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14/06/24 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Guerra nucleare nel Partito democratico

Non è chiaro se prevalgano le ragioni tattiche (un accordo sotterraneo tra Bersani e Berlusconi finalizzato ad un patto – forse debole ma necessario – che porti un candidato gradito al Pdl al Quirinale e il segretario del Pd a palazzo Chigi, con un governo minoritario che guiderebbe le elezioni anticipate ma con lo stesso Bersani candidato premier per il centrosinistra), o siano le ragioni di opportunità che hanno maggiore peso (Renzi, stimolato dai sondaggi e nonostante il freno a mano tirato per contenere i suoi, avverte che il tempo è quello giusto per tirare il colpo del k.o. e diventare il leader del partito democratico). di Giuseppe Rippa

Bersani e i giovanotti

Mentre, per ora, poco o nulla dicono i “grandi vecchi” del Pd, non è semplice cogliere fra le righe il senso della contesa fra i “giovani turchi” (in primis Stefano Fassina e Matteo Orfini) e Matteo Renzi. Né è del tutto chiaro il rapporto fra i primi e il segretario: gioco delle parti o pesante condizionamento? di Danilo Di Matteo

Francesco: papa nuovo, domande di sempre

Tra le tante cose che stampa e media ogni giorno offrono, una sembra sia stata assai trascurata ed è l’indirizzo rivolto a Bergoglio dal Presidente Obama, nel quale spiccano alcuni passaggi che meritano attenzione; certo negli Stati Uniti i cattolici sono circa sessanta milioni e il loro voto ha un peso di rilievo, ma questo può spiegare soltanto la particolare deferenza usata nei confronti del nuovo papa o il ricorso ad alcune frasi d’uso (“difensore dei poveri e dei più vulnerabili”, “messaggio di amore e compassione”). di Silvio Pergameno

La regola del gattopardismo

L’Italia vive così una lenta agonia, mentre ci si attarda ancora con l’istituzione di commissioni rappresentative del nulla e si lascia in carica un governo abusivo, privo della fiducia espressa dalle nuove Camere. di Luigi O. Rintallo

Fine della "prima-seconda" Repubblica

Proprio della prima, perché di seconda Repubblica in questi anni si è parlato abbondantemente, senza, peraltro, alcun fondamento e solo perché i facitori di opinione e tanti politici hanno voluto dare l’impressione che qualcosa stesse cambiando sin nelle fondamenta dello stato, laddove, invece, ha preso corpo soltanto una transizione… di Silvio Pergameno

M5S, con le peggiori impressioni

L’incapacità di andare oltre le semplicistiche, demagogiche, inconsistenti sparate elettorali fa sì che gli eletti del Movimento proseguano inevitabilmente sulla medesima strada. di Ermes Antonucci