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19/12/18 ore

Aghi di Pino

M5S-Pd, il forno che scotta

Terminate le doverose celebrazioni del 25 aprile, il gioco delle consultazioni riprenderà con il secondo giro di giostra dell'incaricato esploratore. Roberto Fico dovrà verificare a che punto stanno le cose dopo le aperture a un accordo M5S-Pd. A giudicare da quanto accaduto dai minuti successivi alle dichiarazioni di Di Maio e Martina, l'ipotesi al vaglio resta peregrina.

M5S/Pd, il dilemma grillino

A gingillarsi con due forni, però, si finisce per scottarsi... di Luigi O. Rintallo

 

- Pd, l'alleanza suicida intervista a Biagio de Giovanni (da Il Dubbio)

Piove, aboliamo i vitalizi!

Sì, con o senza Non, alla fine resta sempre L'Arena, nella quale ieri il conduttore ha fatto la parte del toro scatenato quando si vede sventolare sotto il muso il drappo rosso. Nell'occasione si discettava sul cavallo di battaglia dei tribuni televisivi, con tutto quel che consegue in termini di antipolitica che un certo tipo di dibattiti alimenta...

Luigi Di Maio, tomo tomo cacchio cacchio...

Che uno non valga uno è fatto acclarato da tempo. Non era invece così scontato che si arrivasse molto in fretta all'esatto opposto dell' "uno vale tutti", per giunta in barba a Grillo. Eppure così sembra, a leggere il nuovo regolamento del gruppo parlamentare grillino al Senato, che dà a Luigi Di Maio il potere di vita o di morte sugli onorevoli cittadini.

Voleva fare il Fico

La prima non è venuta tanto bene. Farsi fotografare mentre si viaggia in autobus da Roma Termini ai palazzi del potere, oltre che banale propaganda, è stato maldestro e si è rivelato un boomerang.

La carta falsa di Andrea Cecconi

Dieci piani di morbidezza, rotoli di convenienza? No, all' “impresentabile mela marcia” Andrea Cecconi è bastato strapparne un pezzeto, su cui firmare prima delle elezioni la rinuncia preventiva alla carica di parlamentare...

Rocco Casalino, quel curriculum a sua insaputa

Il controverso e ambiguo rapporto dei grillini con il curriculum è noto a molti fin da quando Virginia Raggi omise il particolare delle frequentazioni nello studio Previti, per non rischiare l'esclusione nella "rigorosa" selezione della classe dirigente a 5 Stelle. Innocente dimenticanza, peccato veniale, si disse poi. Come quello – per venire a cose più recenti – della candidata “eccellente” di cui si millantavano trascorsi tedeschi nello staff di Angela Merkel.

Ballon Dessì

È finita – dice Beppe Grillo - l'epoca del Vaffa, resta più che mai quella delle parole a casaccio rimangiate al momento opportuno e e secondo convenienza. Di questo il Movimento dalla doppia morale ci ha abituati e quindi non ci stupisce. Per questo gli sviluppi del caso di scuola Emanuele Dessì fa parte del come volevasi dimostrare...

Ingroia il rospo

In teoria è una di quelle notizie ghiotte da Fatto quotidiano, col personaggio noto sbattuto in prima pagina e a nove colonne, grazie a sentenza mediatica passata in giudicato. E invece no. Qualche volta anche Marco Travaglio e Peter Gomez sanno stupirci per sobrietà e discrezione nel dare certe informazioni, diversamente dalla solita gogna.

Effetto Raggi, a un romano su tre non gli è bastata...

Dunque l'effetto Raggi ci sarebbe stato. Almeno a Roma, dove si è potuto toccare con mano la qualità della classe dirigente del Movimento 5 Stelle. I media la presentano più o meno così, dando conto del calo di consensi grillini di circa 4 punti percentuali nel voto parlamentare e del 13% nel voto Regionale, rispetto al primo turno delle elezioni comunali.