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26/08/19 ore

LIBRI

I Tessuti d’Arte del Regno di Napoli, di Nicoletta D’Arbitrio. Una vita dedicata al restauro

Su Nicoletta D’Arbitrio, mia sorella, ho scritto solo qualche articolo per commemorarne la memoria, poiché era già un personaggio noto a Napoli in campo culturale per tutte le sue attività e iniziative alle quali da tempo veniva dedicato ampio spazio su giornali cartacei e siti on line. Mi sembra ora quasi doveroso scrivere qualcosa sul suo ultimo libro presentato il 21 dicembre 2018, al Museo Pan di Napoli, presentato da Carlo Ziviello e da Stefano Causa (docente, storico dell’arte e scrittore) “I Tessuti d’Arte del Regno Di Napoli” (Ed. Ad Est Dell’equatore). di Giovanna D’Arbitrio

Il viaggiatore sedentario. Internet e la società irretita di Franco Ferrarotti

Oggigiorno sempre più viviamo in una società smaterializzata, sommersi e bombardati, come siamo, da messaggi e da strumenti per comunicare, grazie al cosiddetto web.2. Indubbiamente sono sotto gli occhi di tutti i vantaggi e le facilitazioni che la tecnologia moderna ci offre. Non tutto quel che luccica, però, è oro. Quali sono, dunque, i risvolti negativi e i pericoli a cui stiamo andando incontro? di Elena Lattes

Martha Argerich, L'enfant et les sortilèges

Ha suonato e si esibisce ancora in tutto il mondo da più di cinquant’anni ed è famosa anche soltanto di nome, sebbene in Italia non se ne parli molto. Nata in Argentina nel 1941, da padre contabile, insegnante di economia ed artista eclettico (cantava, scriveva poesie, suonava) e da madre socialista, femminista ante litteram, appassionata di musica, originaria di una famiglia ebraica emigrata dalla Russia nella seconda metà dell’Ottocento, Martha Argerich - di cui la Zecchini Editore ha pubblicato la dettagliatissima biografia del musicologo francese Olivier Bellamy... di Elena Lattes

L’Amicizia e la Shoah, la corrispondenza di Hannah Arendt con Leni Yahil

Tutto ebbe inizio nella primavera del 1961 quando Hannah Arendt venne inviata a Gerusalemme dal New Yorker per seguire il processo ad Eichmann. In quell’occasione conobbe la storica Leni Yahil, di origine tedesca, discendente di Moses Mendelssohn ed emigrata nella Palestina mandataria nel 1934 con la quale scambiò quindici lettere nel corso di dieci anni. di Elena Lattes

Giuseppe Di Stefano: voglio una vita che non sia mai tardi, di Gianni Gori

Nato in una famiglia umile di un paesino vicino a Catania pochi giorni prima della morte di Enrico Caruso, Giuseppe Di Stefano emigrò con i genitori a Milano quando era ancora piccolo. Appurata la mancanza di vocazione per la vita sacerdotale, dopo tre anni di seminario, si iscrisse all’istituto magistrale, dove un compagno appassionato di lirica scoprì quasi per caso il suo talento e lo incoraggiò pagandogli le prime lezioni di canto. di Elena Lattes

Senza il dono di saper vivere, Caravaggio e lo specchio dei giorni che presentano il conto

“Serba il vestito da che è nuovo e l’onore fin da giovane”, dice un proverbio maledetto, ficcato in bocca a un avvocato. Quell’azzeccagarbugli con la passione per i libri è l’unico che va a trovare un uomo in cella, che narra ai muri la propria storia. Dagli abissi di una umanità sconfitta, si interroga sul saper vivere, un talento che mancava anche a Caravaggio. Nel suo libro Il dono di saper vivere (Einaudi, pp. 196, euro 17,50), Tommaso Pincio ci conduce ne seducente labirinto di una di una storia perduta, dove i chiaroscuri del pittore maledetto si intrecciano alla carnalità di altre ricerche di senso o di un modo per stare al mondo. di Silvia Lanzani