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20/10/17 ore

MOSTRE

I Macchiaioli. Le collezioni svelate

Centodieci opere articolate in nove sezioni che prendono il nome dalla collezione di provenienza per raccontare la storia del movimento italiano più importante dell’800, proprio perché seppe praticare una rottura con il passato, capacità che invece viene riconosciuta all’impressionismo sorta vent’anni dopo. Corrente artistica in opposizione al romanticismo e al purismo accademico fondata su un realismo sintetico realizzato a macchie di colore che accentuavano il chiaro scuro. di Giovanni Lauricella

Amos Gitai: Chronicle of an assassination foretold

Prendendo spunto dal titolo di un libro del 1981, Crónica de una muerte anunciada, di García Márquez, in questa mostra del regista Amos Gitai a cura di Hou Hanru e Anne Palopoli, si ricorda quando venne assassinato da tre proiettili in quel sabato del 4 novembre 1995 il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin, uno dei padri fondatori dello Stato di Israele e premio Nobel per la Pace, che tentò la conciliazione con i Palestinesi. di Giovanni Lauricella

Joan Jonas, After Mirage e Mélanie Matranga / Guillaume Maraud

Le opere esposte sono quello che si recensisce delle mostre: sembra una banalità a dirlo, ma alle volte capita che il contesto si fonde in un tutt’uno tale da rendere opera d’arte tutto l’evento espositivo nel suo complesso. di Giovanni Lauricella

“Triumphs and lamentes” di William Kentridge

Sui muraglioni del Tevere che vanno da ponte Sisto a ponte Mazzini vedremo il 21 aprile per il Natale di Roma 80 graffiti di 10 metri circa di altezza distribuiti per  550 metri di lunghezza, una dimensione di opera artistica così spettacolare che Roma non vedeva dal fascismo. di Giovanni Lauricella

Attori in voce. Fotografie di Maurizio Pittiglio

Poche volte mi capita una suggestione quasi commovente come la mostra fotografica di Maurizio Pittiglio dove c’è quello che non vedi nel grande schermo o nel televisore ma che ti ha dato l’efficacia sonora dell’espressione di un viso di attore che spesso ti porti nel cuore. di Giovanni Lauricella

Mostre: Schizofrenia e Anni ’80 / ’90

Riprendono le mostre di questo nuovo anno che stenta a far decollare le manifestazioni artistiche preannunciandosi fiacco come il Giubileo. Pesano numerosi fattori negativi tra cui i tagli alla spesa pubblica e il poco considerato fango di una capitale commissariata per malaffare. di Giovanni Lauricella

Sat – asat, mostra di Enzo Barchi

Mi stavo perdendo la mostra di Enzo Barchi a cui tenevo tanto perché confuso dai tanti appuntamenti tipici dei giorni prefestivi che  portano al nuovo anno. Così a ridosso del giorno di Natale finalmente approdo alla Porta Blu Art Gallery dove inizio la visita a “Sat – asat” , mostra di scultura. di Giovanni Lauricella

Afro Basaldella, l’inquietudine della forma. Galleria Benucci di Roma

Afro è uno tra i più importanti artisti italiani nel genere informale astratto, e in particolare è stato tra i pittori più innovatori nel periodo in cui il nostro paese, uscito malconcio dalla seconda guerra mondiale, doveva testimoniare la motivazione culturale dell’antifascismo, in anni di ricostruzione economica e morale all’interno come di diffidenza internazionale nei nostri confronti. di Giovanni Lauricella

Paralleli Convergenti alla Galleria Lombardi di Roma

Di mostre interessanti se ne vedono tante in giro, ma di tutte prediligo le personali, proprio perché mi danno la profonda conoscenza dell’artista; poi per me, vengono quelle di genere storico perché mi permettono di conoscere il gallerista, che di solito preferisce non esprimersi perché ciò equivarrebbe ad una esposizione verso critiche e scelte non solo culturalmente difficili, ma anche bersaglio di critiche che in un ambito professionale, come tutti sappiamo, non si risparmiano affatto. di Giovanni Lauricella

Muta di Gianna Bentivenga, forme sospese per proteggersi e riflettere

La mostra di Gianna Bentivenga, tenuta dal 13 al 29 novembre presso l’Associazione culturale Atelier di via Panisperna a Roma, curata da Ljuba Jovicevic e Ana Lazmibat, aggiunge nuove forme, profondità e intensità al suo lavoro. Luca Amaudo ne descrive nella presentazione un carattere di “ … spirituale anelito di raccoglimento, la traccia visiva di un’introspezione volta a porre le distanze dal mondo, dalle sue distrazioni e distruzioni, mentre ci si concentra in un’autonoma creazione …”.

Alice in Wonderland al RvB Arts

Nella simpatica cornice del centro storico RvB Arts presenta ALICE IN WONDERLAND, una mostra collettiva che resterà aperta durante le feste natalizie. L’ iniziativa artistica ha anche il fine di aiutare AfrikaSì Onlus per supportare l'istruzione dei bambini della baraccopoli Deep Sea, Nairobi, Kenya. di Giovanni Lauricella

‘Il Figliol ProdigIo’, mostra artistica dei detenuti di Rebibbia

Gli artisti dell’avanguardia romana sono entrati in carcere e hanno scelto la parabola del figliol prodigo per farsi accettare dall'istituzione, e farsi capire dai detenuti. Convinti che pittori e prigionieri abbiano in comune una forte difficoltà a farsi accettare "così come sono", alcuni dei più attenti artisti romani hanno accolto la sfida di tentare di fare qualcosa di "non inutile" all'interno di un luogo dove apparentemente tutto è assolutamente inutile, ossia un carcere italiano.

Jos de Gruyter & Harald Thys – I piccoli pupazzi sporchi di pruppà

Molte volte e sempre più spesso l’artista si sente in grado di andare oltre il significato stesso di quello che compie, forse per provare a raggiungere nuovi orizzonti, come per dare importanza alle opere che crea. di Giovanni Lauricella

My roots can hear the leavers grow al Montoro 12 Contemporary Art di Roma

Ursula Hawlitschka  trasforma il concetto della meravigliosa grandezza delle forze della natura in  un tema espositivo, convocando negli spazi di Montoro 12 Contemporary Art otto artisti  di diversa nazionalità per descrivere il potere di Madre Terra, creatrice e distruttrice di vita. Artisti capaci di interpretare la natura che propongono opere descrittive o anche oniriche, che esprimono emozioni e memoria dei flussi costanti dei cambiamenti del nostro pianeta: il tutto con il titolo MY ROOTS CAN HEAR THE LEAVES GROW. di Giovanni Lauricella

A Castel Sant'Elmo a Napoli Cibum Deorum l’albero della cuccagna di Maurizio Elettrico

A cura di Achille Bonito Oliva vi sono, sparsi in tutta Italia, una quarantina di alberi della cuccagna, opera di altrettanti artisti. A Napoli, tra quelli per la Fondazione Morra, c'è ne è uno a Castel Sant'Elmo, creato da Maurizio Elettrico. di Adriana Dragoni