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20/09/19 ore

LIBRI

Martha Argerich, L'enfant et les sortilèges

Ha suonato e si esibisce ancora in tutto il mondo da più di cinquant’anni ed è famosa anche soltanto di nome, sebbene in Italia non se ne parli molto. Nata in Argentina nel 1941, da padre contabile, insegnante di economia ed artista eclettico (cantava, scriveva poesie, suonava) e da madre socialista, femminista ante litteram, appassionata di musica, originaria di una famiglia ebraica emigrata dalla Russia nella seconda metà dell’Ottocento, Martha Argerich - di cui la Zecchini Editore ha pubblicato la dettagliatissima biografia del musicologo francese Olivier Bellamy... di Elena Lattes

L’Amicizia e la Shoah, la corrispondenza di Hannah Arendt con Leni Yahil

Tutto ebbe inizio nella primavera del 1961 quando Hannah Arendt venne inviata a Gerusalemme dal New Yorker per seguire il processo ad Eichmann. In quell’occasione conobbe la storica Leni Yahil, di origine tedesca, discendente di Moses Mendelssohn ed emigrata nella Palestina mandataria nel 1934 con la quale scambiò quindici lettere nel corso di dieci anni. di Elena Lattes

Giuseppe Di Stefano: voglio una vita che non sia mai tardi, di Gianni Gori

Nato in una famiglia umile di un paesino vicino a Catania pochi giorni prima della morte di Enrico Caruso, Giuseppe Di Stefano emigrò con i genitori a Milano quando era ancora piccolo. Appurata la mancanza di vocazione per la vita sacerdotale, dopo tre anni di seminario, si iscrisse all’istituto magistrale, dove un compagno appassionato di lirica scoprì quasi per caso il suo talento e lo incoraggiò pagandogli le prime lezioni di canto. di Elena Lattes

Senza il dono di saper vivere, Caravaggio e lo specchio dei giorni che presentano il conto

“Serba il vestito da che è nuovo e l’onore fin da giovane”, dice un proverbio maledetto, ficcato in bocca a un avvocato. Quell’azzeccagarbugli con la passione per i libri è l’unico che va a trovare un uomo in cella, che narra ai muri la propria storia. Dagli abissi di una umanità sconfitta, si interroga sul saper vivere, un talento che mancava anche a Caravaggio. Nel suo libro Il dono di saper vivere (Einaudi, pp. 196, euro 17,50), Tommaso Pincio ci conduce ne seducente labirinto di una di una storia perduta, dove i chiaroscuri del pittore maledetto si intrecciano alla carnalità di altre ricerche di senso o di un modo per stare al mondo. di Silvia Lanzani

Lorenzo de’ Medici e la rossa Clarice Orsini. Barbara Frale racconta i segreti del Magnifico

“Hai sognato vipere: qualcuno a cui tiene corre un pericolo mortale”. Mentre la Roma del 1466 si perde nei fasti pagani del carnevale, la strega Bellezze rivela che qualcosa sta avvenendo e occorre leggerne i segni. Mandragora e stramonio, giusquiamo, cicuta e belladonna sono erbe che portano parole e profezie. Con il suo nuovo libro In nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo il Magnifico(Newton Compton Editori, pp. 381, euro 12), Barbara Frale, storica del Medioevo nota per le sue ricerche sui Templari, conduce il lettore in una Roma dove un giorno, chissà dove e chissà come, Lorenzo de’ Medici incrocia la strada della quindicenne Clarice Orsini, rossa di capelli, altera e bella. di Silvia Lanzani

La leadership di Maometto, un libro di John Adair

Quali sono le virtù che un leader deve necessariamente avere? Esiste un’idea universale di questo ruolo o ogni cultura richiede caratteristiche diverse? A rispondere a queste e ad altre domande è John Adair, già docente di Studi sulla Leadership presso l’Università di Surrey, in Gran Bretagna, e presidente dell’Associazione “Adair International” che fornisce programmi di sviluppo di leadership e consulenza in questo campo in tutto il mondo, il quale, partendo dalla biografia del profeta fondatore dell’Islam propone in “La leadership di Maometto” pubblicato da Armando Editore, alcuni degli aspetti più positivi degli insegnamenti che si possono trarre dai comportamenti di gruppo presenti nelle tradizioni musulmane e beduine.