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05/03/21 ore

L’unanimismo illiberale di centro, sinistra e destra


  • Giuseppe Rippa

Potrebbe essere una vicenda paradossale. «Ho votato la fiducia a Conte perché unica nostra interfaccia in Italia e nel mondo. Il premier non è esponente dei partiti, ha una visione liberale ed europeista» - così Mariarosaria Rossi, 48 anni, ex senatrice di Forza Italia (sarebbe stata espulsa), si è espressa dopo il voto a favore del governo Conte.

 

Una scelta a sorpresa, dicono i gendarmi del partito di Berlusconi, di cui la Rossi è stata assistente, accompagnatrice, consigliera, ne ha custodito i segreti personali e politici.  In molti del suo ex partito si sono scagliati contro. Si sono recuperati i suoi trascorsi come scudiero del cavaliere. Era lei a gestire le Olgettine - scrive il Corsera -, tanto da finire tra gli imputati al processo Ruby ter.

 

Bene, caricare questa vicenda di una dose eccessiva di indignazione, nel contesto di un vero e proprio tracollo di credibilità delle nostre istituzioni è decisamente esagerato. Non che non sia imbarazzante questo, come altri episodi che hanno riguardato premier, Pd, 5Stelle, Leu, ma anche Italia Viva, Lega, Fratelli d’Italia, oltre naturalmente FI, con cui sono state inquietantemente riempite le cronache politico-istituzionali di queste ore.

 

Il punto disarmante è che, opportunamente sezionate e analizzate, le dichiarazioni, le prese di posizione, le vere e proprie castronerie dopo il voto al Senato, non fanno che aumentare la precarietà del Governo e lo scenario inquietante dell’intero quadro parlamentare. E si badi bene non solo nel caravanserraglio della raccogliticcia maggioranza ma anche nella armata Brancaleone della opposizione di centrodestra.

 

Dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: “… l’obiettivo è ampliare la maggioranza (e in fretta)” … Sembra una vera e propria apertura dei saldi, come nei negozi di abbigliamento. Insomma acquisti a basso prezzo…!

 

Esilarante il senatore socialista (?) Nencini: “ la mia è stata una fiducia preoccupata…”. Eccezionale la figura della fiducia preoccupata, ci mancava nella comica di questo Senato. Si lui dirà, non fraintendetemi… mi riferisco alla preoccupazione sul futuro. Allora viene spontaneo chiedersi, ma dove accidenti questo senatore stava … non era con il gruppo parlamentare di Renzi?

 

E perché non ha mai rivelato questa sua “nobile” intenzione nelle riunioni di quel gruppo e, se era stato minoranza, perché non ha detto nulla … ma si è manifestato fuori tempo massimo, uscendo probabilmente da un bagno di palazzo Madama, nello stesso momento in cui veniva chiusa la votazione e creando il balletto comico del Var in Parlamento, che ha dovuto verificare dove stavano  lui e il geniale (sic!) senatore del M5S Ciampolillo. Una sorta di comica finale che si ricorderà veniva proiettata nei tempi andati nei cinema di paese per dare al pubblico qualche sketch divertente…

 

E il presunto “compatto” centrodestra…? Non si era accorto che la “senatrice” Rossi stava per votare (e era legittimo che si esprimesse come voleva) per il Governo senza che nessuno ne sapesse nulla. Una vera è propria compagnia di giro insomma, che vede Forza Italia preoccupata di altri acquisti nelle sue file.

 

Ovviamente, da sinistra a destra, in nome della responsabilità, della costruzione, dei principi, dei valori… un vero e proprio massacro di parole nobili travolte nel fango dell’ipocrisia e della falsificazione.

 

Salvini e Meloni, come un disco rotto hanno continuato a ripetere: il centrodestra è pronto a governare, vogliamo il mandato e siamo pronti. Con quali numeri? Non è dato di sapere. O forse no… Potrebbero aprire anche loro la campagna acquisti…

 

Un quadro devastato. Cosa farà allora il garante delle istituzioni, il presidente della Repubblica Mattarella, proprio di fronte  al dramma sanitario e economico che ci sta travolgendo? È persona pacata e saggia e ci auguriamo che un suo intervento, che non contraddice la neutralità a cui deve riferirsi il Quirinale, fotografi la situazione che ci sta davanti e sottragga il Paese dalla reiterazione delle ambiguità e delle alchimie miserabili.

 

Ovviamente sarà utile ricordare che il nostro è stato il paese della partitocrazia (ora esercitata, senza i partiti, dai burocrati e dalle corporazioni che quella perversione ha generato), del consociativismo, della democrazia fittizia, dell’assenza delle regole democratiche certe, che ha generato il dramma della società delle conseguenze quella che ci siamo permessi di descrivere da anni come quella società “… dove le contraddizioni sono rimaste ingessate e mai risolte, che contiene la crisi del welfare e il blocco di tutte le possibili sperimentazioni di una evoluzione autenticamente liberale e democratica della crisi” … di quella crisi dei quattro cerchi concentrici che abbiamo anche su questa Agenzia descritto.

 

 


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