Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

26/05/17 ore

RASSEGNA WEB

Libia, le radici dell’anarchia

A quattro anni dalla risoluzione Onu 1973 e dalla missione Unified Protector, il disordine in Libia è ancora centrale nell’agenda politica italiana e internazionale e la sua attualità nel dibattito pubblico è stata rilanciata dall’ingresso in scena dell’Isis. A differenza di altre crisi internazionali, qui non sono in gioco solo il prestigio di Roma o la sua esposizione economica. di Gabriele Natalizia (da affarinternazionali.it)

Def, il post-datato che zavorra la manovra per il 2016

È certamente apprezzabile che il presidente del Consiglio abbia ribadito l’obiettivo del governo di non aumentare le tasse, anzi di ridurle, e di non tagliare le prestazioni ai cittadini. Ma questo dalle linee guida del Documento di economia e finanza, presentate ieri, non emerge. di Fabrizio Forquet (da ilsole24ore.com)

Iran e il nucleare, la paura (ragionevole) di Israele e degli ebrei

 

Stareste tranquilli se chi ha giurato di annichilire la vostra Nazione con la bomba atomica riuscisse a ottenere il permesso di costruirne i presupposti, sia pur al rallentatore? E se vi dicessero che siete degli ottusi oltranzisti, solo perché fa festa chi ha promesso di cancellarvi prima o poi dalle carte geografiche? Ecco, lo Stato di Israele si sente così: i potenti della Terra fanno festa, mentre la prospettiva della catastrofe si avvicina. E dicono anche che siete esagerati e paranoici. Lo dicono quelli che a veder sventolare una bandierina dell’Isis a qualche centinaio di chilometri di distanza già sono travolti dal terrore. di Pierluigi Battista (dal corriere.it)

La polveriera Yemen

Il presidente Abdu Rabu Mansour Hadi ha lasciato lo Yemen per Riad, mentre i miliziani sciiti conquistavano l’aeroporto di Aden, città dove le istituzioni di transizione, riconosciute dalle Nazioni Unite, si sono trasferite dopo il golpe a Sana’a degli huthi, il movimento sciita (Ansarullah) appoggiato strumentalmente dall’ex presidente Ali Abdullah Saleh. di Eleonora Ardemagni (affarinternazionali.it)

Carlo Nordio: Più numerose sono le leggi più lo Stato si corrompe

di Carlo Nordio (da Il Messaggero 18 marzo 2015)

 

Le parole del presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, secondo il quale il governo ha schiaffeggiato i giudici e accarezzato i corrotti, sono ingiuste e dannose. Dannose, perché inaspriscono l’eterna polemica tra toghe e politica. E ingiuste, perché il governo non ha somministrato né schiaffi né carezze. Ha soltanto alzato la voce, e la voce si perderà nel vento.

Marijuana coltivata in casa, dalla giurisprudenza una spinta per la depenalizzazione

Perquisizioni e arresti per qualche pianta di marijuana coltivata sul terrazzo di casa potrebbero diventare solo un ricordo lontano. Tanto chi fa uso dell’”erba” per problemi di salute che chi la fuma per piacere, come accade già in altri Paesi, in Italia potrebbe a breve non rischiare più di finire indagato e poi processato solo per qualche vaso di canapa indiana. di Clemente Pistilli (da l'Espresso)

Senato e riforma costituzionale: il potere senza contrappesi

Non è affatto vero che la riforma renda meno complicato l’iter legis . E dunque non è vero che semplifichi la vita del nostro Parlamento. Però semplifica fin troppo la vita del governo, l’unico pugile che resta davvero in piedi sul ring delle istituzioni. Perché insieme al Parlamento barcolla il capo dello Stato: con un esecutivo stabile, perderà il suo ruolo di commissario delle crisi di governo, nonché - di fatto - il potere di decidere l’interruzione anticipata della legislatura. di Michele Ainis (dal Corriere della Sera)

Il silenzio di Papa Francesco sul peccato originale

Un amico mi fa notare che papa Francesco non parla mai del peccato originale. Non credo non ne parli per una sorta di adesione a una modernità che non mette più il peccato della carne al centro della vita morale individuale e collettiva. di Piero Ostellino (da Il Giornale)

Una ragione di più per l’amnistia

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione tornano a pronunciarsi sulla legge Fini-Giovanardi dopo la dichiarazione di incostituzionalità sancita dalla Consulta il 25 febbraio dello scorso anno. Con la sentenza n. 22621 dello scorso 26 febbraio, la suprema Corte ribadisce che le pene riguardanti le cosiddette “droghe leggere” devono essere rideterminate al ribasso essendo il nostro ordinamento tornato al regime sanzionatorio pre-Fini/Giovanardi, cioè alla legge Iervolino/Vassalli così come modificata dal referendum radicale del 1993 che sancì la non punibilità dei consumatori di sostanze stupefacenti. di Rita Bernardini

Parla l'ex senatore Pds Giovanni Pellegrino: “Così i magistrati hanno preso il potere e il mio partito li ha aiutati”

di Davide Varì (da Cronache del Garantista)

 

- “Pronto è il senatore Pellegrino?”.

 

- “Eh nessuno mi chiama così da tanto tempo, sa. Mi dica, mi dica, sono io”.

 

- Volevo intervistarla, senatore. Mi è capitato di leggere una sua affermazione del '96 – mi pare del '96, si -, quando era presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato ...”.

L’eutanasia silenziosa nei nostri ospedali. Un infermiere racconta

Come possiamo definirla? "Eutanasia silenziosa". Per noi è un fatto di tutti i giorni. Lo affrontiamo con grande difficoltà, ma sicuri di fare sempre la cosa più giusta", dice Michele (lo chiameremo così). Una laurea, la specializzazione, il master, la carriera infermieristica, oggi è caposala all'ospedale Careggi di Firenze. Ha voglia di raccontare quello di cui, chissà se per pudore o se per una congiura del silenzio, nessuno parla mai. E di farlo evitando la politica, "ma con il buonsenso di chi sta in prima linea". di Matteo Pucciarelli (da repubblica.it)