16/07/24 ore

Elezioni in Francia. Destra e sinistra, tra fascismo e antisemitismo. Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa



Il secondo turno delle elezioni legislative francesi ha dato risultati che taluni hanno definito shock. O forse no… L’alleanza tra il  Nouveau Front Populaire (Nfp) - che comprendeva La France Insoumise di Mélenchon, con alleati il Partito Socialista (e i loro vari segmenti), il Partito Comunista, in tutte le sue vari branche, Gli Ecologisti, divisi in molti gruppi e sottogruppi, è risultato vincitore con 182 seggi, superando anche Ensemble di Macron che non è riuscito a essere primo con 168 seggi e mettendo in un angolo Rassemblement National della La Pen che dopo il primo turno puntava a una maggioranza assoluta.

 

Insomma, utilizzando la legge elettorale francese del doppio turno, la sinistra “unita” e il centro hanno messo lo sbarramento alla destra, ma per dirla con le parole di Jacques Attali, scrittore, banchiere, funzionario francese, economista, che in una intervista a Cesare Martinetti del quotidiano torinese La Stampa ha detto: “… la Francia si trova in una situazione ingovernabile. Perché nessun partito ha la maggioranza, molti deputati sono stati eletti non per il loro programma ma per fare blocco contro il candidato fascista.

 

Per molti uno stallo politico, ma per altri un successo di Macron che sarebbe “rafforzato”, anche se alla fine ha davanti  prospettive problematiche dovendo comunque muovere i prossimi tre anni in una territorio minato, cercando accordi con chi, come Mélenchon, è dichiaratamente antisionismo e antisemita ma ha anche dentro la sua cosiddetta cultura politica tutti i caratteri di una certa sinistra post-sovietica e antimperialista e ritiene Hamas una organizzazione della resistenza antiebraica e non un gruppo terroristico…

 

“L’unica possibilità che vedo è un governo di coalizione con a capo il socialista François Hollande, ma sarà una coalizione molto fragile. Mélenchon non sarà mai primo ministro. La Francia sta tornando a un sistema parlamentare, in cui l’Assemblea Nazionale avrà più potere dell’Eliseo, ma Macron non si dimetterà”. Così si esprime in una intervista a HuffPost Italia Luc Rouban  è un politologo francese del Centre de recherches politiques de Sciences Po (CEVIPOF) di Parigi.

 

Francesco Sisci, sinologo e analista politico, discute nell’immediato dopo voto con Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale, nella conversazione per Agenzia Radicale Video che segue,di questa complicata situazione che ha anche ripercussioni determinanti in Europa… 

 

- Elezioni in Francia. Destra e sinistra, tra fascismo e antisemitismo. Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa

(Agenzia Radicale Video)

 

 


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