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15/02/19 ore

Quel geniaccio di Freccero



Che sia da sempre un "genio" della televisione è nella vulgata del potere. Ma Carlo Freccero, oggi fresco direttore di Rai-due, dopo essere stato tante cose, tra cui di recente membro del Consiglio di amministrazione di viale Mazzini in quota 5Stelle, non vuole smentire le sue qualità.

 

"… Ha preso penna e foglio - dice in una nota il quotidiano Leggo- e ha scritto una serie di domande (domande e risposte "non ordinarie" riporta il titolo del box...), tra le quali: come nascono le regole della Ue, come può una Patria trasformarsi in un'azienda. E altre. Da questo spunto ne è nato un format. È il nuovo talk del venerdì (seconda serata) di Rai-duePovera Patria è il titolo. In conduzione Annalisa Bruchi, affiancata da Aldo Cazzullo con le sue interviste, Alessandro Giuli per gli editoriali e Alessandro Poggi che firma la storia della settimana. Si parte il 25 gennaio. Ospiti Matteo SalviniPaolo Savona, il cardinale Bassetti, ma c'è anche un'intervista a Luigi Di Maio".

 

Non c'è che dire.

 

Si nota subito l'originalità dello "spunto". Chi ha mai sentito Salvini, Di Maio, Savona in televisione... Una sola intervista al giorno nel caso dei vice presidenti del Consiglio in uno dei canali del network unico RaiMediasetSkyLa7... È proprio un evento unico poterli sentire su Rai-due... I giornalisti poi sono assolutamente nuovi, mai visti prima…

 


Ma dove le andrà mai a pescare Freccero queste intuizioni... Dategli una penna e un foglio di carta e ecco ... viene fuori un vero e proprio capolavoro dall'alto significato creativo.

 

Il genio della televisione non è solo un maestro di costruzioni affascinanti sul piccolo schermo. Asseconda le traiettorie televisive più aderenti alle posizioni politiche di chi lo ha voluto in quel posto. "... Come nascono le regole della Ue..." non è soltanto una domanda banale ma vuole essere un modo per permettere ai fautori del sovranismo di potersi inserire nella crisi dell'Europa e di apparire come gli avversari degli euroburocrati.

 

Ovviamente non devono esistere altre posizioni. La prospettiva del federalismo europeo (di Spinelli Pannella), di una Europa federata, con tutte le conseguenze politiche, economiche, istituzionali devono essere ignorate. Il genio non manca di contribuire a rafforzare questo schema di non conoscenza…

 


Proprio così ... "Povera Patria...".

 

 

(foto Ansa)

 

 


Commenti   

 
0 #3 ilSocialista 2019-01-24 19:14
quello che Keynes aveva magistralmente descitto si ripete in tempi nuovi ma in modo stupefacenteeme nte simile; e quello che descrisse Keynes ebbe un esito critico infausto che tutti conoscono; tutto il resto che esula dai processi economici e sociali è chiacchiera.
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0 #2 ilSocialista 2019-01-24 19:09
le prospettive federaliste sono nobili però necessitano di un contesto morale, sociale e prospettico favorevole per applicarsi; questo contesto esisteva molto più nei tempi d'oro di Pannella esista ora; ora fra gli stati esistono guerre commerciali ed economiche sotterranee molto più spiccartedi allora; e dentro i vari paesi questioni sociale irrisolte si trasformano in rancori nazionali o sovrani; è una guerra fra poveri o fra ricchi che alimenta le peggiori pulsioni divisive. Possiamo solo osservare il degrado lentamente accumulato in decenni che sbocca nel logico, naturale, conseguenziale disastro; rimediare a decenni di stronzate comporta un radicale mutamento di paradigma culturale e sociale di cui si è persa non solo la capacità operativa ma financo la minima consapevolezza teorica.
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0 #1 ilSocialista 2019-01-24 19:05
amico mio prendertela con Freccero è totalmente inutile; sono ben altri i fattori in gioco nella crisi europea e nella crisi dell'occidente e non si tratta solo di "narrazioni" ma di dati di fatto numerici e statistici come quelli ultimamente forniti dall'Oxfam ; abbiamo un sistema sociale che vede allargarsi le diseguaglienze e masse che per questo perdono speranza e fiducia nel sistema; e questa perdita si riflette naturalmente sulle istituzioni europee e anche nei rapporti fra gli Stati e fra le regioni europee sempre più divergenti e conflittuali;
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