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26/06/24 ore

Dobbiamo festeggiare, di Salvo Buzzanca. La storia della famiglia Buzzanca


  • Giovanna D'Arbitrio

 

 

 

Dobbiamo festeggiare”,di Salvo Buzzanca (Ed. Tozzuolo),è stato presentato domenica, 23 luglio, alle ore 19:30, nella Corte Comunale di Sabaudia, nell’ambito della IX edizione della Rassegna “Libri nel Parco”, ideata ed organizzata da “Sabaudia Culturando APS” con la collaborazione di ArteOltre, fondata da di Francesca d’Oriano, e il Patrocinio e il sostegno della Città di Sabaudia.

 

Ne hanno parlato sottolineando i pregi del libro Isabella Di Chio, giornalista TGR Lazio, Graziano Diana, regista e sceneggiatore, Tiberio Timperi, giornalista e conduttore radiotelevisivo. L’interessante dibattito ha evidenziato quanto sia ancora vivo Il ricordo del fratello Lando, della Palermo del dopoguerra, del valore di affetti e sentimenti.

 

Il libro viene così presentato dalla casa editrice: “La storia dei Buzzanca, famiglia piccolo-borghese siciliana, inizia all'alba del secolo scorso, quando i sogni di una vita agiata, si dissolveranno travolti da drammatici eventi. Un racconto in chiaroscuro che ruota attorno a una generazione che, tra mille difficoltà, le gioie e le delusioni, affronta i tempi turbolenti del periodo bellico e, soprattutto, quello della ricostruzione, con il coraggio degli umili e la forza dei giganti. 

 

Descrive come questo nutrito nucleo familiare, sia riuscito a mantenere la sua dignità, a volte perfino per condurre una vita accettabile, nonostante le problematiche di quegli anni, e le difficili condizioni economiche. Ma è anche un divertente affresco di una fase storica, carica di aspettative, la cui atmosfera spensierata e di fiducia, contribuirà ad accompagnare i segni tangibili di una rinascita per il Paese.

 

La storia copre un intero periodo di tempo, fino a giungere ai giorni nostri, durante il quale uno dei suoi componenti svolgerà un ruolo significativo, ponendosi all'attenzione pubblica. Uno spaccato del '900 che prende a pretesto la storia di una famiglia siciliana per raccontare l'evoluzione di un Paese, attraverso uno spirito umoristico e con momenti divertenti. Un humus familiare che è anche terreno fertile per la nascita di uno degli attori popolari più amati: Lando Buzzanca”.

 

Quando a Lando è stato chiesto perché abbia scelto quel particolare titolo per il libro, egli ha spiegato che nella Sicilia di quei tempi ogni occasione era buona per fare festa e spesso qualcuno esclamava “allora, dobbiamo festeggiare!”. 

 

Mi è sembrato perfetto per descrivere l'atmosfera che si respirava in famiglia, sia da parte paterna che materna; e mi è venuto spontaneo adottare questa espressione come titolo del libro -ha spiegato Lando - Ho avuto la fortuna di nascere e crescere in una famiglia molto divertente, di umoristi e di raccontatori di storie, a cominciare da mio padre e dagli zii: era una sorta di compagnia di giro teatrale. In un ipotetico stemma nobiliare, ‘dobbiamo festeggiare' potrebbe essere il motto da iscrivere sotto il simbolo. E' in questo humus, è con questo terreno fertile in cui siamo cresciuti sin da bambini, che poi è nata la piantina che ha fatto di Lando Buzzanca un divo del cinema e della tv, con il suo spirito umoristico e il suo talento. Non riuscirei a vederlo in nessuna altra veste se non in quella di attore”.

 

Come viene messo in rilievo nel comunicato dell’Ufficio stampa dell’Associazione ArteOltre, la numerosa famiglia Buzzanca fu allietata dalla nascita di ben otto figli e, a quanto pare, il padre, appassionato di cinema, trasmise tale amore a Lando, interprete di molti film e fiction televisive di successo nell’arco di quarant’anni.

 

Il libro, inoltre, va oltre la memoria familiare e l’omaggio affettuoso a Lando, per porsi all’attenzione del lettore quale affresco di una società in cui a prevalere erano ancora i legami del cuore, la capacità di superare, uniti, i momenti difficili con la voglia profonda di ricominciare. Un quadro di una Palermo piena di vita, lontana anni luce da quella che a partire dalla fine degli anni ’70, sarebbe balzata in cronaca nera per le stragi di mafia.

 

Ricordi, quelli di Salvo Buzzanca, che sorprendono piacevolmente per nitidezza e vivacità, quasi che fossero stati custoditi con cura affettiva dall’Autore, senza risentire dell’usura del tempo. Un titolo, quello del libro, emblematico, che ci dice come determinati valori, oggi sottaciuti o addirittura ignorati, siano essenziali per andare oltre la siepe”.

 

 


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