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08/04/20 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Le nomine dei vertici europei dopo il voto di maggio, nessun segnale positivo

Chi scrive ha voluto attendere le nomine ai massimi livelli delle istituzioni europee, l’ultimo atto legato alle elezioni dello scorso 26 maggio, per tentare qualche valutazione complessiva dell’accaduto, in attesa di qualche segnale degno di rilievo… che, comune, non c’è stato. La comparsa aperta in Europa del sovranismo aveva potuto far pensare, o, meglio, supporre, che la campagna elettorale si sarebbe svolta sulla contrapposizione tra europeismo e sovranismo. Ma questa ipotesi non si è verificata, ed in effetti non poteva verificarsi, perché la premessa di una tale contrapposizione sta nell’idea che le classi politiche europee non hanno compreso la necessità di superare proprio la loro ispirazione di fondo, cioè il cosiddetto “europeismo”, per decidersi finalmente ad avviare il più ambizioso processo verso la “federazione europea”. di Silvio Pergameno

L’indipendenza della magistratura

I fatti emersi in questi giorni nell’ambito della magistratura rivelano una situazione preoccupante nella realtà del terzo potere, in particolare quando si rivelano comportamenti che testimoniano prossimità con ambienti esterni al corpo giudiziario. È chiaro che nell’ambito di “A.R.” e di “Q.R.” e degli “Amici di Quaderni Radicali” gli sviluppi giudiziari o disciplinari della vicenda rivestono un interesse relativo, laddove indispensabile sarebbe di riuscire ad aprire nel paese un dibattito sul senso e la portata dell’accaduto. di Silvio Pergameno

La minaccia dei minibot

I “minibot” – titoli pubblici di modesto importo - sono sicuramente una minaccia, anche se l’emissione ne sarebbe promessa (o meglio… minacciata), per l’effettuazione di un ambito limitato di pagamenti da parte dello Stato (almeno inizialmente..)… Anzi forse proprio per questo. Certo, la storia non si ripete, come diceva Benedetto Croce, perché ogni episodio ha premesse, svolgimento e conseguenze sue proprie, ma ciò non toglie che vicende che si possono definire simili o analoghe abbiano in pratica svolgimenti comuni o molto simili. di Silvio Pergameno

Le difficoltà del cosiddetto governo del cambiamento

La maggioranza di governo formatasi dopo le elezioni politiche dello scorso anno dimostra visibilmente che non ce la fa ad andare avanti, mentre, comunque, anche la prospettiva del “tornare alle urne” non sembra in grado di offrire un panorama politico nuovo, che possa assicurare governabilità. Ma le ragioni per le quali questa conclusione può essere considerata esatta non sembra siano state in qualche modo individuate. di Silvio Pergameno

Il voto del 26 maggio

È arrivato infine questo 26 maggio, un voto per le “europee” che per la prima volta si presenta con un interesse forse maggiore dell’elettorato, quale nelle precedenti consultazioni non c’era stato, interesse dovuto alla presenza di una corrente politica nuova, il recente neonazionalismo populista, ll cui slancio appare, tuttavia, oggi alquanto attenuato. di Silvio Pergameno

Il voto europeo tra patetiche schermaglie e assenza di strategie

Alla vigilia del voto europeo si deve rilevare come, ancora una volta, il dibattito politico non abbia fornito per nulla un contributo alla comprensione e all’analisi dei problemi. Per quel che riguarda l’Italia, poi, la campagna elettorale si è risolta nella continua schermaglia tra i leader dei partiti al governo, che ha concentrato l’attenzione dei media, avendo ben cura di occultare il dato essenziale e cioè la loro assoluta marginalità e ininfluenza. Che Salvini o Di Maio possano essere considerati i veri protagonisti della scena politica, può convincere solo chi si lascia ingannare dalle manipolazioni illusionistiche in atto da tempo per garantire la frammentazione del Paese, indispensabile per s-governarlo come è stato finora. di Luigo O. Rintallo