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18/07/18 ore

Lanzalone, la commedia degli equivoci



Arriveranno forse a dire pure che la segnalazione gli sia arrivata da entità aliena direttamente dal mondo di Gaia del compianto Casaleggio senior, mentre quello Junior, la sfinge, fa il vago. Lui non si occupa di nomine, dice. E quanto a eventuali incontri a cena, se ci sono stati, sono avvenuti per caso, magari nel corso di eventi organizzati ad hoc dall'Associazione intitolata a Gianroberto Casaleggio, come la Repubblica si è incaricata di svelare.

 

Insomma, su Luca Lanzalone, l'appestato, nei 5 Stelle si sta facendo la gara a chi si smarca meglio, dopo che si è pronunciata già la sentenza. Eppure l'esperienza insegna che sarebbe saggio andarci cauti con le condanne preventive e aspettare il corso della giustizia, che potrebbe rivelare alla lunga, millanterie a parte, nessuna responsabilità penale.

 

Nelle more, sulle responsabilità politiche ci sono invece tutti gli elementi ormai per giungere a conclusioni, per altro ampiamente prevedibili. In proposito i grillini non possono più sottrarsi e hanno poco scuse, tanto meno possono pretendere di scaricare il pesante barile ancora una volta su Virginia Raggi, ormai sindaca a sua insaputa. Povera stella, ella è “parte lesa” da quando ha messo piede in Campidoglio. Sopra la sua testa passa di tutto. Il che ci fa chiedere a questo punto se sia meglio per lei far credere di esserci o di farci.

 

Il dilemma comincia a riguardare anche Luigi Di Maio, il cui maldestro candore nell'ammettere la promozione “premio” di Lanzalone alla presidenza Acea ha gettato nello sconcerto i tanti che gli hanno con troppa fretta attribuito insospettabili doti di politico navigato. Sulla vicenda il vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro ha parlato di equivoco. Come di equivoco si deve parlare probabilmente per buona parte di chi ha scelto il 4 marzo la presunta banda degli onesti quali soggetti del “cambiamento”.

 

 

Se di cambiamento si tratta, infatti, non è poi detto che sia per forza in meglio. I cittadini romani ne sanno qualcosa. (A.M.)

 

 


Commenti   

 
0 #3 Enrice 2018-06-18 12:26
Da "La Repubblica.it"
Gli arrestati:  Luca Parnasi, presidente Eurnova , Luca Caporilli, Simone Contasta, Nabor Zaffiri, Gianluca Talone, Giulio Mangosi suoi collaboratori. 
Ai domiciliari: Adriano Palozzi, vice presidente del Consiglio regionale del Lazio (Forza Italia), Michele Civita, ex assessore regionale all'Urbanistica del Lazio (Partito Democratico), Luca Lanzalone presidente Acea e consigliere dei 5S sul progetto di Tor di Valle.
Tra gli indagati: Davide Bordoni, capogruppo al Comune di Forza Italia,  Paolo Ferrara capogruppo al comune dei 5S, Francesco Prosperetti direttore della Soprintendenza speciale archeologica, Giovanni Malagò presidente del Coni, il faccendiere Luigi Bisignani
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0 #2 ilSocialsta 2018-06-17 20:14
ad ogni modo allo stato attuale la opposizione non esiste; una vera opposizione passerebbe attraverso il superamento politico di due personaggi ormai decotti; Berlusconi e Renzi, cose che non è alle porte; ne consegue che il governo attuale è solidissimo ed a prova di ogni tipo si scossone per mancanza totale di competitor; in particolare Renzi passerà alla storia come il Gensis Khan della sinistra; nel senso che anche dopo che è passato l'erba non rinasce per decenni; fare una opera di tale distruzione non era facile per niente, richiedeva un impegno indefesso; e lui, da brillante dirigente dei boy scouts, di impegno ne ha messo veramente tanto.
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0 #1 ilSocialsta 2018-06-17 20:07
Roma ovviamente è quello che è, un contesto antropologico peculiare; vedremo se i 5 stelle faranno la fine di tanti altri partiti corrotti; se scopriranno i conti segreti milionari della Raggi; per ora sembra alquanto presto per dirlo; ad ogni modo, come è per tutti, la attenzione deve restare alta e i magistrati, ma anche tutti i partiti, devono fare il lavoro di controllo e setaccio; certo se i partiti avessere delle PROCEDURE LEGALI di funzionamento i controlli forse sarebbero più facili che non improvvisare a soggetto
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