Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

19/01/26 ore

SIRAT, di Oliver Laxe. Un film pluripremiato


  • Giovanna D'Arbitrio

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2025 dove ha vinto il Premio della Giuria, Sirat, di Óliver Laxe, ha anche ottenuto diverse candidature ad altri Premi: Candidato spagnolo per il Miglior Film Internazionale agli Oscar 2026, Candidato a quattro European Film Awards: Miglior Film Europeo, Miglior Regista Europeo (Oliver Laxe), Miglior Attore Europeo (Sergi Lopez) e Miglior Sceneggiatore Europeo (Santiago Fillol e Oliver Laxe).

 

Il film è ambientato nelle montagne del sud del Marocco dove Louis (Sergi López), accompagnato da suo figlio Stéphane (Bruno Núñez), arriva a un rave animato da una martellante musica elettronica. In effetti Louis si trova là per cercare Marina, sua figlia, scomparsa da mesi durante una festa. 

 

Padre e figlio affrontano un mondo a loro sconosciuto e decidono di unirsi a un gruppo di giovani in cammino verso una mitica festa nel cuore del Sahara. Inizia così un viaggio duro, difficile attraverso il massiccio del Saghro, in cui la ricerca di Marina diventa non solo una prova di sopravvivenza, ma anche un percorso di approfondimento su diversi temi.

 

In effetti il titolo "Sirāt" in arabo, significa “strada”, cioè la retta via spirituale o "ponte", inteso come il sottile ponte sopra l'inferno che le anime devono attraversare per arrivare in paradiso. E pertanto, come il regista ha spiegato, nel film il viaggio simboleggia un passaggio importante da crisi spirituale e trasformazione. Rappresentato con un mix di psicomagia, filosofia sufi, cultura rave e riferimenti politici, il film affronta diversi temi, come vita, morte, speranza, possibilità di redenzione che vengono amalgamati attraverso un particolare sincretismo culturale e spirituale 

 

In un’intervista il regista ha sottolineato l’importanza della musica, poiché, secondo lui, “… tutto è una questione di proporzioni. Vale per l'architettura, per il cinema, per la musica. Esistono proporzioni equilibrate e proporzioni sbilanciate. Quando la musica è composta secondo proporzioni giuste, può metterci in contatto con il trascendente (…) La musica può evocare l'idea che le cose non siano separate come pensiamo. Può mostrarci che l'essere umano è connesso alla totalità. In quel momento avviene una dissoluzione: ci si perde nella totalità". Citando Nietzsche ha affermato: “Crederei solo in un Dio che sappia ballare” da 'Intervista al regista' movieplayer) 

 

Il film è supportato da un buon cast con diversi interpreti non professionisti accanto a bravi attori professionisti nei ruoli principali. Ecco i loro nomi: Sergi López, Bruno Núñez, Jade Oukid, Richard Bellamy, Stefania Gadda, Joshua Liam Herderson, Tonin Janvier.Sceneggiatura: Óliver Laxe, Santiago Fillol. Fotografia: Mauro Herce.Musiche: Kangding Ray.

 

Nato a Parigi nel 1982), Oliver Laxe, regista, sceneggiatore e attore di origini spagnole, vincitore di diversi premi, ha al suo attivo film come Todos vós sodes capitáns (2010), Mimosas (2016), O que arde (2019)

 

Ecco il trailer del film (da Coming Soon)

 

 


Aggiungi commento


Archivio notizie di Agenzia Radicale

é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali

"EUROPA punto e a capo"

Anno 47° Speciale Maggio 2024

è uscito il libro 

Edizioni Quaderni Radicali

‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’

qrtv.jpg

Aiutiamoli a casa loro? Lo stiamo già facendo ma male.