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19/01/18 ore

Aghi di Pino

Berlusconi, il testimonial di successo anche per la “nuova” Repubblica

E' partito il conto alla rovescia: tra 8 giorni, la “nuova” Repubblica. Primo testimonial di successo per il lancio della nuova versione del giornale fondato da Eugenio Scalfari è Lui. Potremmo dire, guarda caso è sempre Lui, il nemico di tante avventure: Silvio Berlusconi.

Gli “alter ego” di Luigi Di Maio

Ormai ne fa una dietro l'altra. Si è perso il conto. Dai congiuntivi, alla geografia, dalla storia all'utilizzo a sproposito delle locuzioni latine..., la serie di perle si allunga.

Prodi, Veltroni, ...Letta: arieccoli!

È tornato Berlusconi. E, allora, perché no Prodi? Destra e sinistra sembrano così appese alle loro vecchie glorie per tenere assieme i cocci e non consegnare l'Italia ai grillini. Ma se Berlusconi è già protagonista fra le due ali estreme e apparentemente inconciliabili, Prodi fa il prezioso e dice di non volerne sapere, mentre si lascia andare al pessimismo su un Paese che considera "sull'orlo del baratro".

Indagini su Zingaretti e Appendino: una lezione di giornalismo dal Fatto quotidiano

Forse ha ragione Marco Travaglio, quando lamenta l'evidenza eccessiva che la maggior parte dei media danno alle notizie di reato riguardanti gli esponenti del Movimento 5 Stelle, diversamente da quanto si fa per i politici appartenenti ad altri partiti.

M5S, eppure preferiscono le preferenze

Il post-voto siciliano ci regala la coda polemica sui cosiddetti impresentabili che ha tenuto banco in tutta la campagna siciliana. I 5 stelle ne hanno fatto il proprio cavallo di battaglia prima e anche dopo le elezioni, a loro dire “contaminate dai signori delle preferenze”...

Di Maio/Renzi, tra i duellanti c'è il povero Floris

Matteo Renzi non poteva credere a tanta grazia ricevuta. Perché tra le poche cose certe prima del voto in Sicilia c'era l'imminente tracollo del Partito democratico. Per questo il cosiddetto duello televisivo con Di Maio costituiva l'occasione irripetibile per uscire dall'angolo mediatico in cui sarebbe di qui a qualche giorno finito.

Il vaffa day di Ostia

Sono tutti uguali. Grillini inclusi. Probabilmente è questo l'aspetto più significativo di questa fine settimana elettorale che fa da preludio al prossimo voto di primavera. Il Movimento 5 Stelle non viene infatti interpretato più di tanto come estraneo al cosiddetto sistema. Per questo la maggioranza dei cittadini preferisce starsene a casa.

La “rivoluzione liberale” di Luigi Di Maio

Si stenta a credere che tra le tante cose belle che ci potrebbe regalare un governo a 5 Stelle ci sia anche – tenetevi forte - “la rivoluzione liberale”. Eppure così pare. Almeno a voler dar credito alle parole di Luigi Di Maio (altro che Silvio Berlusconi, che promise e non mantenne).

Il miraggio grillino: la lista d’attesa di Luigi Di Maio

La squadra di governo? La lista dei ministri? I grillini ci stanno lavorando. Da un bel po', per la verità. Ne sentiamo infatti parlare da mesi del fatto che per la prima volta gli elettori conosceranno nome e cognomi prima delle elezioni.

Napoli, de Magistris ha davvero “scassato”

“Abbiamo scassato, abbiamo scassato!” Il tormentone di Luigi de Magistris dopo la storica vittoria suona oggi beffardo. Dopo sei anni rivoluzionari, l'amministrazione del Comune di Napoli ha infatti 60 giorni di tempo per evitare il dissesto finanziario. La Corte dei Conti è stata chiara: vanno poste in essere “le misure correttive necessarie a superare le rilevate criticità...”.