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31/01/23 ore

DIRITTI E LIBERTA'

La TV iraniana trasmette la ‘confessione’ sotto minaccia di Majid-Reza Rahnavard, giustiziato il 12 dicembre 2022 per ‘ribellione contro Dio’

Il 13 dicembre 2022, un giorno dopo che il manifestante iraniano 23enne Majid-Reza Rahnavard è stato giustiziato dal regime iraniano per “ribellione contro Dio” e per essere stato falsamente accusato di aver ucciso due membri del Basij, Channel 3 dell'Iran ha trasmesso un video di Rahnavard che “confessava “ ai suoi crimini. Nel video, Rahnavard ha affermato di essere "l'obiettivo del nemico" e che merita di essere condannato a morte tre volte...

Iran. Lettera aperta al ministro Antonio Tajani: interrompere le relazioni diplomatiche con la Repubblica islamica

Ministro Tajani, Le chiediamo oggi di compiere un atto coraggioso, per mostrare sostegno al popolo iraniano e ribadire i nostri valori liberali. L'Italia deve pertanto prendere l'importante decisione di interrompere le relazioni diplomatiche con la Repubblica islamica ed espellere l'ambasciatore iraniano a Roma. La nostra ambasciata a Teheran deve quindi essere chiusa. A livello europeo, dobbiamo inoltre chiedere l'inserimento del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (i pasdaran) nell'elenco dei soggetti terroristici… di Anna Mahjar-Barducci

Seconda impiccagione in Iran, dopo Mohsen Shekari, Majid Reza Rahnavard. Subito convocazione straordinaria di Senato e Camera per mostrare sostegno al popolo iraniano

 

Il 12 dicembre mattina, il regime iraniano ha "giustiziato" il secondo manifestante, sotto gli occhi inermi dell'Occidente. Il suo nome era Majid Reza Rahnavard e aveva soltanto 23 anni. È stato impiccato nella città di Mashhad, pochi giorni dopo l'uccisione del primo condannato a morte per le proteste in Iran. L'8 dicembre, infatti, il mondo ha appreso la notizia dell'impiccagione di Mohsen Shekari, anche lui di soli 23 anni, ucciso dopo una detenzione di appena due mesi nel carcere di Evin. Shekari, come Rahnavard, era stato condannato a morte per il reato di "Moharebeh", ovvero di "guerra contro Dio"... di Anna Mahjar-Barducci e Giuseppe Rippa

Marcia per DIRITTI UMANI - ‘Donna Vita Libertà’, promossa dal Partito Radicale. Roma, 10 dicembre 2022

NOI ci appelliamo a tutte le donne e agli uomini di buona volontà dicendo loro: Ucraina – Iran, Kjiv – Teheran: due popoli, stessa lotta per la libertà e la giustizia, senza le quali non ci può essere pace. NOI ci appelliamo ai potenti di questo Paese, a coloro che incarnano le nostre istituzioni, hanno giurato fedeltà alle leggi della Repubblica, ai valori che rappresentano e prefigurano. NOI ricordiamo, e ostinatamente ricorderemo, a tutti loro che in Iran è in corso una rivoluzione nonviolenta e pacifica, e che non si può restare inerti e indifferenti di fronte a questo storico e drammatico evento. Ricordiamo, e ostinatamente ricorderemo, che indifferenza e inerzia equivalgono a complicità con gli oppressori e i violenti: colpa dolosa di cui si dovrà rispondere alle nostre coscienze e alle future generazioni: anche per questo saremo giudicati…

Coppa del Mondo di calcio: ignorare la domanda di libertà del popolo iraniano. L’Occidente in fuga, anzi in FIFA!

I Mondiali hanno mostrato il vero volto dei nostri vip e pseudo-intellettuali dalla soliderietà pelosa. Ci hanno ammorbato con l'uso dell'impronuciabile shwa, ma nessuno dei promotori del "linguaggio includivo" ha il tempo di scrivere nemmeno un tweet contro il Qatar, che mette in galera gli omosessuali. Ci parlano dei diritti dei migranti, ma nessuno si scandalizza del fatto che 6.500 (cifra per difetto!) lavoratori stranieri sono morti, in condizione di semi-schiavitù, per costruire le strutture calcistiche del Mondiale 2022… di Anna Mahjar-Barducci