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12/11/19 ore

Salvini: canta, che mi passa! (Dopo la Manovra a U del Governo)


  • Antonio Marulo

La procedura d'infrazione contro l'Italia per debito eccessivo si blocca. Per ora. L'accordo c'è stato, ma "non è perfetto". Sostanzialmente l'Unione Europea non si fida. E non fa male, vista la reputazione da trecartari di tutto rispetto, guadagnata sul campo dal "governo del cambiamento".

 

Quindi si aspettano i fatti e la loro corrispondenza con le parole scritte nello “scambio epistolare” tra i Commissari europei e “l'avvocato del popolo”. Un primo monitoraggio – dicono da Bruxelles - avverrà nel corso del dibattito parlamentare sul Bilancio. Parole d'ordine: “restera vigili”, per verificare se i diktat imposti saranno messi davvero nero su bianco e approvati con la Legge.

 

Nella letterina di Natale il Presidente del Consiglio ha promesso che saranno rivisti 10,25 miliardi e sarà ritoccata al ribasso la fin troppo ottimistica previsione di crescita del Pil, dall'1,5 all'1%. Come ciò avverrà in concreto lo vedremo nel famigerato maxi-emendamento che il Parlamento dovrà approvare col panettone in bocca.

 

Ques'oggi, nell'informativa al Senato, Giuseppe Conte ha sostanzialmente presentato la Caporetto sovranista con i toni classici della “ritirita strategica”. “Nessun cedimento sui contenuti”, ha detto; tutto secondo quanto promesso in campagna elettorale, per il bene del Paese... Evviva!

 

Intanto, i due artefici del disastro, nella mattina in cui si certificava la loro sonora sconfitta politica, si sono dati alla macchia. L'uno, Luigi Di Maio, immaginiamo ancora con i postumi dei festeggiamenti di ieri sera per aver “abolito la corruzione”; l'altro, Matteo Salvini, incontrando questa mattina il cantante che non disdegna qualche regime dell'Est Europa, noto ai più come Al Bano Carrisi.

 

L'occasione è stata propizia per divagare un po'. Si narrà che "il Capitano" abbia pure chiesto: canta, che mi passa!

 

 


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