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30/06/22 ore

Quirinarie, storia di un flop occultato


  • Ermes Antonucci

Nelle infuocate ore che accompagnavano l’elezione del presidente della Repubblica, c’è chi si domandava perché Grillo non avesse ancora pubblicato i risultati delle cosiddette “quirinarie”, cioè della votazione online con cui il Movimento 5 Stelle ha scelto il suo candidato al Colle. Il motivo del silenzio, ora che il blogger genovese si è deciso a rendere noti i dati (a 8 giorni di distanza dal voto), è assolutamente chiaro. 

Nel caso, infatti, Grillo avesse pubblicato i risultati con l’immediatezza che richiede il principio della trasparenza, si sarebbe trovato nella difficile situazione di spiegare che le centinaia di grillini che asserragliavano piazza Montecitorio per sostenere “il presidente dei cittadini” (Rodotà) urlando, sbraitando ed insultando, in realtà stavano manifestando per un candidato che aveva ottenuto la modica cifra di 4.677 voti.

 

Non solo, il leader dei rivoluzionari stellati avrebbe dovuto anche precisare che a votare nelle tanto sbandierate quirinarie non erano stati tutti i 48.292 grillini aventi diritto (tetto numerico di per sé già poco rilevante), bensì solamente 28.518, con un’astensione record del 41%, alla faccia di quella democrazia diretta che dovrebbe spronare l’atavico istinto alla partecipazione politica del cittadino italiano.

 

La propaganda messa in atto da Grillo sul tradimento perpetrato nei confronti del “popolo della Rete” – sulla quale anche il presidente Napolitano ha fatto cenno nel suo messaggio alle Camere – non corrisponde tra l’altro neanche alla realtà emersa dalle dinamiche digitali.

 

Nei diversi sondaggi online condotti dai principali quotidiani nazionali, infatti, Emma Bonino è sempre risultata la candidata più gradita (Corriere, La Stampa, Il Sole 24 Ore e perfino Il Fatto). Anche su Twitter, notava ieri un blog del Corriere della Sera, i “navigatori” erano chiaramente a favore della leader radicale.

 

Insomma, piaccia o no, il candidato della Rete – che Grillo pretende di rappresentare – rispondeva al nome di Emma Bonino (classificatasi solo sesta alle quirinarie, complice anche il monito di Casaleggio in corso d’opera). Ma si sa che, per Grillo, esiste una Rete di serie A e una Rete di serie B. Perché, parafrasando Orwell, tutti i navigatori sono uguali, ma alcuni (i grillini) sono più uguali degli altri.


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