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22/05/24 ore

‘Severino Gazzellloni Il flauto protagonista’ di Gian-Luca Petrucci


  • Elena Lattes

A sette anni, nel pomeriggio, dopo la scuola, andava ad aiutare il padre, che era sarto, nelle piccole rifiniture dei vestiti. Fu proprio in quella bottega che, ascoltando un concerto dell’orchestra filarmonica tedesca trasmesso alla radio, rimase “ammaliato dal suono stupendo del flauto”.

 

Il giorno successivo, quindi, decise di rivolgersi al direttore della banda del suo paesino, Roccasecca, in provincia di Frosinone. Fu così che cominciò a studiare e, visti i suoi rapidi progressi, già l’anno dopo entrò a far parte di quel piccolo complesso.

 

A 14 anni iniziò a frequentare l’Accademia di Santa Cecilia che raggiungeva tutti i giorni con grandi sacrifici e, una volta terminata, ebbe una carriera folgorante, diventando famoso in tutto il mondo, grazie al suo talento e alla sua ferrea volontà.

 

Entrò alla Rai, divenendone il primo flauto, ma nel 1977 fu costretto a dimettersi a causa dell’incompatibilità con l’attività di testimonial pubblicitario. Insegnò in Germania, in Finlandia, a Roma a Pesaro e a Siena. Nel 1969 fondò un trio con Guido Agosti ed Enrico Mainardi

 

Per il centenario della sua nascita, nel 2018, Gian-Luca Petrucci, già Primo flauto dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma e dell’Orchestra Sinfonica della Radio Televisione italiana, ha voluto scrivere in sua memoria “Severino Gazzellloni Il flauto protagonista” pubblicato dalla Zecchini editore. 

 

Molto più di una biografia, è una celebrazione delle sue attività e della sua figura, affinché le “nuove generazioni di flautisti” possano raccogliere e condividere l’ancora valido “messaggio della sua composita personalità” nonché seguire il suo esempio “di uomo sempre in cammino, con la serenità di chi conosce il proprio impegno quotidiano”. 

 

“L’esempio di Gazzelloni – prosegue l’autore – insegna all’esecutore ad ascoltare la voce della propria creatività, senza timore di porre la sua esperienza, la sua maestria dello strumento, il suo gusto musicale, allo stesso livello del dettato dell’autore”.

 

 

Raccontando le vicissitudini e i vari successi ottenuti dal Gazzelloni, il Maestro Petrucci non traccia soltanto un ricco ritratto (anche psicologico) del famoso musicista, sia dal punto di vista umano che da quello artistico, ma descrive il contesto nel quale è vissuto, si è formato e ha lavorato: oltre a numerosissime foto, ad un lunghissimo elenco di trasmissioni radiofoniche e di concerti che ne videro la partecipazione e ad una ricchissima disco e nastrografia, il lettore trova alcune considerazioni sull’ambiente flautistico italiano fra gli anni sessanta e ottanta, sul teatro musicale e sulle lacune della musicologia contemporanea

 

A questo proposito, l’autore cita l’esempio di Saverio Mercadante, il cui contributo, secondo la sua opinione, è ancora fortemente sminuito: “vengono fatte alcune positive valutazioni su due o tre melodrammi e si tace su tutte le altre costanti e molteplici attività compositive, dalla didattica alla musica per i balletti, dalla musica da chiesa a quella per banda, fino alla musica cameristica e al repertorio sinfonico e solistico con accompagnamento orchestrale. 

 

Naturalmente sarebbe inutile sollevare il problema della reale conoscenza dell’opera mercadantiana, se si trattasse solo di un autore dotato di eccellente facilità di scrittura, ma le connessioni con l’evoluzione della vocalità romantica, la capacità di fornire una specifica didattica finalizzata a ciò, l’abilità ed originalità degli stilemi di scrittura strumentale e la raffinata orchestrazione pongono Mercadante su un piano di valore superiore a gran parte di tutti i suoi celebri e celebrati contemporanei”.

 

Petrucci riporta anche alcuni accenni biografici dei quattro maggiori flautisti storici italiani che hanno preceduto il Gazzelloni: Giulio Briccialdi, Giuseppe Brugnoli, Alberto Veggetti e Leonardo De Lorenzo.

 

Nel complesso, dunque, un libro che, sebbene sia rivolto principalmente ai giovani flautisti, offre anche ai non addetti un’interessante panoramica sul mondo flautistico italiano.

 

 


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