18/12/17 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Davigo e il ruolo della magistraura

È stato facile a Piercamillo Davigo tacitare quanti lo avevano criticato sia per i suoi interventi nei talk show, sia riguardo ai suoi presunti abboccamenti politici col Movimento 5 Stelle che lo avrebbero visto indossare i panni del suggeritore di emendamenti alla legge elettorale “ad personam”. di Luigi O. Rintallo

Renzi all’attacco?

Chissà, forse l’apertura effettuata da Renzi verso la sinistra potrebbe avviare un processo evolutivo di tutto il panorama politico italiano, nel senso che essa sembra delineare la formazione di un blocco a sinistra, inizialmente anche solo elettorale, al quale se ne contrapponga un altro alla destra con un accordo tra Berlusconi e Salvini: sarebbe una vera novità per il nostro paese. di Silvio Pergameno

Lo scontro di Ravenna

L’incontro a Ravenna tra Pierluigi Bersani e Vasco Errani per i demoprogressisti e Giuliano Pisapia  per il suo Campo Aperto si è concluso con un nulla di fatto, sancito alla fine con Errani che tentava il colpo gobbo di proclamare Pisapia leader del progetto della casa comune tra i due movimenti, e questi che replicava proclamando Errani, perché lui aveva vinto, visto lo scrosciante applauso dei mille presenti in platea che aveva accolto la sua proposta. di Silvio Pergameno

Catalogna: ritardi e contraddizioni

Forse sta nel carattere di Mariano Rajoy il muoversi con infinita prudenza, ma qualcosa ce ne deve essere nel carattere degli spagnoli (andare avanti, ma con juicio…), che si sono tenuti Franco per altri trent’anni dopo la fine della seconda guerra mondiale e poi anche nel restaurare la democrazia lo hanno fatto piano piano… di Silvio Pergameno

La secessione catalana

La questione dell’indipendenza della Catalogna dalla Spagna, che nella giornata di ieri ha dato luogo a estesi scontri – con oltre ottocento feriti - tra catalani che volevano votare per il referendum e il governo centrale  che si opponeva alla consultazione considerandola illegale (con il sostegno del Tribunale costituzionale) si è comunque conclusa con una votazione, sia pure un po' arrangiata, che il governo è riuscito in sostanza solo a disturbare (anche perché la polizia locale non ha collaborato), ma non a impedire, dando luogo a una situazione confusa della quale è difficile congetturare gli esiti. di Silvio Pergameno

Il Codice anti-impresa, la logica dell' “onestà” che non combatte il malaffare

Del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, tutto si potrà dire tranne che sia un personaggio che parli sopra le righe o che sia propenso alla polemica. Se di fronte alla riforma del codice antimafia approvato dal Parlamento il 27 settembre, si è espresso in modo drastico è perché anche questa riforma non fa che confermare quanto sconsolante sia il bilancio di questa diciassettesima legislatura. di Luigi O. Rintallo