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16/06/24 ore

DIRITTI E LIBERTA'

Contro-manifestazioni di gruppi islamisti in Pakistan in occasione della Giornata internazionale della donna

In tutto il mondo islamico, non solo in Pakistan, sono i religiosi islamici che si sentono più minacciati quando le donne lasciano le loro case ed escono per le strade, i negozi e gli uffici. L'8 marzo 2021, le organizzazioni femminili in Pakistan hanno organizzato manifestazioni in diverse città, come ogni anno in occasione della Giornata internazionale della donna, per portare avanti una carta delle richieste volte a migliorare la vita delle donne. Tuttavia, i gruppi islamisti e le principali organizzazioni religiose hanno pubblicato rapporti ed editoriali e rilasciato dichiarazioni contro le attiviste per i diritti delle donne e hanno tenuto manifestazioni parallele per contrastare la Giornata internazionale della donna... di Tufail Ahmad* (da Memri.org)

A proposito di Saman Abbas e dell'Islam

Mentre proseguono le ricerche del povero corpo della diciottenne di origine pakistana Saman Abbas nella campagna di Novellara, cercando nelle serre della Bassa reggiana, le notizie che si susseguono dicono dell’arresto del cugino Ikram Ijaz, estradato da Nimes in Francia e che insieme ad un un altro cugino, ai genitori e allo zio sono ritenuti responsabili del barbaro assassino della ragazza perché non accettava un matrimonio combinato…. Lo zio di Saman, Danish Hasnain, che sembra essere stato l’esecutore materiale dell’omicidio (con i cugini della giovane donna avrebbe poi occultato il corpo), risulta ancora latitante, ma lo scenario raccapricciante mostra un’assoluta consapevolezza dei genitori che a livello familiare avrebbero pianificato questo orrore.

Anna Mahjar-Barducci ripropone, con l’articolo che segue, l’incredibile situazione che vede nel VII secolo l’Islam operare una vera e propria rivoluzione per i diritti della donna, vittime di autentica barbarie, e che oggi sembra ritornato ad un modello terribile che esisteva nella tradizione pre-islamica… di Anna Mahjar-Barducci

12 maggio 1977 - 12 maggio 2021: 44 anni fa veniva assassinata Giorgiana Masi

“Il 12 maggio 1977 Giorgiana Masi, 19 anni, fu colpita sul lungotevere davanti a Ponte Garibaldi, mentre correva verso piazza Sonnino in seguito ad una carica della polizia. Secondo l’autopsia il proiettile, esploso a un’altezza di 93 centimetri da terra, aveva viaggiato con un andamento rettilineo: era entrato nella regione lombare posteriore, proprio sopra l’osso sacro, aveva attraversato una vertebra, ed era uscito sopra l’ombelico”. Così riporta una didascalia del libro bianco che i radicali produssero per documentare quello che accadde in quel tragico 12 maggio del 1977...

È socialmente pericoloso: rinchiuso da sette anni per una diagnosi sbagliata

Una diagnosi sbagliata e viene dichiarato socialmente pericoloso: così inizia il calvario di Alberto Esposito, quarantanovenne di Rimini, sottoposto a misure di sicurezza dal novembre 2014, quando una perizia psichiatrica lo identifica come incapace d'intendere e di volere, ma schizofrenico. L'uomo, colpevole di aver mostrato i genitali in pubblico, viene rinchiuso così in una comunità terapeutica per sette anni, nonostante i medici abbiano successivamente rigettato la certificazione iniziale: ulteriori esami mostrano infatti come sia affetto da ritardo mentale… di Camillo Maffia

Ambrogio Crespi entra in carcere in nome (e nel silenzio) del popolo italiano

L'ingresso in carcere di Ambrogio Crespi è uno di quegli eventi simbolici dove il confine tra realtà e metafora sembra perdersi nel silenzio dell'immagine, dove un finale che nelle intenzioni degli autori dovrebbe mostrare al pubblico l'esito dell'implacabile ma imparziale corso della giustizia lascia invece gli spettatori inquieti e non convinti; essi tacciono, a loro volta, come nelle ultime indicazioni di scena del Boris Godunov di Alexsandr Puskin. Così il grande autore russo volle concludere il suo celebre dramma: con astanti che dovrebbero applaudire, ma non lo fanno; si racconta che il regime sovietico abbia lasciato intatto il copione teatrale, cambiando solo questa scena conclusiva per sostituirla con un popolo che batte invece obbedientemente, e stupidamente, le mani. di Camillo Maffia