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28/11/20 ore

LIBRI

La rivoluzione di Roberto Fiorentini

Avraham Mocada è un poco più che quarantenne, ma con una grande esperienza nell’affrontare casi difficili. Già protagonista del primo romanzo di Roberto Fiorentini, “Le Chaijm” recensito per questa testata nel 2015, lo ritroviamo, profondamente cambiato, nel secondo romanzo dello stesso autore e sempre pubblicato dalla casa editrice Graphofeel, “La rivoluzione”, ambientato 20 anni dopo. di Elena Lattes

La Straniera, di Claudia Durastanti. Un memoir su diversità fisica, culturale e sociale

Claudia Durastanti, nata Brooklyn nel 1984, nel libro La Straniera (La nave di Teseo), tra i finalisti del Premio Strega 2019, ci racconta la storia della sua famiglia ponendone al centro la figura di sua madre e arricchendo il racconto con riflessioni ad ampio raggio su diversità fisica, culturale e sociale. di Giovanna D’Arbitrio

Lo sconosciuto di Irène Némirovsky

Due fratelli, entrambi soldati che tornano al fronte dopo una breve licenza per poter partecipare al matrimonio della sorella, si incontrano nel 1940 in una stazione ferroviaria francese affollatissima di profughi, feriti, personale medico, mamme con bambini e donne in procinto di partorire. Hanno prestato servizio in posti diversi: il maggiore, dall’aria inquieta, si è trovato nelle trincee sulla linea Maginot corpo a corpo con il nemico. Ha visto morire i propri compagni ed è stato costretto ad uccidere un tedesco con le sue mani. di Elena Lattes

MMM Memorie di una Mamma Mancata di Francesca Giusti

Nel suo primo libro d'esordio, Francesca Giusti racconta le memorie private di una maternità mancata. "Il desiderio di maternità ci dicono sia radicato in ogni donna, non diventare mamma può quindi essere motivo di forte crisi, può talvolta causare rabbia oppure una spiacevole sensazione di perdita di controllo sulla propria vita, sensi di colpa per non essere all'altezza di riuscire in qualcosa in cui la maggior parte delle donne riesce, fino ad arrivare a odiose forme di depressione," confessa Francesca.di Anna Mahjar-Barducci

Le classi invisibili. Le scuole ebraiche in Italia dopo le leggi razziste (1938-1943) di Daniel Fishman

Nonostante l’enorme penuria di mezzi finanziari e i seri problemi di logistica, l’emanazione delle leggi razziali del 1938 non fiaccarono le comunità ebraiche che con la loro resilienza e ammirevole capacità organizzativa dimostrarono enormi vitalità e spirito di adattamento e di iniziativa. Questa è la sensazione principale che si prova leggendo il volume “Le classi invisibili.  Le scuole ebraiche in Italia dopo le leggi razziste (1938-1943)” di Daniel Fishman pubblicato dalla Casa Editrice Il Prato: risultato di una lunga ricerca non solo negli archivi di Stato e delle Comunità ebraiche, ma anche tra coloro che, nell’ambito scolastico, ne furono vittime. di Elena Lattes

Nascondere la debolezza, mostrare la forza. Nel saggio di Gastone Breccia il segreto delle spie di Bisanzio

Vince chi ha informazioni e al momento giusto può anticipare le mosse del nemico. Sulle mappe della storia di ogni tempo, l’intelligence fa la differenza. Un sistema capace di raccogliere notizie sul campo (meglio se in un “pubblico mercato”, come scrive il Siriano e finanche l’arte di valutare la consistenza dell’esercito nemico da alcuni segni come l’estensione di terreno calpestata dai cavalli, gli escrementi di uomini e animali, e le tracce che hanno lasciato nell’accampamento. Un cammino di sapienza e astuzia, che si vale anche di “amici nascosti” e diplomatici navigati ma anche di monaci e mercanti che si muovono nell’ombra e si attivano al momento giusto, in compagnia di un silenzio “che scandisce spesso, in tutte le epoche, le imprese più riuscite di questo tipo”. di Silvia Lanzani