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25/09/21 ore

RASSEGNA WEB

Paolo Mieli: L’esitante Europa di fronte alle crisi mondiali

Adesso che, con l’uscita dell’ultimo militare americano, in Afghanistan si è voltata pagina, va detto che negli ultimi giorni l’atteggiamento dell’Europa nei confronti degli Stati Uniti è stato poco generoso. Assai poco generoso. Nell’antico continente si sono levate voci quasi esclusivamente critiche come se noi europei negli ultimi venti anni o anche negli ultimi venti giorni fossimo stati coinvolti solo inconsapevolmente in quell’avventura. di Paolo Mieli (da Corriere della Sera)

È tempo di liberare i palestinesi da Hamas e dall’Iran, di Ali Al Nuaimi (da Newsweek)

Lo scorso agosto siamo entrati in una nuova era: 70 anni di stallo sono stati scambiati per un'era di maggiore convivenza. La firma degli Accordi di Abramo tra gli Emirati Arabi Uniti e Israele che ho aiutato a mediare è stata una mossa audace e coraggiosa che ha promesso di fare finalmente progressi dove tutto il resto aveva fallito. Dopo il recente conflitto con Gaza, però, molti pensavano che gli Accordi di Abramo fossero morti. Dov'era la pace promessa, con i razzi che volavano? … di Ali Al Nuaimi * (da  Newsweek)

Bassem Eid: Questo non ha niente a che fare con Sheikh Jarrah (*)

Bassem Eid - dice il sito Wikipedia - è un palestinese che vive in Israele e ha una lunga carriera come attivista palestinese per i diritti umani. Il suo focus iniziale era sulle violazioni dei diritti umani commesse dalle forze armate israeliane, ma per molti anni ha ampliato la sua ricerca per includere le violazioni dei diritti umani commesse dall'Autorità Palestinese (AP) e dalle forze armate palestinesi sul proprio popolo. Ha fondato il Palestinian Human Rights Monitoring Group nel 1996, sebbene abbia cessato le attività nel 2011. Attualmente lavora come analista politico per la TV e la radio israeliane e ha un blog sul sito di The Times of Israel. Quello che segue è la traduzione di un suo intervento sulle vicende di queste ore sul conflitto tra Hamas e Israele…

Il M5s sta facendo l'impossibile per suicidarsi, il Pd per tenerlo in vita

Sarà che siamo melodrammatici per indole nazionale e la parola “fine” ci fa venire i lucciconi – che sia il fine vita, il fine pena, il fine legislatura. Però bisogna darsi un limite. Dopo anni di accanimento pedagogico (il metodo montessoriano di Bersani e Zingaretti) siamo ormai all’accanimento terapeutico. Non è straziante? Il M5s sta facendo l’impossibile per suicidarsi, tra diaspore, scissioni, faide e carte bollate… di Guido Vitiello (da Il Foglio)

Rino Formica: il Si al referendum sarà la maledizione del Pd per il futuro

Rino Formica, 93 anni, ultimo grande vecchio della repubblica, è ancora oggi un uomo di una lucidità sorprendente: memoria di ferro, rigore monastico, non usa il telefonino per scelta. Legge ancora tutta la mazzetta dei giornali dalla prima all’ultima riga. Quando ha iniziato a fare politica - a 16 anni - in Italia c’era ancora la monarchia…. di Luca Telese (da La Verità)

Con meno onorevoli stessi difetti

Non c’è dubbio che il passare del tempo meriti ogni tanto qualche aggiustamento. Questo è vero anzitutto per noi umani, ma anche per le istituzioni delegate a regolare il modo di essere e di agire del corpo sociale. È questo, in ipotesi, il caso del cambiamento che si spera o si teme di realizzare per il nostro Parlamento all’esito del passaggio referendario fissato per il prossimo 20-21 settembre, ultimo atto della complessa procedura prevista per la modifica di norme costituzionali, nella specie gli artt. 56, 57 e 59. di Giuseppe Tesauro (da Il Mattino)

Reuters. Il Cremlino respinge le accuse per l’avvelenamento di Navalny. Dalla Germania si parla di sanzioni

Mosca (Reuters) - Giovedì il Cremlino ha respinto le accuse secondo cui la Russia era stata responsabile dell'avvelenamento del politico dell'opposizione Alexei Navalny e ha affermato di non vedere motivi per l'imposizione di sanzioni contro Mosca per il caso. Il Cremlino stava parlando il giorno dopo che il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che Navalny era stato avvelenato con un agente nervino Novichok in stile sovietico nel tentativo di ucciderlo. di Gabrielle Tétrault-Farber, Anton Kolodyazhnyy (Reuters)

Stefano Folli: Taglio parlamentari. Il referendum del silenzio

Lasciato finora in disparte, il referendum sul taglio dei parlamentari per il quale si voterà il 20 settembre insieme a Regionali e Amministrative rischia di essere quasi dimenticato. Resta sullo sfondo, bandiera politica dei Cinque Stelle che altri non hanno interesse a sventolare più di tanto per non fare il gioco del Movimento. La destra, certo, sarebbe tentata di usare la carta dell’anti-parlamentarismo, com’è nella sua tradizione, tuttavia sa che il dividendo politico stavolta non sarebbe suo, se non in piccola parte: si aggrappa perciò (Fratelli d’Italia) all’eterno miraggio del presidenzialismo. Un modo per parlare d’altro. di Stefano Folli (da la Repubblica)

Vi racconto Sarah Hegaz. Il suicidio dell’attivista Lgbt egiziana

Immaginate di andare al concerto della vostra band preferita. Immaginate l’eccitamento di poter finalmente vedere dal vivo coloro che interpretano così bene il vostro sentire più profondo: vi preparate e organizzate con gli amici che condividono la stessa passione. di Yuri Guaiana*

Arturo Cancrini: Riformare l’Anac per sbloccare i lavori pubblici in Italia

Tra i problemi che il Covid-19 ha fatto emergere in merito al settore degli appalti pubblici ve ne è uno evidente che però, a parere di chi scrive, rappresenta un ottimo trampolino di lancio per dare il via a una riforma di sistema ormai non più prorogabile. Mi riferisco all’avvenuta conferma (casomai ve ne fosse stato bisogno) della difficoltà dell’Autorità Nazionale Anticorruzione a far fronte al multiforme assortimento di compiti ad essa riservati dalle norme del Codice dei contratti del 2016 (interpretativi, regolatori, consultivi, ispettivi e sanzionatori, oltre a quelli più prettamente amministrativi). di Arturo Cancrini (da formiche.net)

Luca Ricolfi: Ci avviamo verso una società parassita di massa

“La nostra società, se non si cambia rotta, molto molto alla svelta (ma forse è già tardi), è destinata a trasformarsi in una ‘società parassita di massa’, che non è il contrario della società signorile di massa, ma ne è uno sviluppo possibile, una sorta di mutazione ‘involutoria’, come forse la chiamerebbe un matematico”. Luca Ricolfi, sociologo che insegna Analisi dei Dati all’Università di Torino, nonché responsabile scientifico della Fondazione Hume, mostra tutti i rischi dell’epoca post-Covid per un paese che da anni si è auto-condannato al declino, come ben spiegato nel suo ultimo libro “La società signorile di massa”. intervista di Gianni Del Vecchio (da Huffpost)