19/11/17 ore

Aghi di Pino

Alessandro Di Battista ne: “il laureato”

Tra una gaffe e l'altra qualcuno ha persino dubitato del suo livello di preparazione culturale. E chi ha esagerato nel giudizio si è preso pure una querela. Sì, perché Alessandro Di Battista – checché ne dicano i tanto soloni del Belpease – è tutt'altro che ignorante...

Di Battista, si è “ristretta” la lista con i nomi del governo grillino

La questione potrebbe apparire marginale o di lana caprina, se non costituisse un punto cardine della propaganda del M5S per marcare la differenza tra “noi” e “voi”. Per questo la stiamo seguendo con curiosità, man mano che ci avviciniamo al dunque elettorale...

Berlusconi, il testimonial di successo anche per la “nuova” Repubblica

E' partito il conto alla rovescia: tra 8 giorni, la “nuova” Repubblica. Primo testimonial di successo per il lancio della nuova versione del giornale fondato da Eugenio Scalfari è Lui. Potremmo dire, guarda caso è sempre Lui, il nemico di tante avventure: Silvio Berlusconi.

Gli “alter ego” di Luigi Di Maio

Ormai ne fa una dietro l'altra. Si è perso il conto. Dai congiuntivi, alla geografia, dalla storia all'utilizzo a sproposito delle locuzioni latine..., la serie di perle si allunga.

Prodi, Veltroni, ...Letta: arieccoli!

È tornato Berlusconi. E, allora, perché no Prodi? Destra e sinistra sembrano così appese alle loro vecchie glorie per tenere assieme i cocci e non consegnare l'Italia ai grillini. Ma se Berlusconi è già protagonista fra le due ali estreme e apparentemente inconciliabili, Prodi fa il prezioso e dice di non volerne sapere, mentre si lascia andare al pessimismo su un Paese che considera "sull'orlo del baratro".

Indagini su Zingaretti e Appendino: una lezione di giornalismo dal Fatto quotidiano

Forse ha ragione Marco Travaglio, quando lamenta l'evidenza eccessiva che la maggior parte dei media danno alle notizie di reato riguardanti gli esponenti del Movimento 5 Stelle, diversamente da quanto si fa per i politici appartenenti ad altri partiti.

M5S, eppure preferiscono le preferenze

Il post-voto siciliano ci regala la coda polemica sui cosiddetti impresentabili che ha tenuto banco in tutta la campagna siciliana. I 5 stelle ne hanno fatto il proprio cavallo di battaglia prima e anche dopo le elezioni, a loro dire “contaminate dai signori delle preferenze”...

Di Maio/Renzi, tra i duellanti c'è il povero Floris

Matteo Renzi non poteva credere a tanta grazia ricevuta. Perché tra le poche cose certe prima del voto in Sicilia c'era l'imminente tracollo del Partito democratico. Per questo il cosiddetto duello televisivo con Di Maio costituiva l'occasione irripetibile per uscire dall'angolo mediatico in cui sarebbe di qui a qualche giorno finito.

Il vaffa day di Ostia

Sono tutti uguali. Grillini inclusi. Probabilmente è questo l'aspetto più significativo di questa fine settimana elettorale che fa da preludio al prossimo voto di primavera. Il Movimento 5 Stelle non viene infatti interpretato più di tanto come estraneo al cosiddetto sistema. Per questo la maggioranza dei cittadini preferisce starsene a casa.

La “rivoluzione liberale” di Luigi Di Maio

Si stenta a credere che tra le tante cose belle che ci potrebbe regalare un governo a 5 Stelle ci sia anche – tenetevi forte - “la rivoluzione liberale”. Eppure così pare. Almeno a voler dar credito alle parole di Luigi Di Maio (altro che Silvio Berlusconi, che promise e non mantenne).