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18/12/17 ore

RIMANDI

Usa, transizione: Obama lascia, Trump ci manda un tweet

Gli americani devono ancora scoprire che cosa significa una cerimonia d’insediamento “a sensualità soft”, come l’ha sibillinamente promessa Tom Barrack, il responsabile dell’organizzazione dell’evento. Ma hanno già scoperto che cos’è una transizione “accidentata”, che ti mette a disagio come un viaggio aereo quando ci sono turbolenze, senz’altro la meno liscia del dopoguerra. E anche se il presidente uscente Barack Obama ritrova la calma e lo stile nelle ultime battute, una settimana di proteste precede l’Inauguration Day, venerdì 20 gennaio, sul Campidoglio di Washington. di Giampiero Gramaglia da Affari Internazionali)

L’ombra di Putin su una debole Europa

Una volta pronunciate le frasi di rito («I paralleli storici sono sempre rischiosi», «Le vicendesono tutte diverse», eccetera), è il caso di domandarsi se l’Europa, a fronte della Russia di Putin, non sia alla vigilia di una congiuntura che ne ricorda altre: per esempio, quella in cui si trovò Atene nel IV secolo avanti Cristo quando subì la politica espansionistica del re macedone Filippo II (il padre di Alessandro Magno). di Angelo Panebianco (dal Corriere della Sera del 13 gennaio 2017)

La drammatica condizione degli Ahmadi in Pakistan: intervista all'Imam Ataul Wasih Tariq

Abbiamo ricevuto la richiesta di aiuto da parte di persone vicine alla comunità Ahmadiyya, che lamentavano la totale mancanza di informazioni sulla persecuzione in atto da tempo contro la comunità. Oltre a darne notizia, abbiamo allertato anche due ONG europee, che hanno ripreso il nostro appello. Il 21 dicembre 2016, finalmente, l’Intergruppo del Parlamento Europeo sulla Libertà di Religione o Credo (FoRB ) ha condannato il raid e la persecuzione della comunità e ha chiesto all’EEAS di intervenire, per proteggere Ahmadiyya, facendo pressione sul governo pakistano. Ci siamo quindi rivolti all'Imam Ataul Wasih Tariq per un'analisi della situazione. di Camillo Maffia (da Voci su Libertà di Religione e Credo)

M5s, se la web-democrazia domina la politica

Grande il disordine sotto il cielo, ma non per questo le cose vanno bene, tutt’altro. I temi si affollano l’un sull’altro, e c’è solo da scegliere. Dovunque volgi lo sguardo trovi un certo caos, un qualche disordine della ragione come la hai conosciuta, e devi stare molto attento a cercar di capire, non diventare il lodatore del tempo che fu, ma nemmeno restar succube dei nuovi scintilii che urgentemente chiedono spazio. di Biagio de Giovanni (da Il Mattino)

The Economist: The future of liberalism. How to make sense of 2016

FOR a certain kind of liberal, 2016 stands as a rebuke. If you believe, as The Economist does, in open economies and open societies, where the free exchange of goods, capital, people and ideas is encouraged and where universal freedoms are protected from state abuse by the rule of law, then this has been a year of setbacks. Not just over Brexit and the election of Donald Trump, but also the tragedy of Syria, abandoned to its suffering, and widespread support—in Hungary, Poland and beyond—for “illiberal democracy”. (da The Economist)

Riforma giustizia: senza l’Italia si blocca

L’Italia ha bisogno oggi più che mai, e prima che sia troppo tardi, di una riforma della giustizia. Senza di essa il rischio è di una gigantesca paralisi dell’attività amministrativa, del continuo e visibile peggioramento della qualità del ceto politico nel senso più largo, e, ancor prima, della degenerazione della sensibilità comune della società sul tema, tutte cose che si mescolano, si influenzano a vicenda, e ne vien fuori un effetto che, lo dico con qualche pena, abbassa il livello della civiltà giuridica italiana e compromette le possibilità stesse di una buona convivenza delle istituzioni. di Biagio de Giovanni (da Il Mattino)