gollista Nicolas Dupont Aignan, leader di “Debout la France” - si presenta infatti come baluardo dell’identità francese, impersonata nella nazione francese, che l’avversario, Emmanuel Macron, vorrebbe invece – ad avviso dei nazionalisti -  dissolvere nel contesto europeo. di Silvio Pergameno