14/08/20 ore

RASSEGNA WEB

Con meno onorevoli stessi difetti

Non c’è dubbio che il passare del tempo meriti ogni tanto qualche aggiustamento. Questo è vero anzitutto per noi umani, ma anche per le istituzioni delegate a regolare il modo di essere e di agire del corpo sociale. È questo, in ipotesi, il caso del cambiamento che si spera o si teme di realizzare per il nostro Parlamento all’esito del passaggio referendario fissato per il prossimo 20-21 settembre, ultimo atto della complessa procedura prevista per la modifica di norme costituzionali, nella specie gli artt. 56, 57 e 59. di Giuseppe Tesauro (da Il Mattino)

Stefano Folli: Taglio parlamentari. Il referendum del silenzio

Lasciato finora in disparte, il referendum sul taglio dei parlamentari per il quale si voterà il 20 settembre insieme a Regionali e Amministrative rischia di essere quasi dimenticato. Resta sullo sfondo, bandiera politica dei Cinque Stelle che altri non hanno interesse a sventolare più di tanto per non fare il gioco del Movimento. La destra, certo, sarebbe tentata di usare la carta dell’anti-parlamentarismo, com’è nella sua tradizione, tuttavia sa che il dividendo politico stavolta non sarebbe suo, se non in piccola parte: si aggrappa perciò (Fratelli d’Italia) all’eterno miraggio del presidenzialismo. Un modo per parlare d’altro. di Stefano Folli (da la Repubblica)

Vi racconto Sarah Hegaz. Il suicidio dell’attivista Lgbt egiziana

Immaginate di andare al concerto della vostra band preferita. Immaginate l’eccitamento di poter finalmente vedere dal vivo coloro che interpretano così bene il vostro sentire più profondo: vi preparate e organizzate con gli amici che condividono la stessa passione. di Yuri Guaiana*

Arturo Cancrini: Riformare l’Anac per sbloccare i lavori pubblici in Italia

Tra i problemi che il Covid-19 ha fatto emergere in merito al settore degli appalti pubblici ve ne è uno evidente che però, a parere di chi scrive, rappresenta un ottimo trampolino di lancio per dare il via a una riforma di sistema ormai non più prorogabile. Mi riferisco all’avvenuta conferma (casomai ve ne fosse stato bisogno) della difficoltà dell’Autorità Nazionale Anticorruzione a far fronte al multiforme assortimento di compiti ad essa riservati dalle norme del Codice dei contratti del 2016 (interpretativi, regolatori, consultivi, ispettivi e sanzionatori, oltre a quelli più prettamente amministrativi). di Arturo Cancrini (da formiche.net)

Luca Ricolfi: Ci avviamo verso una società parassita di massa

“La nostra società, se non si cambia rotta, molto molto alla svelta (ma forse è già tardi), è destinata a trasformarsi in una ‘società parassita di massa’, che non è il contrario della società signorile di massa, ma ne è uno sviluppo possibile, una sorta di mutazione ‘involutoria’, come forse la chiamerebbe un matematico”. Luca Ricolfi, sociologo che insegna Analisi dei Dati all’Università di Torino, nonché responsabile scientifico della Fondazione Hume, mostra tutti i rischi dell’epoca post-Covid per un paese che da anni si è auto-condannato al declino, come ben spiegato nel suo ultimo libro “La società signorile di massa”. intervista di Gianni Del Vecchio (da Huffpost)

Di Matteo da Giletti. La sfida delle manette: ma allora Dio esiste!

Perfino se fossero vere le sconclusionate ma gravissime insinuazioni del dott. Di Matteo nei confronti del Ministro di Giustizia Bonafede, la gravità del desolante scontro mediatico tra campioni del giustizialismo populista in diretta tv sta altrove. E cioè nell’essere noi ormai assuefatti alla idea che una sconcertante performance televisiva come quella messa in scena dal dott. Di Matteo rientri nell’ordine delle cose che possono legittimamente accadere nel nostro Paese, e che infatti regolarmente accadono. di Gian Domenico Caiazza (da Il Riformista)

Coronavirus, l'accusa dei Servizi segreti occidentali: «La Cina ha ingannato il mondo»

La Cina sapeva del Coronavirus. Peggio: ha nascosto e distrutto prove.

Peggio ancora: ha, in altre parole, ingannato il mondo, facendogli pagare il costo di decine di migliaia di morti. di Luca Marfé (da Il Mattino)

Se il crollo del Pil è la nostra Algeria

I vertici del Partito democratico restano convinti che non ci sia alternativa a Conte e a questa maggioranza. Naturalmente non sono contenti "dell' avvocato del popolo", leggono nelle sue mosse un' astuzia un po' subdola, insomma non se ne fidano più di tanto. Ma poi concludono che c' è di peggio: per esempio il ritorno sulla scena di Matteo Renzi - sempre temuto - o una crisi di governo senza sbocchi che non siano le elezioni anticipate (vedi Luigi Zanda sentito dall' Huffington Post ). di Stefano Folli (da la Repubblica)

Panebianco: Coronavirus, la ripresa e i suoi quattro nemici

Negli anni che seguirono la Seconda guerra mondiale, i Paesi sconfitti e che avevano anche subito le più pesanti distruzioni, Germania, Giappone, Italia, conobbero uno sviluppo economico più elevato dei vincitori di quella guerra. Si chiama «effetto Fenice»: la mitica creatura che risorge dalle proprie ceneri. È lecito sperare che alla rapidissima distruzione del tessuto economico prodotta dal coronavirus segua un’altrettanto rapida ricostruzione. di Angelo Panebianco (da Corriere della Sera)

Stefano Folli: Il risvolto interno della sfida europea

L’Europa è sospesa, a voler esser benevoli, e l’Italia è nella tenaglia. L’Europa è sospesa tra Mes, Bei, Sure e i fantomatici “coronabond” nell’infinita riunione online dell'Eurogruppo. Sigle per esperti in cui il cittadino si perde e infatti i sondaggi vedono dilatarsi la sfiducia verso l’Unione… di Stefano Folli (da La Repubblica)

Ecco come in Germania si sta frantumando il muro anti eurobond

Il dibattito sugli strumenti più appropriati per combattere la crisi economica europea procurata dalla pandemia si intensifica anche in Germania, il paese capofila del fronte rigorista composto sommariamente dagli Stati del nord (ma da questo schieramento si sarebbero sfilate già le piccole repubbliche baltiche). Rispetto alla precedente crisi dell’euro, il panorama delle posizioni tedesche appare più frastagliato e non mancano le critiche alla linea del governo. Insomma, il confronto è aperto ed è un buon segno, perché sul fronte di chi chiede un’inversione di rotta ad Angela Merkel vi sono anche economisti e politici di peso e organi di stampa che fanno opinione… di Pierluigi Mennitti * (da Start Magazine)